I Portici a Bologna, Agostino Iacobucci subentra a Guido Haverkock

Letture: 267
Agostino Iacobucci

di Andrea Guolo

Veni, vidi, vici. Guido Haverkock, lo chef tedesco che ha restituito dopo molti anni una stella Michelin al centro storico di Bologna, se ne va. Al suo posto, la direzione del ristorante I Portici ha scelto un altro stellato ma di tutt’altre origini: Agostino Iacobucci, che lo scorso febbraio aveva concluso la propria collaborazione con La Cantinella di Napoli. E c’è molta curiosità, sotto le Due Torri, per la “svolta” che promette in cucina questo nuovo ingresso.

La notizia, anticipata da un comunicato stampa della direzione del ristorante, doveva essere ufficializzata da Iacobucci questo fine settimana a Vico Equense, durante Festa Vico, dove il destino ha voluto fossero presenti entrambi gli chef. Poi, giovedì 7 giugno alle ore 12, ci sarà la presentazione dello chef alla stampa da parte del direttore de I Portici Hotel, Riccardo Bacchi Reggiani, e un primo assaggio dei piatti che Iacobucci proporrà alla clientela bolognese e non.

La separazione tra Haverkock e I Portici pare sia stata consensuale e non traumatica. Le ragioni che hanno portato lo chef ad abbandonare il ristorante di via Indipendenza sarebbero legate semplicemente alla volontà di fare nuove esperienze, condivisa peraltro dai gestori del locale che da alcuni mesi stavano sondando il mercato per individuare il successore in cucina. Nel comunicato si parla di “una ventata di novità dal sapore tipicamente mediterraneo”, e non poteva essere altrimenti, considerando il background di Iacobucci e la sua capacità di abbinare la tradizione della cucina partenopea con l’innovazione tecnica, partendo sempre e comunque da una grande materia prima, soprattutto ittica.

Guido H. Haverkock

Sul futuro di Haverkock ancora non si sa nulla. È possibile che sia lo stesso chef, allievo di Heinz Beck, a comunicare qualche novità in questi giorni a Vico. Essendo legato all’Italia anche per motivi affettivi (è sposato con un’italiana), probabilmente continueremo a sentir parlare di lui nel circuito dell’alta ristorazione. A Bologna ha lasciato un ottimo ricordo e, ciò che conta, il risultato più prestigioso: l’aver riportato la stella in città.

Salone delle Feste

Ed è abbastanza significativo, se non paradossale, che lo abbia fatto proprio uno chef tedesco! Ma il declino della ristorazione in quella che fu “La Grassa”, capitale della gastronomia nazionale, è un fatto ormai conclamato. Non che a Bologna manchino i buoni ristoranti, anche se il rapporto qualità/prezzo mediamente lascia a desiderare… Il punto debole del capoluogo emiliano è stato semmai l’incapacità di dare spazio a talenti creativi in grado di reinterpretare la storia della sua cucina, introducendo significative innovazioni tecniche e, perché no, sensoriali. È mancato, in altre parole, un fenomeno simile a Massimo Bottura, che l’eterna rivale Modena può invece sfoggiare. Del resto, la ricchezza della cucina bolognese è tale da indurre la maggior parte dei locali a proporre semplicemente la tradizione, che poi è ciò che il cliente chiede: dal cittadino (i bolognesi, si sa, a tavola non amano sperimentare) al forestiero. Purtroppo però, con rare eccezioni, le materie prime non sono più quelle di una volta, e il risultato inevitabilmente ne è stato condizionato.

15 commenti

  • leo

    (2 giugno 2012 - 12:07)

    Bienvenu, Andrea ! :-)

  • Il Guardiano del Faro

    (2 giugno 2012 - 15:17)

    Ma è lo stesso? L’Ex Mangione?

  • Luca c

    (2 giugno 2012 - 15:35)

    sì l’ex direttore editoriale

  • Antonio Scuteri

    (2 giugno 2012 - 17:39)

    Avendo testato quest’anno i due chef, tenderei a dire che I Portici nel cambio ci guadagnano qualcosina

  • Tommaso Esposito

    (2 giugno 2012 - 18:29)

    Agostino mo’ mi farai salire a Bologna

  • markuskoellner

    (2 giugno 2012 - 22:08)

    bentrovato Andrea..
    è vero che Aurora Mazzucchelli non è Massimo Bottura (ce n’è uno solo, dubbi zero) ma questi tue opinioni la escludono a mio giudizio in modo un po’ arbitrario, no?
    “Non che a Bologna manchino i buoni ristoranti, anche se il rapporto qualità/prezzo mediamente lascia a desiderare… Il punto debole del capoluogo emiliano è stato semmai l’incapacità di dare spazio a talenti creativi in grado di reinterpretare la storia della sua cucina, introducendo significative innovazioni tecniche e, perché no, sensoriali” ..
    in fin dei conti, per trovare talenti sensati devi arrivare almeno fino a Torriana..e Sasso Marconi, tutto sommato, è Bologna!

