I dieci migliori Greco di Tufo della Guida Mangia&Bevi del Mattino

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i f.lli Bruno, da sx, Carmine, Teresa e Roberto
i f.lli Bruno, da sx, Carmine, Teresa e Roberto

Ieri è stata presentata la guida del Mattino. Ecco i migliori Greco di Tufo

1-Greco di Tufo 2014

Petilia

L’azienda storica dell’areale docg gestita dai fratelli Bruno quest’anno torna sulla scena dalla porta principale. Buonissimo anche il suo Fiano, ma noi mettiamo ovviamente il Greco sul podio anche perché è stata la prima cantina ad osare di uscire con qualche anno di ritardo rispetto alla vendemmia con questo vitigno. Fresco, ruspante, buonisismo.

www.aziendaagricolapetilia.it

2-Vigna Cicogna Greco di Tufo 2014
Benito Ferrrara

La piccola azienda di Tufo non sbaglia un millesimo. Anche questo, decisamente complicato, è stato interpretato alla grande da Gabriella: splendide note fumé e sulfuree, buona frutta, energico e vitale al palato, da abbinamento. Peccato che per esigenze di mercato esca troppo presto, ma alla fine basta conservarlo per goderlo alla grande.

www.benitoferrara.it

3-Greco di Tufo 2014
Feudi San Gregorio

Ebbene sì, segnaliamo volentieri il base, una etichetta prodotto in centinaia di miglia di bottiglie che quest’anno si presenta in forma splendida: fresca, agrumata, lunga al palato. Un regalo che chiunque si può fare in considerazione dell’incredibile rapporto tra qualità e prezzo.

www.feudi.it

4-Giallo d’Arles Greco di Tufo 2013

Quintodecimo

Il bianco del professore Luigi Moio si conferma ai vertici per l’eleganza, la freschezza, la capacità di elevarsi con il tempo. Si tratta di bottiglie che si aprondo sempre con rimpianto, ma capaci di dare grandi soddisfazioni a chi sa aspettare. Perfetto il rapporto tra il legno e il frutto, forse il primo centrato nel trittico bianco dell’azienda di Mirabella Eclano.

www.quintodecimo.it

5-Greco di Tufo Novaserra 2014

Mastroberardino

Il grande classico dell’azienda leader, ottenuto da uve coltivate a Montefusco, si presenta in grande spolvero in una delle migliori versioni di sempre. Anche in questo caso colpisce l’eleganza, la freschezza e l’allungo finale al palato che rende questo bianco abbinabile a una infinita quantità di piatti.

6- Le Ormere Greco di Tudo 2013

Le Ormere

Un bianco ricco, sin dal colore giallo oro, da uve aspettate in pianta sino a quando è stato possibile per avere un bicchier ecarico di personalit. Una interpretazione estrema dell’areale ma sicuramente ricca di fascino e interessante. Dopo due anni è arrivato il momento di berlo e per questo ve lo consigliamo.

www.leormere.it

7-Vigna Brecce Greco di Tufo 2013

Montesole
Michele D’Argenio non sbaglia un colpo con i cru. Stavolta tra i due ci è piaciuto maggiormente questo ottenuto dalla vigna comprata a Montefusco dall’azienda. Una interpretazione stilisticamente perfetta, senza voglia di stupire. Al naso si sentono l’agrumato e un filo di sulfureo, al palato è ricco, energico, fresco. Da abinamento

www.montesole.it

8-Greco di Tufo 2014

Terre D’Aione

Torniamo a Tufo per questa azienda della frazione San Paolo. Qui la ricerca stilistica dell’enologo Angelo Valentino punta ad un’uva più ricca in partenza, ma non c’è alcuna dolcezza in questo bianco lavorato, come quasi tutti, solo in acciaio. Chiusura lunga e dissentante,abbinabile a quasi tutte le ricette di alta cucina e di tradizione.

www.terredaione.it

9-Greco di Tufo 2014

Torricino

Annata difficile per il greco, ma Stefano Di Marzo è risucito ad interpretarla come ama fare, puntando sul frutto senza però mai scadere nelal dolcezza. Così questa azienda storica riesce ancora una volta ad essere un riferimento per gli appassionati dell’areale docg.

www.torricino.it

10-Franciscus Greco di Tufo 2014

Di Marzo

Gli avi dei proprietari di quetsa magnifica azienda da visitare nel cuore di Tufo portarono il greco da Somma Vesuviana. Una tradizione lunga 400 anni che adesso viene rinnovata grazie all’entusiasmo di Ferrante Di Somma. Il Franciscus è un bianco ben eseguito, da bere a canna, ricco di vitalità e piacevole.

www.cantinedimarzo.it

17 commenti

  • Antonio

    (4 dicembre 2015 - 11:33)

    La distrazione fa brutti scherzi !!!!!

