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Guida Milano Gambero Rosso: Andrea Berton riporta le Tre Forchette nel capoluogo, Viviana Varese giovane emergente. L’elenco completo con il punteggio dei migliori ristoranti

24 settembre 2010

Clara Barra

Inizia alla grande la stagione delle Guide. E’ in libreria e in edicola quella di Milano del Gambero Rosso. Ecco come è andata.

Guida Milano Gambero Rosso


TRE FORCHETTE

La prima grande novità arriva dal vertice, sono infatti due i ristoranti a raggiungere l’Olimpo delle Tre Forchette: il ristorante Trussardi alla Scala, guidato da Andrea Berton, e il ritorno sul podio del Miramonti l’Altro, nel Bresciano, con il cuoco francese Philippe Leveille e la famiglia Piscini.

VOTO 92


nadia e antonio santini

Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio

antonino cannavacciuolo

Villa Crespi, Orta San Giulio


VOTO 90


Philippe Leveille

Miramonti l’Altro, Concesio

Andrea Berton


Trussardi alla Scala, Milano

DUE FORCHETTE
Le novità

Cinque i locali che ottengono le due forchette: La Brioschina (per la prima volta in guida), Innocenti Evasioni e Nicola Cavallaro.
Nei dintorni, due debutti  per San Gerolamo a Vercurago (LC) e Luce a Varese.

89

Ambasciata, Quistello (MN)

88

Antica Osteria del Teatro, Piacenza
Il luogo di Aimo e Nadia, Milano
Piccolo Lago,Verbania
Pinocchio, Borgomanero (No)

87

Cracco, Milano
Gambero, Calvisano (Bs)
Mistral del Grande Hotel Villa Serbelloni, Bellagio (Como)
Il Sole di Ranco, Ranco (Va)
Ilario Vinciguerra Restaurant, Galliate Lombardo (Va)
Da Vittorio, Brusaporto (Bg)

85

Devero Ristorante del Devero Hotel, Cavenago di Brianza (Mb)
Joia, Milano
Novecento, Meina (No)
Osteria del Sass, Besozzo (Va)
Sadler, Milano

84

Anteprima, Chiuduno (Bs)
Lanterna Verde, Villa di Chiavenna (So)
Schuman, Ispra (Va)

83

Antica Osteria dei Cameli, Ambivere (Bg)
Capriccio, Manerba del Garda (Bs)
Lio Pellegrini, Bergamo
Pierino Benati, Viganò Brianza (Lc)
L’Osteria di via Solata, Bergamo

82

La Brughiera, Villa Dalmè (Bg)
Il Cantinone, Madesimo (So)
I Castagni, Vigevano (Pv)
Colleoni Dell’Angelo, Bergamo
Da Pietro, Castiglione delle Stiviere (Mn)
La Rucola, Sirmione (Bs)
Il Teatro dell’Hotel Four Seasons, Milano
Trattoria del Fulmine, Trescore Cremasco (Cr)
Villa Feltrinelli, Gargnano (Bs)

81

Castello, Dello (Bs)
Nicola Cavallaro, Milano
Chalet Mattias, Livigno (So)
Ma.Ri.Na., Olgiate Olona Varese
The Park del Park Hyatt Hotel, Milano
Osteria del Pomiroeu, Seregno (Mb)
Il Porticciolo, Laveno Mombello (Va)
Quintessenza, Moniga del Garda (Bs)
San Martino, Treviglio (Bg)
La Veranda dell’Hotel Villa d’Este, Cernobbio (Como)

80

Acanto dell’Hotel Principe di Savoia, Milano
La Brioschina, Milano
Il cantuccio, Albavilla (Como)
La corte, Milano
Derby Grill dell’Hotel de la Ville, Monza
Dispensa Pani e Vini, Adro (Bs)
Due colombe, Rovato (Bs)
Esplanade, Desenzano del Garda (Bs)
Innocenti evasioni, Milano
Leon d’Oro, Maleo (Lo)
Locanda Vecchia Pavia al Mulino, Certosa di Pavia (Pv)
Luce, Varese
Olona da Venanzio, Induno Olona (Va)
La Piazzetta, Fermo (Va)
Al Porto, Moniga del Garda (Bs)
San Gerolamo, Vercurago (Lc)
La Tortuga, Gargnano (Bs)

Viviana Varese

Il premio giovane cuoco emergente, è stato attribuito a Viviana Varese del ristorante Alice

Il comunicato ufficiale

Occhi ben aperti al nuovo, quindi, ma grande spazio anche alla tradizione culinaria milanese e ai grandi interpreti. Due pagine dedicate ai grandi classici, dal risotto giallo allo zabaione, dalla cotoletta alla cassoeula e agli indirizzi che ne propongono le versioni migliori. Altra novità dell’edizione 2011, quattro insoliti quartieri gourmet, inediti mini percorsi con tante tappe golose da non perdere.

Infine, l’introduzione di due riconoscimenti: il premio giovane cuoco emergente, attribuito a Viviana Varese del ristorante Alice e il premio innovazione, riservato a quei locali, ristoranti o negozi, che offrono formule particolarmente originali. Quest’anno il premio è stato assegnato al Lattughino, delivery di alto profilo, e a Fatti di Frutta, un frutta e verdura sui generis.

