I dieci migliori vini rosati della Campania nella Guida del Mattino

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Con Gigino e Gaetano Reale

La Campania non è rinomata per i suoi rosati anchese proprio in Costiera Amalfitana hanno conosciuto uno dei massimi momenti di fulgore all’epoca delle frequentazioni del jet set internazionale grazie al rosato di Caruso. Diversi disciplinari li prevedono ma sinora nessuno ci ha creduto sino in fondo nonostante l’Aglianico ha una buona propensione ad interpretare lo stile moderno sapido e non lamponato. Ecco quelli che ci sono piaciuti di più e che consigliamo nella Guida mangia&Bevi del Mattino

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1-Getis 2013 Costa d’Amalfi doc
Reale

Aglianico, piedirosso, tintore: dal tipico blend della Costiera torna il rosato classico e piacevole di Gigino reale. Quest’anno decisamente potente, da doppio volto: discreto al naso, salato e fresco al palato.
www.aziendaagricolareale.it

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2-Lacrima rosa 2013 Campania igt
Mastroberardino
Uno dei migliori rosati di sempre di questa azienda, dal color cipolla, elegante al naso, tagliente come una lama e fresco al palato. Da abbinamento alla cucina di mare e alle paste con i legumi.
www.mastroberardino.com

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3-Lacryma Christi rosa doc 2013
Cantina del Vesuvio
Il Vesuvio è terra di rosati moderni: salati, freschi, senza alcuna ruffianeria olfattiva. Per berlo dovete venire in cantina da Maurizio Russo, lo godrete sulla sullo spaghetto al pomodoro del piennolo.
www.cantinadelvesuvio.it

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4-Marosa 2013 Aglianico del Taburno docg
Nifo Sarrapocchiello
Ancora una volta l’esecuzione dell’Aglianico in rosa di Lorenzo Nifo è magistrale. Dribblata ogni tentazione dolce e piaciona, si presenta ricco e austero al tempo stesso, con un bel naso di ciliegia fresca matura mentre al palato ha spinta potente e decisa.
www.nifo.eu

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5-Aglianico del Taburno 2013 rosato docg
Fontanavecchia
Ancora un risultato centrato perfettamente, conm perizia. Uno dei rosati più celebri per i premi, ma davvero non tradisce le attese. Naso poco esuberante a cui fa da contraltare una bellissima mineralità salina sostenuta da vibrante acidità.
www.fontanavecchia.info

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6-Costa d’Amalfi 2013 Tramonti Rosato
Apicella

La doc Costa d’Amalfi ha sempre avuto il rosato come perno perché è uno dei territori in cui ha sempre goduto grande fortuna, simbolo di uno stato d’animo prima ancora che di una necessità gastronomica. Una bella esecuzione del giovane Prisco Apicella.
www.giuseppeapicella.it

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7-Pedirosa 2013 Campania igt
La Sibilla
Si tratta della prima esecuzione che il giovane Vincenzo Di Meo ha fatto nella sua azienda: ormai è un modello collaudato e sicuro. Di anno in anno ha mostrato di essere un vino di grande carattere, buona espressione del piedirosso flegreo.
www.sibillavini.it

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8-Roseto del Volturno 2013 Terre del Volturno igt
Terre del Principe
Blend di casavecchia e pallagrello nero, il rosato di Manuela Piancastelli e Peppe Mancini è la giusta mediazione tra piacevolezza e necessità di abbinare il vino al cibo di territorio. Buona freschezza, da bere a caraffe.
www.terredelprincipe.com

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9-Terre Cerase 2013 Campania igt
Villa Matilde
Ottenuto con uve aglianico coltivate nel Taburno, questo rosato rientra nella categoria dei classici, con lampone e fragole al naso, ben bilanciato al palato dalla sapidità e dalla freschezza che non lasciano spazio ad alcuna dolcezza.
www.villamatilde.it

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10-Vetere 2013 Paestum igt
San Salvatore 1988
I profumi sono quelli fruttati del rosato piacione, ma in bocca è tutta un’altra musica grazie alla marcata sapidità. Un vino da mare, carni bianche, da bere in franca compagnia di alici e familiari.
www.sansalvatore1988.it

6 commenti

  • […] I dieci migliori vini rosati della Campania nella Guida del Mattino sembra essere il primo su Luciano Pignataro […]

  • vincenzo

    (12 gennaio 2015 - 08:41)

    11) rosè doc Fontanarosa

  • Paolo Mazzola

    (12 gennaio 2015 - 08:59)

    Per anni il rosato di Fontanavecchia è stato per me un piccolo mito..oggi dopo anni di full immersion in questo mondo e dopo un pò di distacco dovuto alla mia attività in campo brassicolo , ci ripenso volentieri e focalizzo il grande equilibrio profumi/freschezza che secondo me aveva e credo abbia. Ricordo anche i toni di sufficienza da espertoni su questo vino….non sono nelle mie corde come non lo erano nel passato..un approccio più semplice ed essenziale alla degustazione gioverebbe a tutti.
    Molto curioso del rosato di Reale , una cantina la cui conoscenza mi piacerebbe approfondire

  • Adriano Vinasco

    (12 gennaio 2015 - 10:13)

    Come se l’avessi bevuto. Ottima recensione. Ed è con questi vini che abbiamo bisogno di far conoscenza …

    grazie! Adriano Vinasco

  • Marcello

    (12 gennaio 2015 - 10:22)

    L’ “Albarosa” di Cantine del Taburno e’ un’altra certezza cosi’ come lo e’ il rosato di Sorrentino in Boscotrecase….

  • Luca MIRAGLIA

    (12 gennaio 2015 - 15:09)

    A lume di memoria, alcuni di questi rosati presentano una gradazione alcolica molto elevata per la tipologia, il che li rende un pò “difficili”, specialmente se serviti troppo freschi ad inizio pasto ovvero su piatti di consistenza modesta; molto meglio, a mio avviso, allorquando la temperatura di servizio si alza di qualche grado e si eleva la complessità delle pietanze, tra le quali tutte le preparazioni a base “rossa”, le frittate ed il gattò (scusatemi, ma il transalpino “gateau” non lo reggo) di patate.

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