Guide gastronomiche, Massimo Bernardi schiuma rabbia e riperde la testa

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Massimo Bernardi con Saccio Pancia Tomacelli

Aspetto vecchio e stantìo del web è la ciclica polemica contro il cartaceo, quasi che il mondo della critica si debba dividere non tra competenti e incompetenti, ma tra chi usa uno strumento piuttosto che l’altro. Come se quelli di Twitter polemizzassero con chi usa la mail. Idiozie.
Di solito partono a ottobre, stavolta c’è stato un lampo estivo dopo la consueta intervista di Enzo Vizzari a Repubblica.
Protagonista, l’unico sedicente editor del web che ha lavorato con un vero editore di guide, al secolo Bernardi Massimo


Divertente vedere come vecchi arnesi riciclati del web stile Bernardi Minimo sentano il bisogno di aggredire chi lavora senza senso di autocritica per quel che hanno combinato e i disastri di cui sono stati protagonisti.
Sarà il nervosismo per la fuga continua di commentatori di prestigio e collaboratori della vecchia guardia che lo abbandonano inorriditi per quel che sta succedendo in quel che è diventato solo un blog-karaoke da qualche mese a questa parte.
Ma io, conoscendo la sua totale indifferenza per l’umano di cui fa uso e getta, credo soprattutto che il vero punto dolens che lo angoscia in questa calura è la pubblicità che non ingrana. Troppo umorale, non sarà mai bravo e professionale come Vuggì. No, direi proprio di no. E solo il suo fido, per ora, Saccio Pancia lo segue cercando di fare da ponte con Slow Food, magari puntando su Giunti.
Gli è che Bernardi Minimo difficilmente potrà mai essere un grande editore da vecchio, al momento può solo continuare a giocare a fare l’editore :-(

Non è la prima volta, sia chiaro, che BM (MB è Manuele Berti) perde le staffe. Lo ricordiamo nell’epopea Prozzo in cui fu criminalizzato un ristorante napoletano.
Fece un lunghiiiiissimo post per insultarci. Ieri purtroppo solo un ringhio in un commento. Non finirò mai di ringraziarlo per tanta pubblicità. Mi sogna anche la notte. ‘O cameriere ‘e soreta:-)
Fu, quello, l’episodio P-rozzo, l’inizio del declino culturale di Dissapore.
Viene proprio il caso di dire: vedi Napoli e poi muori:-)))


Su blog e gastronomia abbiamo a lungo parlato dell’argomento e non torniamo oltre se non con un gioco che vi proponiamo.

Allora, prima parte del giochino.
Immaginiamo  un mondo enogastronomico senza guide sostenute da editori veri (Espresso, Slow Food, Gambero Rosso, Michelin, Newton Compton, Touring Club).
Chi ci guadagnerebbe?
Non certo le migliaia di ristoratori e produttori che non avrebbero altro modo di farsi conoscere. No. Ci sarebbe una legge della giungla in cui prevale il più forte, quello che riesce a passare più volte in televisione. A dettar legge sarebbero i fornitori di materia prima o i rivenditori di vini, come quel tale Vittorio Cavaliere dalla Puglia che brilla per essere alfiere della guerra alle guide e invita le sue aziende a non partecipare ad un concorso serio come Radici, forse perché i vini vengono giudicati alla cieca.
Lo abbiamo sostenuto tre anni fa in un articolo molto duro con Carlo Cambi che aveva sparato a zero. Come vedete, nulla di nuovo sotto il sole. Solo noia biliosa, inutilmente biliosa. Almeno quella di Cambi era critica di spessore culturale e articolata, non l’infantile sbandierare di chi fa prima che cosa. Tanto per dire, su Romito c’è stato un libro di Padovani prima della citata, e bellissima, recensione di Bocchetti. Ma allora, BM, di che cianci?

Ora, ciascuna persona di buon senso oltre che di cultura non può non vedere che è assolutamente strumentale contrapporre carta a web. Sono due mondi diversi e complementari.

Il Mac di Max esibito su Fb

Ed è tipico di chi ha poco da fare passare una giornata e mezza davanti al Pc per scoprire tutte le volte che un ristorante o un piatto (tra l’altro sbagliando le foto) è stato segnalato in precedenza. Ma, del resto, c’è qualcosa che è stato scritto che qualcuno non ha scritto in precedenza? Bernardi Minimo questo lo sa bene visto che la sua attività è scippare foto e argomenti dai quotidiani, dai siti e dai siti che odia.
Cavolo, ma come credete che si facciano le guide? E come si facevano prima dell’era internet? C’era sempre qualcuno che segnalava qualcosa. Poi la guida attende, verifica, riverifica e metabolizza. Così era e così è. Certo, oggi ci sono più strumenti di verifica e indicazioni, resta il dato di fatto che sinora in rete non c’è ancora un solo editore vero che pensa di investire come invece si fa sulla carta.
Per cui il risultato è semplice: chi ha pazienza e dimestichezza può impiegare un po’ di ore ad avere il quadro, mettiamo, della Liguria, mentre chi ha la guida cartacea in pochi secondi ha il quadro completo, opinabile e fallace come tutte le cose umane, redatto da professionisti e garantito da un editore vero, con bilanci certificati in tribunale. Noi andremo a leggere quelli di Dissapore Network, così tanto per gradire un po’ di Glasnost.