Come ogni anno, la guida comprende, oltre a quelli dell’hinterland e della provincia, gran parte dei migliori indirizzi della regione sia a livello di ristoranti che di enoteche e botteghe gourmet: una gamma ricca di locali raggiungibili in un’ora di macchina e quindi perfetti per una gita fuori porta.

34 Commenti a “Guida Milano Gambero Rosso: Andrea Berton riporta le Tre Forchette nel capoluogo, Viviana Varese giovane emergente. L’elenco completo con il punteggio dei migliori ristoranti”

  1. marco contursi scrive:

    Non trovo in lista il D’O di cornaredo…1 stella michelin….anche se leggendo dei commenti su un sito sono rimasto basito……ti fanno pagare il 20% in più per ogni commensale che non viene anche se hai disdetto per tempo e il posto è stato dato ad altri……..ma è legale sta cosa?per me no.ma scherziamo……. Giancarlo o Roberto ci siete mai stati?

    • Lello Tornatore scrive:

      Ma smettiamola co’ sta cosa del legale, Marco! Prenotare significa aderire ad un contratto, le clausole contrattuali devono si essere ben chiare e conosciute “a priori”, ma non si può pretendere che le politiche di cancellazione le facciano il cliente o il codice civile , ti informo che non siamo nell’ex Unione Sovietica.

      • marco contursi scrive:

        A Lè ma ti rendi conto che stai sostenendo che se al mio tavolo un commensale ha un infarto e viene meno gli altri debbano pagare anche per lui?sono rischi insiti nel mestiere………stiamo parlando oltretutto di un posto che va forte.Oltretutto il caso in esame parla di uno che aveva disdetto per tempo e i due posti venuti meno erano stati dati ad un altra coppia…….a questo punto mandiamo uno a manganellare chi viene meno……..

        • Lello Tornatore scrive:

          Tu lo sai che lavoro faccio, ma non sai quanti ” infarti ” al giorno ci sono in questo settore…
          Ma capovolgiamo la questione, se tu hai prenotato, vieni da me ed io ti dico che lo chef si è sentito male e quindi non ti posso far da mangiare, tu che dici? Ti ripeto, il cliente non può decidere le politiche aziendali, sicuramente le può accettare o meno. E quindi se non ti stanno bene quelle condizioni, prenoti da un’altra parte, non capisco qual’è il problema!!!

          • marco contursi scrive:

            bell’esempio,se io vengo e tu mi dici che lo chef si è sentito male e non posso cenare(mi è capitato in un locale,cucina in fiamme),che fai mi risarcisci?

      • Luigi scrive:

        Egr. Sig. tenutamontelaura: echeè mo’ capisci anche di codice civile? so’ cos e’ pazz’

    • roberto scrive:

      Si l’anno scorso con Cauzzi e Fabrizio. Non è facile trovare posto al D’O , è un locale di grande successo il D’O . Non so di questa cosa che citi ma ho visto di peggio in Francia, chiederti 100 euro dalla carta di credito all’atto della prenotazione e a fondo perduto se non ci vai, o in Inghilterra, chiederti la carta di credito quando ti siedi a tavola a copertura del vino che hai scelto … paese che vai.. :-)

      • marco contursi scrive:

        mamma mia…….un altro pò e ci chiedono la carta pure per un calzone e due polpette di melanzane……..

      • Fabrizio scrive:

        Yes pranzo al D’O l’anno scorso un posto dove devi prenotare parecchio tempo prima e poi magari ti dimentichi pure.

        sarei curioso di assaggiare il suo nuovo risotto col panettone…

        Complimenti al Cavallaro ‘ste forchette le voleva già da un po’.

      • marco contursi scrive:

        certo,si riferisce alla domanda se mi risarcisci per la mancata cena causa problema del locale(baste tirare in mezzo lo chef anzi la chef sennò ci mena a tuti e due)?

        • Lello Tornatore scrive:

          Beh, allora facciamo attenzione! ;-))
          Come in tutte le cose, anche in questo caso ci vuole educazione e buon senso. Nessun ristoratore si sognerebbe di far pagare il corrispettivo di un pranzo per un coperto venuto meno su una tavolata di sei ed oltre persone, anche senza preavviso. Ma di qui a dire che chiamando, magari mezz’ora prima di sedersi a tavola ed annullare la prenotazione impunemente, nemmeno è giusto. Non si capirebbe a cosa serve la prenotazione!

          • marco contursi scrive:

            la prenotazione ha una duplice funzione positiva sia per il cliente sia per il ristorante.Il primo si assicura un posto,il secondo può fare la spesa sapendo che un tot numero di persone andranno a mangiare.Detto ciò un imprevisto può sempre accedere come pure di trovare clienti maleducati ma non credo sia la norma e che debba pagare chi invece davvero ha un imprevisto.Questa la regola generale,poi se la prenotazione è numerosa e prevede di preparare molte cosa prima,se è un giorno festivo dove arrivano molte prenotazioni,se un locale è vittima degli schezi del cretino di turno che più volteprenota e disdice allora si contemplano altre forme di assicurazione per il locale che esulino dalla semplice richiesta di nome cognome e numero di tel del cliente.

