Guida Michelin 2016. Terremoto Gastronomico: ecco chi sale e chi scende

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Guida Michelin
Guida Michelin

 

di Bruno Petronilli

La guida Michelin 2016 da una bella scossa togliendo una delle due stelle a Davide Scabin e premiando Armani punendo Trussardi.

LE NUOVE STELLE
Osteria Arbustico a Valva, Christian Torsiello
Mules, Nolzano, Petere Gurtler da una a due stelle
Casa Perbellini, Verona due stelle
Re Maurì, Salerno, Lorenzo Cuomo
Shalai, Linguaglossa
Meo Modo, Chiudino
Don Geppi, Sant’Agnello, Mario Affinita
Achilli Enoteca al Parlamento Achilli, Roma
Acquerello, Fanano Olona, Silvio Salmoiraghi
Armani, Milano, Filippo Gozzoli
Atman Villa Rospigliosi, Igles Corelli. Lamporecchio
Seta, Milano Antonio Guida
Yoji Tokuyoshi, Milano
Vespaia, Norcia, Emanuele Mazzella
Borgo San Jacopo, Firenze, Peter Brunel
La Tana Gourmet, Asiago. Alessandro Dal Degan
Aqua Crua, Barbarano Vicentino, Giuliano Baldassari
Dopolavoro, Venezia, Federico Belluco
Oro Restaurant, Venezia. Dolce Vita Stube, Naturno, Thomas Ebner
Alpenroyal Gourmet, Selva di Valgardena, Mario Porcelli
L’Argine a Vencò, Antonia Klugmann, Dolegna del Collio
Aga, San Vito di Cadore, Oliver Piras e Alessandra del Favero
I due buoi, Akessandria. Andrea Ribaldone
Signum, Isola di Salina. Martina Caruso
Bacco, Barletta, Franco Rigatti
Cielo alla Sommità, Ostuni
Al Castello, Grinzane Cavour Marc Lantieri

CONFERMANO LA STELLA CON CAMBIO CHEF
Inkiostro, Parma   Terry Giacomello
Magnolia, Forte dei Marmi, Cristofaro Trapani
Locanda del Notaia, Pellio d’Intelvi, Edoardo Fumagalli
Venissa, Venezia, Anfrea Asoli, Michelangelo D’Oria, Sabrina Joksimovic, Serena Baiano

LE NUOVE DUE STELLE
Gourmet Stube Einhorn di Peter Girtler
Casa Perbellini, Verona

PERDE DUE STELLE
Il Mosaico per chiusura

PASSANO DA DUE STELLE A UNA STELLA

Combal Zero, Rivoli Davide Scabin
Perbellini, Isola Rizza


PERDONO LA STELLA

La Gallina, Gavi
Donatella, Oviglio
Gimmy’s, Aprica
Trussardi alla Scala, Milano
Pont de Ferr, Milano
Al vigneto, Grumello
La Passion, Vandoies
Kliene Flamme, Vipitieno
La Badiola, Castiglione della Pescaia
Paolo Teverini, Bagno di Romagna
The Cesar, Ladispoli
L’Enoteca, Macerata
Il Poeta Contadino, Alberobello

PERDONO LA STELLA PER CHIUSURA

21.09   Albissola
Savino Mongelli, Cuneo
La Barrique, Torino
La Terrazza, Roma
Le Tre Lune, Calenzano
La Frasca, Cervia
La Gazza Ladra, Modica
La Ghinghetta, Portoscuso
Il Postale, Perugia

13 commenti

  • Giulia Cannada Bartoli

    (10 dicembre 2015 - 12:48)

    complimentia tutti , in particolare a Christian Torsiello Osteria Arbustico Valva e a Cristoforo trapani che da Gragnano ha fatto un gran salto facendo mantenere la stella al Magnolia di Forte dei Marmi

  • EMILIO GRIECO

    (10 dicembre 2015 - 13:11)

    Chi scrive e’ un oste che da 25 anni fa con amore questo lavoro.Qualche anno fa venne nella mia osteria un ispettore, dandomi dei consigli per ben apparire nella guida, da me non ascoltati. Sconosciuto al mondo michelin, svolgo con discreto successo la mia attivita’,vedendo chiudere spesso locali che avevano stelle e stelline .Voglio consigliare ai giovani colleghi ,di svolgere con amore questo lavoro e di andare dritti per la loro strada che spesso e’ quella giusta.