Tutto qua.

Ed ecco la seconda parte del nostro giochino…
Immaginiamo invece un mondo senza BM (virtuale, sia chiaro. Gli auguriamo cento anni per le risate a crepapelle che, nostro pazziariello preferito, continua ogni giorno a farci fare)
Nel mondo del vino, di cui è assolutamente incompetente per sua ripetuta ammissione, non cambierebbe una goccia
Nel mondo gastronomico neanche una mollica. E’ notorio infatti il suo digiuno culturale in materia.
O qualcuno ricorda una sua recensione? A parte quella di Uliassi dove in primavera ha presentato i piatti della stagione precedente secondo uno dei suoi classici bluff che Carletto Ottaviano, a differenza di Bonilli, subito andò a leggere privando il Gambero della sua collaborazione?
Già perchè il nostro BM per accreditarsi ha molto, eccome, corteggiato quel mondo che ora odia con tutti i suoi kb: per lanciare il blog bollito Spigoloso (doveva essere l’anti-Cavoletto, puff!) fece il giro delle sette chiese per beccare testimonial d’eccezione, tra cui anche Vizzari. E la foto dei direttori delle odiate guide con la maglietta Dissapore? Un po’ di operazione simpatia per accreditarsi, in questo BM è imbattibile, prima di lasciare posto alla superbia e alla censura.
Bernardi Minimo, su faccene una, almeno una recensione. Il giudizio dei piatti di una trattoria di Pesaro almeno. Dai, almeno un brodetto di pesce lo avrai mangiato in vita tua. Conosci qualche altro uovo che non sia quello di Parisi?

Anzi no, c’è, una cosa che ci mancherebbe a noi tutti: la sua capacità di animazione, pari solo a quella di un bagnino della Riviera Adriatica

E gli regaliamo pure la colonna sonora. Questa

Direbbe Totò: lei è un servo che non serve!:-)

41 commenti

  • Lello Tornatore

    (17 agosto 2010 - 11:50)

    Sig. Bernardi,sono un piccolo imprenditore agrituristico del sud,come lei sicuramente saprà, tale mestiere implica mansioni a trecentosessanta gradi. Il mio lavoro spazia tra il governo quotidiano degli animali, la conduzione dei vigneti di fiano di Avellino, e dopo essermi lavato, naturalmente,consigliare gli abbinamenti cibo-vino (faccio parte, insieme a mia figlia, dell’Ais delegazione di Avellino)ai tavoli, non disdegnando nemmeno il servizio ai tavoli, cioè il CAMERIERE,appellativo che lei usa per esprimere un giudizio, palesemente negativo, di servilismo, nei confronti di un giornalista,quale Luciano Pignataro,che rappresenta una delle poche luci nel mondo enogastronomico soprattutto al sud.
    Mi sento offeso due volte. Primo perchè lei considera il cameriere un servo, secondo perchè accusa una persona che ha dato e continua a dare tantissimo alla nostra enogastronomia, tipica e non,con particolare attenzione alle piccole realtà, essendo quindi anche al di sopra di ogni sospetto di prezzolatura.Ma si rende conto di ciò che scrive? Che è peggio di ciò che si dice.Perchè perlomeno quando si parla c’è l’alibi di ” a caldo”, mentre quando uno scrive dovrebbe avere anche il tempo per pensare e quindi di evitare di scrivere sciocchezze e gratuite offese alla categoria dei camerieri, a chiunque per qualsiasi ragione porti un piatto a tavola, e “last but not least” ad un giornalista enogastronomico, per parlare e scrivere del quale, bisognerebbe rispettivamente, sciacquarsi prima la bocca, e poi la tastiera.
    Attendo le sue scuse

  • luigi grimaldi

    (17 agosto 2010 - 12:03)

    La questione vera non è carta o web. Ma la possibilità di criticare e chi può farlo.
    Dissapore è un gruppo di appassionati? O è una società? La pubblicità a chi viene fatturata?
    I collaboratori sono retribuiti o lavorano gratis?
    Ecco, perché se si è un gruppo di appassionati, allora le guide devono accettare le critiche. Se invece è un editore che attacca un altro editore sotto mentite spoglie allora il discorso è diverso. Molto diverso.