  2. virginia scrive:

    Contenta e soddisfatta per il riconoscimento allo staff femminilissimo di Alice e per le novità. Il Sud vince anche qui! E contenta anche per le piccole (grandi) conferme, come la mia trattoria preferita ai Navigli con il suo risotto e ossobuco superlativo!

  3. roberto scrive:

    Leggo ora che per loro andare al Pinocchio di Borgomanero o da Aimo e Nadia è uguale, come quando era uguale andare da Gennarino o all’Enoteca Pinchiorri…
    Cambiano i direttori ma i contenuti continuano a latitare :-)

  4. adolfo scrive:

    Borgomanero e Piacenza sono state annesse alla Lombardia ?

  5. enrico malgi scrive:

    Ciao a tutti. Scusate il ritardo. Per me il migliore è il napoletano Ilario Vinciguerra, che fa pendant con il conterraneo Cannavacciuolo della stessa zona del Varesotto. Abbracci.

  6. giancarlo maffi scrive:

    effettivamente con la geografia andiamo maluccio.

    @contursi: no io non ci sono stato mai. costa troppo poco e la mia anima radical pip si ribella

  7. giancarlo maffi scrive:

    dimenticavo: siamo fuori milano ma tanto qui è tutto un casino: LORENZO VIANI a forte dei marmi , rumors parlerebbero di un ritorno alle tre forchette . Un ritorno al classico ? .direi non solo , visto che cavallaro è andato benissimo. da cavallaro non ci sono mai stato. le recensioni di quelli che ritengo bravi mi dicono che mi sono perso qualche cosa. altri dicono che non mi sono perso nulla, ma la mia stima per loro è pari a zero.

  8. marco contursi scrive:

    mi sembra giusto……proporrò di alzare i prezzi per quella sera che andrai tu e invece della cipolla caramellata fare un tartufo d’alba caramellato al foie gras con pioggia di almas beluga affogato in Chateau Lafite del 1787.Costo totale 200.mila euro.Una bazzeccola……….. :-D
    p.s. io mi accontento se mi offri un panino con grammi 200 di prosciutto hundok e un bocconcino di bufala.grazie

  9. Antonio Scuteri scrive:

    Ma Cracco è davvero così in calo? In due anni ha perso 5 punti. Urge una visita di verifica. Nel 2007 fu la mia cena dell’anno

    PS: ma quanto è bella Clara Barra? :-D

  10. enrico malgi scrive:

    Cari amici Marco e Lello, vi ringrazio dell’attenzione. Denny e Giancarlo lo so che Cannavacciuolo opera in provincia di Novara, in Piemonte, ma sta a due passi da Varese e da Galliate Lombardo e, quindi, si può definire quasi lombardo. E poi io mi trovo qui nel varesotto in incognito per impegni professionali e dovrò restarci ancora una settimana, senza computer (quello da cui scrivo non è mio e posso approfittarne solo raramente, nascostamente e velocemente). Il mio intervento voleva solo mettere in risalto che due campani sono al top qui al nord e questo ci fa onore, con o senza il Cilento caro Lello. Mi spiace ma adesso devo smettere, perché sono stato scoperto… Abbracci.

  11. beppe scrive:

    abbiate molta pazienza ma qui non si capisce se è uscita una Guida Milano con ristoranti piemontesi ed emiliani per fattori limitrofi o se l’autore dell’articolo ( ma non c’è la firma) abbia fatto di testa sua e in questo caso non bene evidentemente, Se c’è Villa Crespe ed il Pinocchio perchè non l’albese Duomo o altri vicini di zona.

    • giancarlo maffi scrive:

      ho raggiunto pignataro che è in viaggio e non puo’ rispondere e mi prega di precisare come segue : ” i ristoranti riportati sono quelli inseriti nella guida. evidentemente gli autori hanno ritenuto di inserire alcune eccellenze non regionali ,non lontane da milano” .

      quando l ‘articolo non è firmato è sempre opera del titolare del blog , aggiungo io .

      ogni tanto il pigna si dimentica di mettere il nome dell’autore ma siamo qui noi a presidiare e a ricordarglielo , se del caso :-)

  12. roberto scrive:

    Avranno fatto una cosa del tipo : “zona Laghi” .
    Un tempo usava così anche la Michelin nella mappa che includeva tutti gli stellati dal Lago d’Orta a quello di Como, e poi fino al Garda. Retaggio dell Guida Verde.

  13. Antonio Scuteri scrive:

    Anche sulla guida di Roma c’è da sempre un locale extraregionale, L’Angolo d’Abruzzo

  14. alessandro bocchetti scrive:

    si la logica è che i ristoranti entro tot km (abb vicini) che superano le due forchette vanno in guida… Una volta si chiamava fuoriporta ;-)
    ciao A

  15. Giulia Cannada Bartoli scrive:

    grandissimo Toninno Cannavvacciuolo a Villa Crespi!!!! 90! Mettiteve paura:))))