Hong Kong, Bo Innovation – 17/20: si comincia con il preservativo….

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Bo Innovation, Sex on the Beach

di Luca Fontana

A Tavola con I Signori

Maggio 2014

Esatto…un preservativo. La foto di apertura è un preservativo pieno, che mi è stato servito da Alvin Leung, il “Daemon Chef”, che col suo folle sorrisone mi ha confidato di averlo “riempito personalmente” con il suo succo speciale. Raccontare com’è andata dopo, è difficile e richiede una certa confidenza, quindi, prima, preferisco parlare del resto della cena.

Dopo la tranquilla esperienza al MIC Kitchen di qualche giorno fa, ormai abituati all’ambiente di Hong Kong, decidiamo di provare qualcosa di più spinto. Scegliamo quindi Bo Innovation, ristorante pluripremiato di Alvin Leung. Pioniere ed inventore della cucina cinese molecolare, definisce il suo stile “X-treme Chinese cuisine”. Uno stile che consiste nel partire da tipici piatti della tradizione cinese, rivisitarli, aggiungerci un pizzico di occidente, applicare eventualmente qualche trasformazione chimica e servirli in tavola. Da qui, come siamo arrivati al preservativo, usato e ripieno? Scopriamolo assieme.

Con un po’ di fortuna ci sediamo a due dei sei posti dello Chef Table. Il menù è uno solo, 13 portate, assemblate davanti a noi da un’equipe di chef con mise decisamente stravaganti.

Amouse bouche, HK waffle: reinterpretazione di un tipico snack da strada, viene servito con una crema a base di erba cipollina.

Bo Innovation, Amouse bouche, HK waffle

Caviale cinese, uovo di quaglia affumicato, nido di taro: il caviale è delicatissimo, e soccombe di fronte alla forza dell’affumicato. Peccato, perchè la mise en place è di rara classe e bellezza, anche grazie al piccolo albero di metallo che sostiene l’assaggio.

Bo Innovation, Caviale cinese, uovo di quaglia affumicato, nido di taro

Mulhoe, foie gras, miso koreano speziato, pera, riccio di mare, alga fucus, sparide, seppia affumicata e Jicama: il miso è versato al momento, gelido. Gli ingredienti scompaiono, delicatissimi, ed alla fine rimane solo un grande senso di piccantezza e calore, che ha un che di appagante.

Bo Innovation, Mulhoe, foie gras, miso koreano speziato, pera, riccio di mare, alga fucus, sparide, seppia affumicata e Jicama

Simpatica l’idea del tubetto di Foie Gras e miso, da aggiungere a piacimento.

Bo Innovation, tubetto di Foie Gras e miso

Il tipico liquore cinese, utilizzato per la prossima portata.

Bo Innovation, Mei Kuei

Lap Mei Fan, ovvero spuma di Mei Kuei Lu Chiew su gelato di salsiccia: la spuma viene fatta flambè davanti a noi. Piatto estremo, che gioca sulle temperature opposte tra spuma e gelato. Nel sapore è protagonista il liquore, fin troppo.

Bo Innovation, Lap Mei Fan

Umami, olio di gamberetti, toro, vermicelli e noodle di riso. I gamberetti vengono trasformati in olio attraverso un processo di lenta cottura che richiede 40 ore. Ne vale la pena. Il sapore è unico, intenso e delicato, così come tutta la portata.

Bo Innovation, Umami, olio di gamberetti, toro, vermicelli e noodle di riso

Molecular, ovvero brodo di Xiao Long Bao, sferificato: esplode in bocca, lasciando una sensazione pastosa ed appagante.

Bo Innovation, Molecular

Pomodoro, vinagrette sferificata, “lam kok” di olive cinesi fermentate, mashmallow all’olio di cipolla: il piatto, ci spiega lo chef, è una pergamena, e visto che in cina si legge da destra verso sinistra, questa è la direzione da seguire. Il pomodoro è cotto nella vinagrette (la stessa poi sferificata), questo lo rende dolcissimo. Poi è un crescendo, verso sapori più forti.

Bo Innovation, Pomodoro, vinagrette sferificata, “lam kok” di olive cinesi fermentate, mashmallow allʼolio di cipolla

Red fish, prosciutto dello Yunnan, scorza di mandarino disidratata, carciofo, cipolla: un piatto di scarso spessore, forse introdotto per rassicurare il palato dalla decisa portata precedente.

Bo Innovation, Red fish, prosciutto dello Yunnan, scorza di mandarino disidratata, carciofo, cipolla

Esce lo chef, più tranquillo di come sembra leggendo le sue interviste, scambiamo due parole, ascolta attentamente i nostri commenti e ringrazia con rara umiltà.

Bo Innovation, Alvin Leung

Astice blu, salsa al pepe Sichuan, brodo Shaohising, gnocco d’erba cipollina, mais carbonizzato. Il brodo è leggermente alcolico. Un piatto avvolgente, che coinvolge ogni parte del palato. Una sensazione di pace ed appagamento difficile da riportare in queste poche righe.