  • marco contursi

    (17 agosto 2010 - 12:09)

    AZZ………. SI E’ OFFESO TORNATORE…….. E NON UNA MA DUE VOLTE!!!!!!!!!!!!………comunque LELLO haI ragione,chiamare Luciano cameriere in una accezione negativa è una offesa prima ancora che a Luciano(a cui vanno riconosciuti indiscussi meriti di divulgazione della gastronomia campana) a tutte quelle persone che fanno questo mestiere(il cameriere) con professionalità e passione.SIGNOR BERNARDI SI PUO’ ESPRIMERE LA PROPRIA CRITICA SENZA OFFENDERE TERZI ESTRANEI ALLA COSA.E GIA CHE CI SONO LE DICO CHE LA SUA CLASSIFICA DEI MIGLIORI GELATAI IN CAMPANIA NE HA SALTATO ALMENO UN PAIO CHE MERITANO, TIPO CRIVELLA A SAPRI. :-D

  • Giuseppe Grammauta

    (17 agosto 2010 - 12:38)

    Luciano, come colonna sonora anche il “pernacchio” di eduardiana memoria non ci starebbe male…

    • Luciano Pignataro

      (17 agosto 2010 - 12:40)

      Caro Peppino, troppo onore per questi ciucci presuntuosi
      Meglio il re di Disco Ring:-)

  • Giuseppe Grammauta

    (17 agosto 2010 - 12:53)

    Anche questo è vero…

  • tasselli anna

    (17 agosto 2010 - 17:10)

    Signori,penso che un po’ tutti abbiamo o facciamo la gavetta prima di “arrivare”da qualche parte.
    I Camerieri se continuano nel loro lavoro e’ perche’ a loro piace.Io sono una titolare e cucino nel mio ristorante e spesso mi tocca fare anche da “camariera”,non mi sento assolutamente minimizzata.
    Quindi basta con commenti inutili………..ognuno ha quel che merita nella vita!
    Nessuno e’ schiavo se non di se stesso quando cerca di arrampicarsi sugli specchi.
    Il lavoro e’ lavoro.Luciano cameriere?
    Perche’ no, lo farebbe con la dignita’ di un uomo che non si deve vergognare di nulla.
    Lui ha gia dato, la” gavetta”l ‘ha gia’ fatta …….adesso largo alle giovani generzioni:ne saranno capaci?

    • tasselli anna

      (17 agosto 2010 - 17:19)

      Scusate ,mi sono inserita nell’argomento ed ho trattato quello che mi toccava piu’ da vicino……..
      CAMERIERE come GIORNALISTA sono dei “lavori” che meritano egual rispetto.
      Finche’ si e’ onesti e non si e’ ladri ,tutti i lavori sono ugualmente dignitosi.
      Poi ognuno sceglie la sua vita e se ne assume le responsabilita’.

  • Gaetano Esposito

    (17 agosto 2010 - 17:16)

    Perché Maurizio Cortese ha abbandonato Bernardi e Tomacelli?
    Questo è un tema da approfondire, non vi pare?

  • Stefano Buso

    (17 agosto 2010 - 18:40)

    Abbiate pazienza, certe cose non possono che far insorgere perplessità. Entro nel merito senza tuttavia voler innescare ulteriori schermaglie, davvero :-) In genere non prendo in considerazione le prospettive perentorie: in molti casi, chi le assume è convinto che oltre al proprio “cosmo onnicomprensivo” non ci sia nulla di meritevole. Invece, più modestamente, la discrepanza tra un ambiente e un altro è un valore, a condizione che il confronto avvenga in un regime dialettico con ampio margine per dubbi e fair play. Sulle guide: ci ne sono di cartacee che non mi prendono, altre sì poiché sono fatte molto bene. Ma ugual idea mantengo per portali web o blog. Mi spiace che emergano contrapposizioni a prescindere, ergo, quell’incontrollabile spinta ad “annichilire” a tutti costi… Concetti, propositi e progetti opposti per fortuna ci sono e ci saranno sempre, ma l’analisi di Luciano non fa una piega. Solidale perciò con lui, e mi duole che il suo modus operandi sia messo in discussione, soprattutto perché “la sua” non è una realtà facile, spianata. In maniera più sottile – e poi concludo – se qualcuno è pago nell’esprimere le proprie astrazioni finalizzando al compiacimento di se stesso, allora alzo le mani. Anzi, mi sforzerò di comprendere; se serve, prenderò appunti e ne farò tesoro. Però non scordiamo che in fin dei conti si tratta d’informazione. E non importa se statica, su papiro, dinamica, briosa, on line, scritta sui muri o per terra… è e deve essere credibile, fruibile. Lanciamo la palla ai lettori, numeri, feedback e gradimenti decreteranno chi ha ragione, senza barricarsi in trincea sventolando bandierine colorate. Non gioverebbe a nessuno.

