I Mille per l’Aglianico 2011 de La Guardiense e la immensa forza del Sannio

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Riccardo Cotarella e Daniel Thomases alla Guardiense

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da definire
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Il vino è una metafora del racconto umano e questa bottiglia, presentata ufficialmente sabato mattina alla Guardiense con Marco Sabellico, Daniel Thomases e Antonio Corbo lo è sin dall’etichetta: nasce dalla raccolta selezionata da mille viticoltori che hanno nella cantina di Guardia Sanframondi il loro punto di riferimento che tutela il loro reddito.

Scrivo ormai da venti anni tondi di vino campano (non è una delle tante autocertificazioni che circolano in quest’ultimo periodo, ci sono i pezzi sul Mattino) e ho sempre creduto nel gigante Sannio perché qui, sin dal paesaggio, è evidente come la viticoltura sia la principale fonte di sostentamento nei paesi della Valle Telesina, una Strada del Vino naturale, un enorme serbatoio dove si produce il 65% del totale del vino campano, oltre il 50% dei quello docg e doc. Del resto le aziende irpine, fatte rarissime eccezioni (Mastroberardino, Quintodecimo, Bambinuto, Terredora che l’hanno piantata in provincia di Avellino) vengono qui a comprare l’uva per produrre la Falanghina e completare la gamma di Fiano e Greco. E non a caso in provincia di Benevento c’è l’unico vero investimento venuto dal Nord senza sostegno pubblico, quello dei Fratelli Muratori, che hanno puntato sui bianchi sanniti producendo una ottima Coda di Volpe
Il vino del Sannio entra un po’ dappertuto, almeno a dare retta ai racconti di chi vende, anche in bottiglie che neanche potresti immaginare.

Oggi in questa magnifica provincia qualcosa si sta muovendo davvero: alla festa della Guardiense c’erano i dirigenti della Cantina di Solopoca, molti viticoltori e produttori, Libero Rillo, presidente del Consorzio Sannio, l’unico riconosciuto dal ministero. E poi, quasi padrone di casa perché il padre è tra i soci fondatori della Cantina, il presidente nazionale di Slow Food Nino Pascale.
Un consorzio che si autofinanzia grazie alle fascette e che può presentare progetti ai ministeri diventando un riferimento preciso anche per le guide del vino come Slow Wine, Veronelli, Gambero Rosso, Bibenda (Ais in uscita) nelle quali i referenti non hanno conti personali da regolare e non giocano al calcetto con i produttori ma fanno semplicemente il loro lavoro.

Insomma, per farla breve, sabato mattina non sembrava di stare nel Sud: emozioni, ottimismo, storia, innovazione, ricerca. Un mix che sicuramente porterà ad altri notevoli risutati.
Del resto la Falanghina, lo sostengono all’unisono Cotarella e Moio (salutato con un appassionato applauso in sala) è forse il vero vitigno bandiera della Campania e chi la ignora può essere paragonato a chi, occupandosi di Piemonte, dimentica il Barbaresco.

Questo Aglianico sarà in vendita solo nel Vinitaly 2015 e segue lo stesso invecchiamento del Taurasi riserva: ben quattro anni. Il risultato in queste primissime battute è più che convincente: eleganza, perfetta fusione tra legno e frutto, sapidità, freschezza. Ma aspettiamo ancora questi altri sei mesi di bottiglia prima di parlarne. Non sarà il vino lucciola per poi presentare una produzione indistinta: sono previste circa 50mila bottiglie.

A chi può mai dare fastidio questo sviluppo territoriale, rarissimo esempio dalla Toscana in giù?
Mi viene un paragone con la Sanità: quando il pubblico non funziona, ci guadagnano le cliniche private.
Dunque è molto chiaro che chi ha osteggiato la nascita del Sistema Sannio è stato anzitutto chi imbottigliava la Falanghina e non voleva che si riordinassero le doc in modo da legare il vitigno al territorio. Poi chi punta solo ed esclusivamente sul proprio marchio. Infine chi non vuole che il Consorzio faccia controlli e promozione senza affidarsi a privati, ma rispondendo direttamente al ministero.

Negli anni ’60 la nascita delle Cantine Sociali impedì che i mediatori di uve partenopee continuassero a ricattare i contadini.
Con il risveglio dei giganti, in equilibrio con i piccoli artigiani, il Consorzio ha la possibilità di decidere in propria autonomia cosa è bene fare per i propri viticoltori.

Con questo passo in avanti il sistema Sannio, al pari della Mozzarella, della Pasta di Gragnano, del Pomodoro san Marzano, del Pomodorino del Piennolo è ormai entrato nel club delle eccellenze italiane ed europee.
Certificate, intendo. Il resto sono opinioni, sempre rispettabili. Talvolta miserabili.

Località Santa Lucia a Guardia Sanframondi. Tel. 0824.864034. www.laguardiense.it Ettari: 1500. Bottiglie prodotte: 4000000. Enologo: Riccardo Cotarella

 

Un commento

  • Pasquale Mastantuono

    (20 ottobre 2014 - 21:36)

    Grazie Luciano da parte di uno dei mille soci.
    E pensare che i miei amici storcevano naso e…bocca al sentir parlare di vino della Cantina Sociale.
    Grazie anche ai numerosi coraggiosi amici di questo territorio: i Pentri, la Corte Normanna, l’Aia dei Colombi, i Foschini e tutte le nuove e giovanili cantine. Quando puoi insisti, te ne siamo grati….tutti.
    Pasquale Mastantuono

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