I dieci grandissimi vini campani per vent’anni di emozioni indimenticabili

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Silvia Imparato e le quattro annate del pranzo: 2003, 2008, 2009 e 2010 (foto Franco Martino)

Nel marzo 1994 apparve sul Mattino la rubrica del vino, oggi la più longeva d’Italia sui quotidiani. Abbiamo provato a riassumere in dieci vini le emozioni di queste due decenni straordinari nell’ultima top ten di Campania da Bere, la sezione dedicata al vino della nuova edizione della Guida Mangia&Bevi del Mattino.

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1-Montevetrano 1993
Montevetrano

Una folgorazione per il vino campano, la dimostrazione che, sembra incredibile dirlo adesso, anche al Sud si potevano fare grandi vini degni di attenzione della critica anglosassone. Un mix di competenze ed energie irripetibili fanno di questo rosso uno dei simboli dell’ultimo ventennio.

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2-Radici Taurasi 1990
Mastroberardino

Il monolite, il dolmen che ha segnato la direzione giusta da prendere per il Taurasi dell’era moderna. Una straordinaria prova di affidabilità nel corso dei decenni che fa di Mastroberardino una azienda dalla quale è impossibile prescindere quando si studia il vino campano.

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3-Sale Domini 1994 Aglianico
Antonio Caggiano

Altro grande vino che ha segnato la svolta dell’areale irpino, moderno ma non caricaturale, la gaia scienza del professore Luigi Moio con la testardaggine e la volontà indomabile di Antonio Caggiano. Ancoa oggi fresco e perfetto. Meraviglioso.

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4-Fiano di Avellino 1999
Colli di Lapio Clelia Romano

Il migliore di sempre, la capacità di interpretare il territorio di Lapio alla perfezione portando a livelli altissimi grazie alla complicità di un’annata indimenticabile, sicuramente la migliore degli ultimi vent’anni. La dimostrazione della potenza indescribile del Fiano.

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5-Vigna Cicogna 2001 Greco di Tufo
Benito Ferrara

Nella sua semplicità estrema, Gabriella Ferrara ogni anno produce un Greco capace di stare al top della classifiche. Come Clelia con il Fiano, questa donna ha saputo regalare a bianco di Tufo una dimensione inimmaginabile sul versante artigianale.

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6-Fiano di Avellino 2004
Marsella

Il migliore di sempre, ricco, potente, lungo. Guido èstato il primo ad allungare di un anno il Fiano in commercio imponendo uno stile che poi è stato seguito, per fortuna, anche da altri produttori molto avveduti. Dunque una piccola azienda capace di cambiare i rapporti di forza, almeno una volta, tra esigenze della produzione e esigenze commerciali.

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7-Sabbie di Sopra il Bosco 2008
Nanni Copé

Quando ho bevuto questo vino ho deciso che c’era ancora da scrivere. Giovanni Ascione rappresenta plasticamente il meglio di tutto quello che è successo in Campania negli ultimi vent’anni e oggi regala un  rosso semplicemente perfetto e indimenticabile.

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8-Coda di Volpe 2006
Michele Perillo

Una sorpresa straordinaria che va oltre ogni limite gustativo possibile e immaginabile, la prova che esiste l’Aldilà. La pazienza inconsapevole e saggia di Michele, la natura di queste vigne ben curate, il territorio, regalano uno dei migliori bianchi d’Italia.

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9-2001 Falanghina Beneventano
Fontanavecchia

Nata un po’ per gioco e un po’ per caso, questa edizione ha dimostrato una cosa: la potenza che la Falanghina è capace di esprimere nel tempo. Berla ancora oggi regala emozione e soddisfazione e questa nota sapida è la cifra giusta che iscrive questo vitigno uno dei più importanti d’Italia e d’Europa.

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10-Piedirosso 2008 Campi Flegrei
Contrada Salandra

Il segreto campano che ancora non si conosce fuori dalla Campania, la dimostrazione delle vette di cui è capace questo vitigno quando ogni pianta è trattata come un fiore nel giardino. La pazienda di aspettare e di non lasciarsi trascinare dal baratro della fretta. Un grande artigiano per un vino in cui c’è l’anima di Napoli.

 

Un commento

  • Mondelli Francesco

    (8 dicembre 2014 - 07:17)

    Vent’anni meritano di sicuro un grandissimo AD MAIORA e……..avanti così per almeno altri venti ! PS.Noto con piacere che “rovistare in cantina” (purtroppo per alcuni solo nella memoria )ha dato ottimi risultati.FM.

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