  • giuseppe

    (17 agosto 2010 - 19:03)

    A me, se mi è permesso, sembra che la crisi dei commentatori di prestigio riguardi più questo sito.
    Anche adesso, per esempio, si vedono i soliti quattro collaboratori di Pignataro (grammauta, cannada bartoli, esposito, contursi, tornatore, piscitelli e compagnia cantando)
    Di novità oggi noto solo la mancanza del gioiello di famiglia Giancarlo Maffi che di solito è il primo a intervenire. È andato in ferie? O è meglio tenere gli scheletri nell’armadio in certe situazioni?

    • giancarlo maffi

      (17 agosto 2010 - 19:19)

      sono in vacanza , a ristoranti, in provenza. nonpensavo di essere cosi’ importante. non riesco ad essere scheletro in nessun posto, tanto meno negli armadi:-) adesso leggo ,poi rispondo . tremate ,tremate il maffi e’ tornato!!!

    • Giuseppe Grammauta

      (17 agosto 2010 - 19:52)

      Essere definito “uno dei quattro collaboratori di Pignataro” a me fa piacere…sono anche altro, ci metto il nome e cognome, ma l’autore del commento chi sarà…comincio ad essere stufo degli “zombie” del web.

    • marco contursi

      (17 agosto 2010 - 23:26)

      Io collaboratore di Pignataro?Giuseppe(senza cognome) Lei è un IDIOTA.Prima di parlare si documenti,oltretutto basterebbe leggere qualche mio post passato per capire come io sia distante da lui su taluni argomenti mentre non posso non riconoscergli il merito di grande divulgatore della cultura gastronomica campana.Mentre usare il termine cameriere in una accezione offensiva è una idiozia che solo un altro idiota può non condannare.Similia similibus anzi IDIOTA IDIOTIBUS. :-D :-D :-D

  • Luigi Grimaldi

    (17 agosto 2010 - 19:09)

    Difficoltà di capire l’italiano o di leggerlo?
    Per crisi di collaboratori chiaramente si fa riferimento a chi ha abbandonato Dissapore. Seguo questo sito da molti mesi e il numero degl iarticolisti si è notevolmente esteso
    Poi Grammauta non è affatto un collaboratore di Pignataro, non ha mai scritto niente mentre Esposito e Piscitelli non hanno commentato
    Insomma, vuoi un intervento di Maffi! Dillo chiaro

    • Giuseppe Grammauta

      (17 agosto 2010 - 19:54)

      Qui ti correggo…ti dice niente il Gambero Rosso?

  • Stefano Buso

    (17 agosto 2010 - 23:53)

    Stimare Luciano, essere un suo conoscente o, per chi ha la fortuna, averlo amico lo vedo un valore aggiunto, non certo un limite. Spesso, da collega offre spazio a qualche mio intervento e dimostra sensibilità. Visto che altri non lo fanno! Credo però che a più di qualcuno farebbe piacere e onore scrivere s queste pagine…su LPwineblog

  • ENRICO MALGI

    (18 agosto 2010 - 00:16)

    E zio Pasqualino disse a Nennillo: “Mettimi pure a me inta a lista…” . Gentile sig. Giuseppe sono molto onorato e fiero di far parte di questo blog e di essere amico di big Luciano, Lello e tutti gli altri. Abbracci.

  • peppino autuori

    (18 agosto 2010 - 00:58)

    Bernardi attacca Pignataro perché è famoso, è ormai un volto televisivo. E, si sa, uno dei modi per conquistare spazio è buttare fango su chi è conosciuto e amato dalla gente.
    Ma Bernardi cosa ha fatto nella vita? Nulla, basta fare una ricerca su Google per scoprirlo

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (18 agosto 2010 - 10:58)

      ..e qui ci vorrebbe un bel tasto “mi piace”, come su facebook…

  • giancarlo maffi

    (18 agosto 2010 - 11:31)

    Diciamo la verità: mi sono rotto le pelotas. Chiedo preventivamente scusa se per ancora romperemo le scatole a lettori seri, produttori di vino, cuochi, enologi e tutti quelli che leggono questo blog per cercare quello che trovano sempre: informazioni serie, analisi lucide, ricette golose, recensione belle ed anche divertenti. SENZA PUBBLICITA’ OCCULTA PERCHE’ FRUTTO DI ESPERIENZE DIRETTE E PASSIONE.