  • Luciano Pignataro

    (4 dicembre 2015 - 11:52)

    Vero, almeno quanto l’incapacità di comunicazione e capire come si sta in un territorio facendo commenti che già venti anni fa erano infantili

  • Antonio

    (4 dicembre 2015 - 12:52)

    “l’incapacità di comunicazione e capire come si sta in un territorio”.
    Prima di esternare simili frasi, approfondisca meglio ed in modo trasversale le realtà del territorio “Irpinia”. OLTRE a rispettare i notevoli risultati di rappresentazione del Territorio a livello “Mondiale”, attraverso gli eccellenti risultati Degustativi, che aziende a lei sconosciute ( e sono tante) sono riuscite a ottenere da GIURIE TERZE E DI Competenza Indiscussa. Tutto il resto è mancia …..

  • Luciano Pignataro

    (4 dicembre 2015 - 14:51)

    Bene, vedo che volete approfondire il discorso.
    1-In primo luogo, a livello di educazione, non è carino verso aziende che stanno da prima che voi nasceste e che hanno fatto la fortuna di questa denominazione sminuire un riconoscimento.
    2-Non è così che ci si rivolge per far conoscere i propri vini: li si fa assaggiare, li si propone e si accetta, se si vuole il giudizio.
    3-Siete una azienda che propone la solita, noiosa sfilza da campionario Campania It Aglianico, Greco, Fiano, Taurasi, Campi Taurasini e altro ancora come la Falanghina. In questo elenco della guida del Mattino ci sono aziende specializzate nel Greco di Tufo, areale nel quale non avete sede, a parte quelle grandi che però hanno ettari ed ettari di vigneto. Ora la mia domanda è: dove stanno le vostre vigne? Quanta uva comprate?
    4-Le aziende della classifica lavorano in modo eccellente da una vita e hanno vigneti che hanno fatto la storia dell’enologia irpina.
    Un po’ di umiltà non guasta
    Quanto ai premi che esibite nel sito, non c’è azienda che non ne abbia almeno il quadruplo

  • Antonio

    (4 dicembre 2015 - 16:54)

    Bravo, continui cosi’ e complimenti per la sua analitica considerazione massimalista. Cordiali Saluti

  • angelomichele risi

    (5 dicembre 2015 - 07:06)

    Salve capisco che faro’ la figura del dilettante ma vorrei capire quale è il cognome di Antonio ?

  • Luciano Pignataro

    (5 dicembre 2015 - 09:45)

    Non fai la figura del dilettante, dilettante è colui che si propone in questo modo paleotribale
    L’azienda da cui parte questo sconcertante modo di porsi è http://www.agricolabellaria.com e sta a Roccabascerana, capitale dei vini irpini per chi non lo sapesse:-))))

  • Antonio

    (5 dicembre 2015 - 09:58)

    Quando vuole le faccio fare un bel giro nei miei 15 ettari di vigneti, tra Montefalcione, Candida, Paternopoli, Prata P.U. E Roccabascerana ( Irpinia Falanghina). Dove gia’ ho accompagnato molti ospiti stranieri ( clienti) e gli ho fatto conoscere il nostro meraviglioso territorio, che no ha bosogno di Sciacalli. Se vuole puo’ fare estrazione del mio fascicolo aziendale e verifica le accuse infondate che mi ha rivolto. Rispetti chi fa le cose sul Serio.

  • Luciano Pignataro

    (5 dicembre 2015 - 10:03)

    Non ho fatto accuse, ma domande, quelle frasi portano il punto interrogativo alla fine, questo ? per essere precisi. Ma capisco che la sua mancanza di comprensione dell’italiano deve essere pari alla vostra infinita presunzione.