  • Stefano

    (10 dicembre 2015 - 13:36)

    Leggendo questo articolo ho notato che 10 ristoranti hanno chiuso e perso le stelle, uno addirittura due per chiusura. Non basta avere una stella Michelin per avere successo nella ristorazione e per continuare a lavorare con la medesima struttura? Sarebbe interessante affrontare l’argomento sulla gestione di un’attività ristorativa in quanto (a quanto emerge da questi dati) non basta più essere bravi o eccellenze, fare bene il proprio lavoro, utilizzare dei buoni prodotti e collocarsi in un determinato target di clientela per tipo di proposta/location, occorrono doti soprannaturali per fare impresa in Italia e continuare ad erogare questo servizio a queste condizioni

  • sergio

    (10 dicembre 2015 - 13:51)

    Che Andrea Berton non abbia avuto la seconda stella (che del resto aveva già al Trussardi) è una vera vergogna.
    Per tutti gli amici con i quali sono stato varie volte è, senza ombra di dubbio, il miglior ristorante di Milano, in lotta con Aprea del Vun. Ora c’è anche Guida del Seta. Gli ispettori della Michelin insistono da anni su Sadler e Cracco, forse anzicchè andare per ristoranti guardano la televisione.Quest’anno non comprerò la guida e non la consiglierò a nessuno.

  • Mauro

    (10 dicembre 2015 - 15:58)

    Mi piacerebbe sapere il motivo della chiusura dei vari Ristoranti ‘ stellati ‘ , così da poter valutare, scrivere chiuso, magari avendo trasferito attività in altro luogo e/o comune, non sono motivazioni di perdita qualifica per incapacità propria.

  • Giulia Cannada Bartoli

    (10 dicembre 2015 - 17:43)

    la vergogna è la perdita della seconda stella per Davide Scabin, il più grande o almeno tra i più intelligenti e lungimiranti chef dell’alta ristorazione italiana e internazionale

  • Maria

    (10 dicembre 2015 - 19:20)

    Emilio Grieco, sarei onorata di venire a mangiare nel Suo locale. La penso come Lei, credo che i veri Eroi della Ristorazione siano quegli imprenditori, quelle brigate, quegli Chef che con amore e dedizione svolgono il loro lavoro, aldilà ed oltre le “stelle”. Senza nulla togliere a chi ci crede, naturalmente

  • Daniele

    (10 dicembre 2015 - 23:26)

    Ovviamente resta sempre il sogno di tutti la stella ….
    Ma resta il fatto che per averla devi svenarti devi esser raccomandato devi aver conoscenze altrimenti manco ti pensano…..
    La cosa più assurda è 10 stagisti e 2/3 assunti con paghe irrisorie…. lo chef di punta mai in cucina sempre fuori per festival e varie consulenze…..

  • antonio

    (11 dicembre 2015 - 10:28)

    Il post di Emilio Grieco è una vera dichiarazione d’amore per uno dei lavori più difficili e sottovalutati che esistano. Spero che soprattutto i giovani chef seguano il suo esempio piuttosto che “inseguire” la chimera di una stella che spesso lascia il tempo che trova. Bravo

  • Giampi

    (11 dicembre 2015 - 19:59)

    Le stelle, non c’è dubbio, qualificano ristoranti di buon livello, ma in mezzo ce n’è sempre qualcuno, a mio modesto avviso, più noto per l’apparenza che per la sostanza. Poi non è ancora chiaro chi ha ragione tra chi fa cucina di sostanza, legata alla cultura del territorio, presentata con garbo e professionalità e chi vuole sbalordire il cliente inventando fantasie che durano lo spazio d’un mattino (in tanti illustri ristoranti c’è un eccessivo tournover di piatti, forse perché quelli proposti pur esteticamente sbalorditivi, non incontrano il favore del pubblico). Resto del parere che Nadia Santini, Heinz Beck, Davide Bisetto, per limitarmi a tre nomi, siano legati alla semplicità perfetta, sana, seria e gustosa. E ancora, quale linea è privilegiata, quella di Archestrato-Grimod de le Reynière o quella di Brillat-Savaren-Petrtini? Probabilmente ha ragione Emilio Greco e la sua linea di cucina, quella che garantisce al cliente un sano piacere e giuste emozioni a prezzi equi..

  • leo

    (12 dicembre 2015 - 22:41)

    Urge rilettura de La volpe e l’uva, Esopo.

  • elena mastrosimone

    (13 dicembre 2015 - 09:42)

    Trattoriacce turistiche italiane sempre piene con menù di 10 euro,paste precotte e prodotti surgelati,servizio approssimativo,ed igiene ai limiti,questi il problema della stella non se lo pongono per niente.

  • Antonio Ferraioli (Bacco)

    (13 dicembre 2015 - 17:39)

    Complimenti al parente Lorenzo Cuomo, chef del Re Maurì, “stella ” dell’alta costa d’Amalfi, figlio d’arte e Furorese Doc!!!

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