    Chiedo scusa perchè ancora una volta devo, in quanto tirato in causa, parlare di cose personali. Questa volta però, e qui sta la cosa divertente, si tratta di una bella abbinata: la coppia MINIMO BERNARDI& VINCENZO PAGANO, ALIAS PAGA-NO, cioè i due blog DISSAPORE & SCATTI DI GUSTO.
    Sapete, la cosa buffa è che so qualcosina più di voi tutti lettori.
    Il primo pezzo lo scrissi insieme a Pagano e ce lo pubblicò Dissapore. Strano, eh. Coincidenze. La cosa più strana è che era destinato al Papero giallo, Bonilli, ma bernardi fu piu’ veloce, il che è tutto dire, e lo pubblico’ prima.
    Poi Bonilli ci pubblicò due recensioni. Poi basta. Bernardi voleva che scrivessi per lui, da “esterno“. Ma io preferivo Bonilli, e te credo .
    Bernardi faceva i titoli, e mi sta bene, ma cambia anche i testi e questo mi piace meno.
    SCATTI DI GUSTO NASCE DA UN’IDEA DEL SOTTOSCRITTO che coinvolge, mal me ne incolga, il Pagano ed un tipo con un mare di cognomi, Conte Federico di San Giorgio, oggi sperso nella sua amata CHELSEA LONDINESE.
    Dunque, il Pagano a mia richiesta di chiarificazioni dice : BONILLI MI HA CONVOCATO A ROMA PREOCCUPATISSIMO. MI DICE CHE QUALCUNO GLI HA RIFERITO CHE TU, MAFFI, SEI RICERCATO ADDIRITTURA DALL’INTERPOL e quindi si è preso paura e non vuole più pubblicare niente di tuo/nostro.
    Leggermente stupito scorro la mia pesantissima fedina penale. Mah, scrollo le spalle a casa mia, sarà per lo spaccio di mozzarella di bufala continuata ed aggravata.
    Cioè, caro Minimo Bernardi, quella sarebbe la mia professione: vendere orologi, possibilmente da collezione.
    Dunque, il mondo è piccolo e verificabile, chiama pure Stefano Bonilli a stretto giro e chiedigli se è stato lui a parlare dell’Interpol. Lui ha detto di no-
    Chi mente ? BONILLI, TUO AFILIATO NEL NETWORK, O PAGANO, con il quale ultimamente vedo ti trovi bene, anzi benissimo. PAGANO a costruire favole ci deve essere abituato, visto che, lo dice lui a me diverse volte e racconta belle cosettine, anzi no, brutte cosettine, lavora per un certo periodo per CESARE PREVITI, si proprio lui, se non ricordo male CONDANNATO IN MODO DEFINITIVO.

    E allora tornando a noi cari amici, se non vi siete addormentati fino qui, torniamo a botta sui fatti di questi giorni.
    A Minimo Bernardi stanno sulle palle le guide cartacee. Bene, quindi passa il pomeriggio o la notte di ferragosto sul web a fare ricerche inutili per dimostrare un cazzo, cioè che lui e il suo sodale, fresco fresco, Pagano ne hanno parlato già prima dei ristoranti citati.
    Ma vai a fare un giro con la famiglia, Minimo B, vivi, respira l’aria non dico della Provenza ma almeno del mare, che ci abiti. Esci parla con la gente normale, non solo per fare soldi dico normale. Vai tranquillo in un ristorante, anche semplice, che tanto lo sa tutto il web che di cibo e di vino non capisci un tubo 2.0 .
    Sei sempre incazzoso, chiuso lì davanti all’ordinateur come dicono i francesi, ridotto a Novella 2000, Alfonso Signorini de noantri.
    Perdi i pezzi, dai non dire di no, gente che va o si astiene per un po’,valida estremamente valida, gente che viene che non sappiamo chi è e se esiste. Poi bum bum perdi pure il socio editor CORTESE.
    Cazzo che botta dico io. Ce la liquidi, a noi tutti del veb, con due righe che sembrano un comunicato dell’ufficio stampa dell’Unione Sovietica: DIVERGENZE EDITORIALI.
    Io ho riso due giorni. I miei cani pure.

    OHHHH MINIMO BERNARDI MA MICA SIAMO SCEMI. Hai fatto chilometri di post sulla moralità dei ristoranti e di tutto, ma tu che cazzo di trasparenza dimostri. Eri fresco un anno fa. Non è che hai perso smalto, è che stai dimostrando te stesso.
    FACCELO VEDE’ BERNARDI……… un bilancio della società se ce l’hai. Vuoi trasparenza ? Inizia tu, perché a me pare che predichi, ooooohhhhh quanto predichi, ma razzolare razzoli molto peggio delle mie galline

  • Vincenzo Pagano

    (18 agosto 2010 - 13:11)

    DOVE STA’ ZAZZA’

    Era la festa di San Gennaro,
    quanta folla per la via…
    Con Zazá, compagna mia,
    me ne andai a passeggiá.
    C’era la banda di Pignataro
    che suonava il “Parsifallo”
    e il maestro, sul piedistallo,
    ci faceva deliziá…

    Con un grosso pireto ;-)

    • Luciano Pignataro

      (18 agosto 2010 - 13:15)

      Con Minimo Bernardi sarete la coppia cult dell’anno, il bue e l’asinello. Tu poi hai partecipato pure al palio del ciuccio e hai ben figurato
      Ah, la pereta falla in faccia a sòreta, con la pasta e fagioli che come al solito hai scroccato ti riuscirà bene

      • roberto

        (18 agosto 2010 - 20:04)