    • Andrea Guolo

      (4 giugno 2012 - 01:13)

      Ciao markus, mi riferivo a Bologna città, dove il talento di Aurora, se decidesse di spostarsi da Sasso, non guasterebbe affatto…

  • Giovanna Voria

    (2 giugno 2012 - 22:49)

    Complimenti!!! sarà sicuramente un’esperienza fantastica, grande Agostino sempre più su!

  • frankie

    (4 giugno 2012 - 12:37)

    mi dispiace ragazzi , guido ha un pò piu’ di classe e di …….
    basta guardare le recensioni che ci sono su internet o sulle guide e paragonarli

  • Norman

    (4 giugno 2012 - 16:23)

    Buongiorno a tutti, mi chiamo Norman e lavoro per una importante azienda produttrice di cantine di lusso.
    Seguo diversi blog riguardanti vini, dai più indicizzati e famosi a quelli meno noti, ma riscontro comunque con piacere una grande passione per tutto ciò che riguarda questo affascinante mondo.
    Proprio per questo motivo, visto il mio lavoro, ho pensato di mettermi a disposizione per tutti coloro che da tempo desiderano avere una lussuosa cantina privata (e non) prodotta a mano dai migliori artigiani, creata su misura e in maniera esclusiva all’interno della propria abitazione, ristorante o hotel.
    Qualora qualche appassionato fosse interessato ad avere maggiori informazioni riguardo a queste cantine di alto livello, non esiti a rispondere a questo commento, o in alternativa può contattarmi direttamente al numero 347-3020918.
    Con la speranza di non risultare invadente, ma piuttosto un appassionato che mette a disposizione di altri appassionati il proprio lavoro, vi ringrazio per l’attenzione e vi porgo i miei più cordiali saluti.

  • Sergio Cima

    (4 giugno 2012 - 17:16)

    Posso mettere in vendita un cavatappi come nuovo? Giuro che è per passione ;)

  • fabrizio

    (26 giugno 2012 - 01:17)

    CAMBIATO IN MEGLIO? ANALIZZIAMO IL TUTTO SULLA BILANCIA

    HAVERKOCK:
    -stella michelin nel 2012 a bologna e lo sottolineo.. A BOLOGNA clientela della peggiore che ci sia (tagliatelle e tortellini altrimenti non si mangia)
    -menu degustazione 8 portate non presenti nel menu a la cart
    -menu a la cart 8 antipasti 8 primi 8 secondi 9 dolci (pasticcere davvero molto bravo e innovativo ma ancora molto giovane da quel che so)
    -menu bistrot 6 antipasti 6 primi 6 secondi 5 dolci
    -proposte banchettistica e buffet stagionali con prodotti freschi NULLA DI SEMILAVORATO DA QUEL CHE SO HAVERKOCK NON COMPRA NULLA DI FATTO
    -Pesce fresco il nostro tedesco non lavora con pesce congelato
    -porzioni molto abbondanti (del resto siamo a bologna)
    -cambio del menu 7/8 volte l’anno

    IACOBUCCI:
    -stella michelin ereditata da Haverkock (per la serie pappa pronta)
    -tecnica sui piatti inesistente (ho provato)
    -pesce congelato e ci potrei mettere la mano sul fuoco
    -menu degustazione e a la cart hanno gli stessi piatti..
    -menu degustazione troppi errrori di ordine dei piatti e ripetizioni (provola affumicata due volte e catalana due volte)
    – 4 antipasti 4 primi 4 secondi 4 dolci
    -bistort 4 antipasti 4 primi 4 secondi 4 dolci
    – prezzo dei piatti aumentato
    -porzioni piccole stile cucina creativa anni 80
    -proposte banchettistica e buffet, una sola per ogni stagione
    – cambio del menu 4 volte l’anno

    Non voglio screditare nessuno ma avendo provato piu e piu volte i due chef posso fare le mie conclusioni e stipulare questa lista e lasciare a voi il resoconto.. Sono aperto ad ogni chiarimento essendo un frequentatore e redatore di gastronomia italia

I commenti sono chiusi.