  • Francesco Sansone

    (5 dicembre 2015 - 12:02)

    Rattrista vedere che nel momento in cui si celebrano indiscutibili eccellenze irpine venga fuori il solito individualista che lamenta ingiustizie. Questo è proprio l’atteggiamento che rovina la Campania, chi lo assume non può dirsi amante del territorio che, in questo caso anche a vedere il modo in cui si presentano sul loro sito, sembra piuttosto essere considerato uno strumento ad uso del proprio ego. Invece in Toscana, ad esempio, c’è molto più rispetto per chi è più bravo. Prendiamo esempio e cresciamo. Per quanto riguarda me, scusate se mi sono voluto intromettere ma ho visto proprio alcune delle cose che mi fanno più rabbia dei miei corregionali.

  • pasquale introna

    (5 dicembre 2015 - 12:53)

    Non avevo dubbi sei la prima e non solo con il vino salutami i fratelli

  • Marcello

    (5 dicembre 2015 - 16:45)

    Buongiorno,
    non sono un lettore di Blog ma ho notato l’articolo su google ed, in vista delle festività Natalizie, mi sono letto tutto alla ricerca di qualcosa di nuovo….. Mi è andata male!

    La classifica da Lei proposta è sempre la stessa storia, sempre le stesse aziende ma, d’altronde l’ha detto lei, se le aziende non hanno età, ettari, e capitali sufficienti non saranno mai considerate e quindi sono destinate a morte certa…

    Le ricordo che l’anno scorso al Vinitaly (ci è andato?) c’era un padiglione intero di aziende come quelle di Antonio che lei non considererà mai… le do un consiglio caro Dott. Pignataro, prenda la macchina e si faccia un giro, scoprirà aziende dai prodotti meravigliosi, che già fanno un numero interessante di bottiglie e che godono di ottima salute senza chiedere nulla a nessuno, solo vendendo a clienti capaci di distinguere un grande vino da un vino mediocre senza le vostre guide o classifiche.

    Quanto a lei sig. Antonio, ringrazi il Sig. Pignataro perchè, senza di lui, non avrei visto il suo sito e il suo greco di tufo che sembra molto interessante e, guarda caso, non è in classifica…..

    Faccio una piccola considerazione sig. Pignataro… al posto di pubblicare la solita classifica del fiano, vada al festival sul fiano che inizia oggi, troverà uno dei più grandi eventi sul fiano con ospiti di eccellenza e produttori che amano il loro lavoro e vendono anche senza di lei.

  • Luciano Pignataro

    (5 dicembre 2015 - 16:57)

    Ho lasciato scivolare questo commento benché si tratti in tutta evidenza di un troll per sottolineare alcune cosette.
    Per cominciare, se fosse vero, non potrei che compiacermi che lei non essendo lettore del blog ci sia arrivato attraverso google. Sarebbe, come del resto è, la conferma della nostra forza del posizionamento in rete.

    Quanto al merito, oltre a precisare che al Vinitaly ci vado da ormai oltre 18 anni, quello che smentisce la tesi è un semplice clic su questo blog nel motore di ricerca è sarà chiaro come si sia sempre parlato di tutte le aziende. In questi vent’anni nessuno come questo sito, e io sul Mattino, abbiamo dato spazio davvero e tutte le iniziative vitivinicole non solo dell’Irpinia.
    Non esiste altro sito italiano così ricco di vini e di aziende diverse proprio perché noi non commentiamo con il paraocchi ideologico o, peggio, con l’interesse di vendere bottiglie e altro ancora.
    Ed è solo qui che tutti trovano le novità, a parte che non vedo cosa ci sia di male parlare di aziende che si sono affermate nel corso di venti anni di attività. Grandi o piccole poco importa.

    Le gerarchie esistono e sono nei fattti, nelle commissioni di degustazioni nelle quali, chi più chi meno, i veri protagonisti dell’eccellenza sono questi, non per mia opinione personale, di cui comunque non dovrei dare conto a un troll, ma per le numerose commissioni che ogni anno passano al setaccio il territorio.
    Quanto ai chilometri fatti, credo che nessuno ne abbia mai percorsi ogni anno quanti ne faccio io, compresi appuntamento a cui sedicenti aziende non si sono presentate o perché si erano dimenticati o perché c’era Pippo Baudo in tv. Ricordo una volta arrivai persino a Maschito per trovarmi di fronte una cantina sfacciatamente vuota e chiusa.