        Un modesto contributo vinifico francofilo alla pacata conversazione , argomentazioni viste e prese on web:
        “L’adjectif païen (pagano) qualifie précisément ce qui relève du paganisme, c’est-à-dire polythéiste et dans un sens plus général tous les cultes non chrétiens, musulmans ou juifs ou qui ne croient pas en un Dieu unique, en Suisse, Païen est le nom d’un vin issu du cépage Savagnin. Les ampélographes situent généralement l’origine du savagnin blanc à Tramin, dans le Tyrol italien, et cela même si à la fin du siècle passé il n’y est plus cultivé. Cela explique en tout cas son appellation allemande de Traminer. Ce cépage a ensuite colonisé la Suisse, l’Allemagne, l’Europe centrale et la France, plus particulièrement le Jura et toute la Franche-Comté. En Valais, on cite ce cépage – son appellation haut-valaisanne (Heida) en tout cas – à la fin du XVIe siècle déjà. Une étude datant de 1901 le mentionne comme un cépage très ancien présent à Visperter. Pas payent , paganò c’est un mot pas connu en Suisse”

        • Luciano Pignataro

          (18 agosto 2010 - 20:12)

          Devo dire che con questo intervento hai abbassato un poco il livello della discussione:-)
          Però in compenso ti sei guadagnato un posto d’onore al
          PAGA-NO DAY convocato d’urgenza sabato 28 a Tenuta Montelaura!

  • vittorio cavaliere

    (18 agosto 2010 - 13:18)

    Caro sig.Pignataro,mi spiace contraddirla,non mi sento alfiere combattente di guide,le assicuro che collaboro ed ho collaborato con guide molto più di quanto può immaginare.La mia voglia di essere più che apparire ha fatto si che per tanti anni ,amici ( o nemici ) hanno utilizzato o si sono appropriati di miei scritti,idee e conoscenze.Non ho dubbi sulla serietà del concorso Radici,contestualmente non vi è obbligo a frequentare gente che non si stima.Mi permetta però di toccare l’argomento vero,spinoso ma sentito.Lei non può confondere la mia personale ricerca di giustizia e dignità,con un pretestuoso e sterile attacco alla guida de L’espresso. Lasci per un momento la faziosità e la casacca ,vedrà che non sentirà più tanto il bisogno di attacarmi,non lo merito ,e non offenderebbe il suo sentirsi civile. Facebook è di uso comune,sbirciare sul gruppo : Per chi pensa di essere cattivo,invece è solo uno stupido!!! forse l’aiuterà a conoscermi meglio.Con serenità,la saluto.
    Vittorio Cavaliere dalla Puglia ma campano come lei.

    • Luciano Pignataro

      (18 agosto 2010 - 13:33)

      Bene, avremo modo di conoscerci, anche se il suo assenso a una volgarità di Bernardi non è stato un buon inizio.
      Ma non sono permaloso, anzi l’inciviltà di Bernardi è sintomo di debolezza e di nervi scoperti. Dunque, resettiamo, si dice così
      A presto

  • giancarlo maffi

    (19 agosto 2010 - 08:09)

    MINIMO IMPAZZITO bernardi ha bisogno dello psicologo.

    piccolo pol pot del web chiude i commenti ed impazza con le conclusioni: ” non ho scritto sulla guida perche’ so che c’è il maffi ”

    maffi DUE sapete cosa pensa : in realtà MINIMO IMPAZZITO bernardi non poteva farlo per tre motivi .

    primo: perchè incapace

    secondo: perchè NON è mai stato in dieci ristoranti in vita sua

    terzo : perchè non ha trovato nessuno che le scrivesse al posto suo.

    f.to : l’impresentabile.

  • luciano pignataro

    (19 agosto 2010 - 12:54)

    I paradossi di Minimo Impazzito Bernardi: chi se l’è fatta con Previti è presentabile. Se sei una persona perbene, allora no?
    Uhm, sta cosa fa il paio con l’attacco a Guariniello
    Uhm, Minino Impazzito Bernardi, ma sei tu che hai pubblicato per primo un suo pezzo fregando Bonilli. Ricordi?
    Vabbè, torna alla Premiata Macelleria Dissapore dove chi lavora è massacrato in un karaoke quotidiano violento e intollerante.
    Ormai il tuo animo vessatorio e prepotente è disvelato, e questo era il nostro scopo.
    Poi la gente sceglierà in base alle affinità

    Ah, a proposito di pubblicità occulta, ammesso che intendi: excusatio non petita, accusatio manifesta
    Te la puoi far tradurre dal tuo generale Annone-Paga/no

  • Franco Ziliani

    (19 agosto 2010 - 15:42)

    Luciano, mi stupisce e mi amareggia la pesantezza e a tratti la volgarità di questo attacco a Bernardi. Credo fosse possibile criticare quello che l’editor di Dissapore aveva scritto in una maniera ben più elegante di quella cui ci si trova di fronte a post e commenti visibili qui sopra… Mi dispiace…

