Napoli, ristorante I Primi a Mergellina

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Via Mergellina, 1 Napoli
Tel. 081.7616108
Aperto la sera, domenica a pranzo. Chiuso martedì
Ferie ad agosto

Elisabetta Marasco

Elisabetta, Betty per gli amici, ha il fuoco sempre vivo tipico della prima generazione di donne capace di liberarsi in Italia. Lucio ha la simpatia e l’impostazione acquisita quando era uno dei re del by night napoletano con il mitico CapriCorn a via Partenope con l’immaginario costruito da fughe a Capri e Sorrento e tanto Champagne. Le loro vite si sono incrociate e da quattordici anni trascorrono qui a Mergellina, in un piccolo locale simile ad un deposito di barche ingentilito dalla ceramica vietrese, da finestrelle simili a oblò d’affaccio oleagrafico classico. Elisabetta Marasco e Lucio Fiorenza vengono da Bacoli e hanno portato il mare con loro, quel mare di facile e immediato impatto così difficile da trovare a Napoli riuscendo a diventare, stretti tra giganti come Ciro e Don Salvatore, un punto di riferimento tipicamente posillipino dove la gente viene rilassata e per rilassarsi, per mangiare quel piatto e riaffermare così la propria identità papillosa. Siamo sicuramente in uno dei locali di successo cittadino, intendo frequentato non solo dai turisti e dai gourmet, dove il ricambio è assicurato e tutto cammina sul filo di un tapin roulant ben organizzato in sala e in cucina, dove c’è uno chef preoccupato solo dai primi e l’altro dei secondi. Un meccanismo oggi dato per scontato nelle cucine professionali ma non da così tanto tempo come qui, almeno in città. La cucina è basica, non ci sono salti con gli anelli e piroette in pista da ballo, ma sapori precisi, consilidati dalla tradizione, guizzi bacolesi nell’incontro tra il mare e l’orto, sapori precisi e facilmente identificabili che non vengono mai traditi. Ecco allora le cozze dorate e fritte, il souté di frutti di mare, l’impepata di cozze, i calamaretti fritti, l’insalata di polipo, polipetti allla luciana e la mozzarella. Il passato di Lucio emerge con il mitico cocktail di gamberi degli anni ’80 oggi superato da uno stile marinaro che cerca con pignoleria la linearità del gusto e dei sapori.
I primi di pasta sono tutti a base di mare, citiamo il must, osia gli spagetti con i ricci, ma anche le linguine con la bottarga, i mezzi rigatoni con la genovese di polipo, i paccheri al basilico, le linguie con le olive nere, i capperi e i pomodorini, gli spaghetti ocn le cozze e il pecorino, oppure con i frutti di mare, orecchiette alla barese, penne alla sorrentina. Insomma, tutto il repertorio della cucina classica partenopea di ispirazione marinara. Tra i secondi domina il pescato del giorno passato al forno o all’acqua pazza mentre si chiude con dolci intramontabili e collaudati come il babà, la cassat siciliana, la delizia al limone, la torta caprese. Insomma, il locale di uno stile intramontabile e ben eseguito, molto attento alla materia prima e capace di parlare al gusto ancestrale. L’esperienza, e il successo, si vedono anche dai prezzi: gli antipasti variano da 7 a 14 euro, i primi girano tutti intorno a 14 euro, i secondi sui 20 e i dolci non oltre i tre euro e mezzo. Insomma. volendo mangiare tutto difficlmente potrete superare i 40 euro. La carta dei vini è ben argomentata, Betty sta facendo il corso da sommelier ma il giusto rapporto con i bianchisti migliori della Campania è stato aperto da tempo non sospetto. Tanto per dire, proprio qui Vadiaperti ha trovato una delle prime porte aperte. Così come le troverete voi. Per chi ha ancora posto, infinita serie di grappe e distillati oltre che, ovviamente, di limoncello. Questo offerto da Betty e Lucio.