Bo Innovation, Astice blu, salsa al pepe Sichuan, brodo Shaohising, gnocco dʼerba cipollina, mais carbonizzato

Ci viene mostrata un’altra bottiglia, di Maotai (più precisamente Kweichow Moutai), a che servirà?

Bo Innovation, Kweichow Moutai

A creare questa spuma, insaporita con succo di Calamansi. Acidissima, un reset per il palato.

Bo Innovation, succo di Calamansi

Animella, foglia d’ostrica e la sua salsa, patata dolce, cipolla novella e ginger: altro piatto estremamente gentile ed avvolgente.

Bo Innovatin, Animella, foglia dʼostrica e la sua salsa, patata dolce, cipolla novella e ginger

Carne saga-gyu, bakkutteh, lingua alla salsa OX al cioccolato, cipolla novella: la salsa al cioccolato ci ricorda alcune salse mole assaggiate in Messico. Il piatto è d’alta esecuzione, la lingua morbidissima e non troppo invadente. Portata d’alta scuola.

Bo Innovation, Carne saga-gyu, bakkutteh, lingua alla salsa OX al cioccolato, cipolla novella

Prima dei dolci, chiediamo di poter vedere il caviale cinese della prima portata, eccolo:

Bo Innovation, il caviale cinese

Ci viene concesso anche un ulteriore assaggio. Ora si che possiamo apprezzarlo nella sua delicatezza. Anche la cremosità è notevole. Una materia prima da fare invidia a tanti marchi che arrivano, purtroppo anch’essi raramente, sulle nostre tavole.

Bo Innovation, il caviale cinese

Tofu di mandorla, gemmai, cannella e zucchero nero d’Okinawa: predessert che ci porta in punta di piedi in un altro mondo, quello dolce.

Tofu di mandorla, gemmai, cannella e zucchero nero dʼOkinawa

Meringa di cocco, acqua di cocco sferificata, crema di Pandan, ciliegia candita, sciroppo di ciliegia e gelato pina colada: dessert soddisfacente, fresco e di dolcezza non eccessiva, a differenza di quanto spesso capita in questa parte del mondo.

Bo Innovation, Meringa di cocco, acqua di cocco sferificata, crema di Pandan, ciliegia candita, sciroppo di ciliegia e gelato pina colada

Ci viene poi mostrato questo barattolo con gli ingredienti di un tè speciale.

Bo Innovation, il tè

Tè proposto freddo in una piccola tazzina, e scomposto nella piccola pasticceria. Ogni pasticcino è infatti fatto con un ingrediente del tè. Petit fours d’eccellenza, e di bella presentazione, nella loro gabbia.

Bo Innovation, piccola pasticceria

Quando abbiamo iniziato ad informarci sul Daemon Chef, ci aspettavamo di trovare una cucina estrema nel senso più folle del termine. Daemon, spiega lo chef asiatico, è un termine Greco, che rimanda ad uno spirito positivo. In questo caso il nome inquadra perfettamente la personalità di Alvin Leung. Un percorso d’eccellenza, che ci ha stupendamente introdotti nello spirito di questa città, ponte tra due mondi.

Ora, vi starete chiedendo se l’ho mangiato, il preservativo. Beh, il piatto si chiama Sex on the Beach, il preservativo è di gelatina, ripieno di latte condensato e lime, adagiato su una “sabbia” dolce. Non è stato semplice superare la sensazione iniziale, ma il dovere di cronaca mi ha obbligato a proseguire, scoprendo che, il dessert più folle che abbia mai visto, ha anche un buon sapore! Inoltre, è bello sapere che tutto l’incasso proveniente da questo piatto viene devoluto in beneficenza per la lotta all’AIDS.

 Chef: Alvin Leung

Chef table con menu di 13 portate: 2180HK$ (circa 220€)

 

Bo Innovation

2/F J Residence

60 Johnston Road

Wan Chai, Hong Kong

www.boinnovation.com

4 commenti

  • Fabrizio Scarpato

    (4 giugno 2014 - 11:21)

    Sono certo che il Sex on the Beach ha scatenato l’istinto competitivo, ma anche l’ammirazione, del grande cuoco e collega scandinavo Krippnick Scrackalbott. Per il resto grazie a Luca Fontana che ci rammenta come il mondo possa essere enormemente piccolo.

  • virginia

    (4 giugno 2014 - 12:47)

    si, grazie Luca. Un’affacciatina su Hong Kong è sempre interessante. Da li’ Tienanmen sembra davvero lontana un secolo, non 25 anni.

  • Luca MIRAGLIA

    (5 giugno 2014 - 19:50)

    Perdonate l’abissale ignoranza e, quindi, la banale domanda: con quale bevanda è stato abbinato il sicuramente emozionante percorso gastronomico descritto?

    • Luca Fontana

      (6 giugno 2014 - 19:12)

      Ciao Luca, il ristorante offre un wine paring a 900HK$ (90€) a persona. Tuttavia parlando con lo chef, abbiamo optato per un percorso molto neutro di sola acqua (Panna) con in alcuni casi un abbinamento di superalcolici, prendendo spunto dai piatti che già li contenevano. Unica eccezione è stata un Moscato Australiano abbinato al dessert, perchè troppo incuriositi dalla sua provenienza esotica!

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