    • Luciano Pignataro

      (19 agosto 2010 - 15:47)

      Dispiace anche a me
      ma non siamo stati noi a cominciare.
      Aveva già fatto pesanti allusioni sul dibattito seguito alle dimissioni di Cortese in cui noi per discrezione non siamo proprio entrati
      Poi Tomacelli aveva stupidamente insinuato che noi si organizzava apposta commenti su Dissapore per disturbare come se non ci fosse altro da fare nella vita e come se io potessi ordinare a qualcuno di fare una cosa così idiota.
      E pure siamo stati fermi e zitti.
      Infine, nel post di attacco all’Espresso, al quale certo non avrei risposto, in un commento mi ha chiamato cameriere senza che io avessi fatto assolutamente nulla
      Non so come avresti reagito tu.

      Quanto ai commenti, mi pare che pari siamo.

      • Romualdo Scotto di Carlo

        (19 agosto 2010 - 16:04)

        chiudere i commenti sta diventando un’abitudine per Dissapore…

  • Angelo Di Costanzo

    (19 agosto 2010 - 17:44)

    I giovani, vi ascoltano (leggono, naturalmente).

    Ovvero certe cose le facevo tutte legate alla nostra sincera ingenua presunzione di emergere, detta anche “voglia di esserci”, ma a quanto pare siamo ancora lontani dal guado.

    La mia stima – ad oltranza – a Luciano, un “mi piace” all’intervento di Ziliani.

  • Francesco Annibali

    (20 agosto 2010 - 11:28)

    Definire Luciano un cameriere si commenta abbondantemente da solo, ma da un Intellettuale napoletano mi aspettavo – francamente – una risposta più ironica. Perdonate l’intrusione, e buon lavoro.

  • Alessandro Marra

    (20 agosto 2010 - 11:47)

    “La mia stima – ad oltranza – a Luciano, un “mi piace” all’intervento di Ziliani”, tanto per usare le parole di Angelo. Vero è anche che le offese ci sono state e pure reiterate; e non è che uno non debba difendersi…

    Del resto anche il nostro ordinamento tutela “lo stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui, e subito dopo di esso”, ragion per cui mi sembra comprensibile una risposta da parte di Luciano.

    Quanto a web e cartaceo, la mia personale idea è quella della complementarietà: ritengo che sarebbe utile per le guide guardare alla rete come possibile sbocco futuro della propria attività, magari fornendo sul web informazioni e servizi aggiuntivi che per praticità (a meno di non voler fare una collana enciclopedica) non possono entrare in guida.

    • giancarlo maffi

      (20 agosto 2010 - 19:16)

      bravo marra, hai centrato la questione :-)
      @angelo di costanzo: fai uno sforzo anche tu :-)

  • tumbiolo

    (21 agosto 2010 - 12:08)

    E che c….. Luciano, mica si fa così.
    Mi assento per una breve vacanza e mi fai trovare ‘sto pò pò di casino.
    Non ti amareggiare, gli attacchi volgari lasciano il tempo che trovano, d’altronde
    “Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana. (Friedrich Schiller)

  • Marcello Famiglietti

    (21 agosto 2010 - 12:09)

    Caro Luciano in genere non è mia abitudine ne leggere queste diatribe ne rispondere; lasciano il tempo che trovano e fanno pubblicità solo a chi è abituato a rimestare nelle fogne (vedi l’attuale indirizzo cultural_televisivo).
    Ho avuto modo di incontrarti solo due volte e in entrambi i casi ho potuto constatare che sei un grande professionista, in particolar modo la seconda volta: hai ricordato senza nessuna insicurezza il mio nome e cognome. Questo è segno di grande attenzione alle persone prima che ai fatti, non aggiungo altro perchè, di certo, non hai bisogno di panegirici che tessano le tue lodi.
    Io e mia sorella Anna Maria nella nostra azienda siamo stati di volta in volta professionisti, muratori, elettricisti, potatori, operai, frantoiani, vignaioli, CAMERIERI e tutto sempre lavorando con grande umiltà e sorriso sulle labbra, anche quando, ti assicuro, non ne avevamo alcun motivo. Non ci siamo MAI permessi di apostrofare i nostri collaboratori sgarbatamente e distorcendo in maniera offensiva il significato di un mestiere. Soprattutto perchè vengono dalla Romania, sono lontani da casa per lavorare e sono due persone meravigliose senza le quali la nostra azienda non andrebbe avanti.
    Non ci siamo MAI permessi di replicare per le rime anche quando siamo stati gratuitamente offesi da amici/che (che tali sono rimasti/e) in un primo momento bramosi di collaborare con noi, i quali però, quando abbiamo avuto bisogno di aiuto ci hanno calcolatamente e sgarbatamente scaricato preferendo vie remunerative più veloci ed immediate a scapito della “passione pioneristica” di cui tanto andavano fieri.
    L’umiltà è la vera ed unica caratteristica che fa grande chiunque anche la persona più semplice. A questo proposito voglio ricordare Angelo, vecchio fattore della nostra azienda che non aveva mai letto un libro, ma parlava come gli uomini più grandi ed io, da bambino e da adulto, lo ascoltavo rapito!!
    L’arroganza è sempre sinonimo dell’ignoranza e dell’insicurezza di vivere. Concludo, anche perché mi meraviglio di avere scritto tanto, in quanto ritengo che il silenzio e l’oblio siano molto meglio per questi alfabetizzati del vino.
    Caro Luciano a te rinnovo la mia stima e voglio ricordarti un passo del Sommo Poeta: “ Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di loro, ma guarda e passa ”.
    Spero di rincontrarti presto per avere l’occasione di imparare altre cose da te!
    Marcello famigli etti.