    Quanto alle vendite, sono contento che si venda anche senza di me, ci mancherebbe altro. Infatti il mio lavoro non è di comunicare le aziende ma di raccontarle. Poi il mercato sceglie cosa fare.

    Nella fattispecie, una nuova azienda come questa che ha aperto la discussione, invece di fare un commento cafone (non nei miei riguardi, ma dei colleghi suoi segnalati), avrebbe potuto semplicemente fare quello che fanno tutti: un invito a degustare, visitare la cantine e i terreni. Così come avviene ovunque in Italia.

    Cosa che adesso mi guarderò bene dal fare perché il vantaggio della mia età è quello di poter finalmente scegliere quello che mi piace, non ho più tempo per chi alza la voce e strilla.

  • Marcello

    (5 dicembre 2015 - 18:55)

    Gent Dott. Pignataro,

    ovviamente quando si è ospiti è necessario rispettare il padrone di casa, viene da se che questa è casa sua, quindi è libero di chiudere il processo con la sua arringa finale, ma sarebbe un giudizio sommario e credo che sia utile concedere diritto di replica.

    Partiamo dai motori di ricerca:
    viene da se che, dopo una carriera decennale passata a scrivere sul suo blog i suoi lettori la premiano con posizionamenti di rilievo nella serp, sono arrivato a voi digitando la chiave “miglior greco di tufo 2014″ e ho trovato l’articolo che sta ospitando la nostra chiacchierata ……. ma faccia attenzione …… perché sempre li, in prima pagina, in fondo è vero, c’è anche l’azienda del signor Antonio, quindi se i lettori premiano il suo blog, è anche vero che stanno premiando l’azienda di Antonio che dopo poco tempo si sta facendo notare.

    Secondo, le commissioni di degustazione,
    a giudicare dai premi che vince l’azienda in questione (nazionali e internazionali) credo proprio che, anche li, ci sia poco da discutere

    Terzo,
    l’incriminato greco di tufo….
    basta digitare una parola chiave e appare sulla serp in prima pagina, colleziona premi a livello nazionale e internazionale, un suo collega l’ha eletto il miglior greco di tufo d’italia… io, prima di escluderlo dalla classifica, al suo posto, l’avrei almeno assaggiato.

    Non ho nemmeno capito cosa sia un Troll, definizione che riconosco solo per reminiscenze legate alla letteratura Tolkiana, ma non importa, cerco solo di confrontarmi costruttivamente perchè, credo, che da un confronto possano nascere solo buone cose…

    E lei Sig. Antonio… cosa aspetta a invitare il Dott. Pignataro ad una bella degustazione?

    Cordiali saluti a tutti

  • Michele Racioppi

    (6 dicembre 2015 - 00:46)

    Io non ho assaggiato il Greco di Tufo di Bellaria e non mi pronuncio sulla sua qualità, ma il collega di Luciano Pignataro che lo ha definito il miglior Greco di Tufo si chiama Luca Maroni e proprio quest’anno ha valutato tre vinelli delle cantine Giordano oltre 90/100 (uno addirittura 95/100). Beh, uno dei tre vinelli ho avuto la “fortuna” di assaggiarlo e stenderei un pietoso velo sul giudizio del critico, che tra l’altro si dichiara allievo di Veronelli (il povero Gino si starà rivoltando nella tomba). Se la colpa di Luciano è quella di ignorare i giudizi di Maroni…

  • Luciano Pignataro

    (6 dicembre 2015 - 11:30)

    :-)))

  • Rocco Zoppi

    (6 dicembre 2015 - 12:19)

    Io stendo un velo pietoso su tutta questa puerile polemica!!! Sono Irpino, vivo all’estero da + di 40 anni, appassionato ed innamorato del territorio e dei nettari che si producono con amore e convinzione nel proprio lavoro!!! anche se non si è daccordo, almeno ci sia un pò di rispetto per le persone che vi leggono. Personalmente leggo la guida del Mattino, la prendo come spunto, poi mi faccio un sacco di chilometri in giro per vigneti e cantine, poi faccio le mie scelte…
    comunque grazie!!! mi sono proprio “divertito”

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