    • gp

      (21 agosto 2010 - 19:36)

      [ off topic:
      @ marcello famiglietti: ho visitato il vostro sito, avete delle vigne pazzesche, che bello!]

  • Marcello Famiglietti

    (30 agosto 2010 - 14:00)

    Ho letto questo articolo su MF Gentleman di Settembre 2010. Mi è sembrato appropriato trascriverlo qua……!!! Non sono riuscito a trovare il link di collegamento.
    L’articolo è di Cesare Pillon e le illustrazioni sul giornale di Chris Burke.
    L’articolo si intitola PRENDERLE PER IL NASO e si apre così………

    “Da quando il vino è diventato un fatto di cultura, spuntano ovunque improvvisati sommelier. Aggressivi e pericolosi, questi finti intenditori, in pieno delirio d’onnipotenza, rischiano di cadere nel ridicolo. E neanche la rete (intesa come internet) li salverà. Anzi”
    “Ha seguito un paio di lezioni di degustazione e gli sono bastate: il modo in cui rotea il bicchiere sotto il naso diventa, nella sua interpretazione, una danza mistica, sembra l’imitazione di Antonio Albanese che fa l’imitazione del sommelier. E’ il finto intenditore di vino, un personaggio che si incontra sempre più spesso da quando il vino è diventato un fatto di cultura. Lui, in realtà, tutta questa cultura non ce l’ha, però riesce a farlo credere: ha orecchiato qualche parola inconsueta, tipo polifenoli o malolattica e le usa per stupire, per suggerire quanto profondo sia il suo sapere in questo campo. Per lui, infatti, il vino non è una passione autentica. È il mezzo più efficace per attirare l’attenzione su di se. In questo è abilissimo, conosce tutte le malizie per riuscirci: non esprime opinioni, formula degli editti, evita così ogni confronto. Ha capito che il modo più facile e immediato per mettersi in evidenza è criticare ferocemente proprio ciò che gli interlocutori apprezzano. “Detesto i vini maturati in barrique”, afferma a muso duro. “Sono vini da falegname”. La battuta sarebbe brillante se non fosse vecchia di almeno 25 anni, però funziona sempre la barrique è sempre di attualità: è lo strumento enologico con cui si affinano i migliori vini del mondo. Comunque , fin che si limita a sparare baggianate in privato, il finto intenditore di vino può anche essere guardato come un’innocua figura folcloristica, ma il fatto è che in quest’epoca mediatica le tecnologie che gli permettono di diffonderle in rete su internet sono a portata di chiunque. E a quel punto sarebbe opportuno si accendesse una luce rossa d’allarme: è un autentico delirio d’onnipotenza quello che lo pervade e che lo rende aggressivo e pericoloso. Invitati al Barbera meeting per valutare in anteprima le migliori Barbera del Piemonte, sei blogger americani e uno inglese si sono accaniti contro una delle sue migliori espressioni, il Nizza. E tanto per mostrare quanto sono irriverenti, nei campioni hanno individuato aroma di maiale, vegetali puzzolenti, spazzatura in umido, un vecchio calzino bagnato in scarti di frutta, odori sgradevoli da infezione di brettanomyces, un microrganismo che loro chiamano confidenzialmente brett. Cos’è che non gli va? Il loro pregio e, cioè la piacevolezza di beva (“E’ un passato di frutti di bosco”) ottenuta, orrore, orrore, grazie alla maturazione in barrique. “Rovere, rovere, rovere!”, è il loro grido di protesta.
    Umberto Eco, parecchi anni fa, lo aveva previsto: l’anarchia di internet permette a chiunque di esibire la propria ignoranza. Su scala planetaria.

  • vittorio cavaliere

    (2 settembre 2010 - 13:01)

    Diamo a Cesare quello che è di Cesare.Condivisione assoluta,sono oltremodo felice di complimentarmi con Pillon,lo smalto e l’incisività riaffermano la valenza di questa grande firma,per nostra fortuna il tempo non inficia sul lavoro di questo autentico gentiluomo,forse troppi giovani colleghi dovrebbero seguire di più il suo buon esempio.

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