I tortellini con la panna di Massimo Bottura, lo chef più pop di Andy Warhol

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Tortellini con la panna di Massimo Bottura

Tempi duri per Maffi. Dopo essere stato costretto a mangiare le uova di Parisi è in Quaresima fuori stagione in quel di Merano a 500 calorie al giorno, meno di una mail

Prima di ritirarsi nelle Alpi, il nostro è passato da Max Bottura e ha fatto uno scatto

Non so se sia il suo testamento, però a me ha divertito molto, come sempre, il piatto del nostro cuoco numero 1

Tortellini con la panna, ossia il pop più pop della fine dei Sessanta quando l’Italia fu unificata da Mike Buongiorno e Corrado, dalla carne Montana e dalla Stella di Negroni.

L’orgia calorica univa davvero nel piacere la cultura romagnola con l’abbondanza maccheronara del Sud e il risultato, soprattutto per noi bambini, erano pantagrueliche zuppiere di questi tortellini molto più golosi delle uova di cioccolato

Oggi è il ricordo di una Italia che fu, un po’ come la libertà sessuale degli anni ’70.

Però è bello questo cercare del cuoco, senza i tortellini con la panna non sarebbero mai arrivate le tartare di tonno.

Il punto è che nel frattempo abbiamo espiato le penne alla vodka.
Come dire, da Rumor a Berlusconi passando per Craxi. Chiaro che Rumor diventa grande statista:-)

28 commenti

  • Romualdo Scotto di Carlo

    (23 luglio 2010 - 14:49)

    concordo, Rumor fu un grande statista :-D

  • monica

    (23 luglio 2010 - 15:00)

    IL PUNTO E’ CHE I TORTELLINI CON LA PANNA (CON ALTRE RICETTE CON LA PANNA), SONO GOLOSISSIMI. MA NESSUNO HA IL CORAGGIO DI GRIDARLO SPECIE SE DEL SETTORE. SONO FUORI MODA, ROBA PER SOGGETTI SENZA NESSUNA ATTITUDINE DA GOURMET. SONO FINITI NEL CALDERONE INSIEME AD ALTRI REPERTI DELLA CUCINA DI FINE ’70 CHE HA OPPRESSO LE PAPILLE E HA PIALLATO IL GUSTO. MA NON E’ POI TUTTO DA BUTTARE, SI PUO’ DIRE, …ORA CHE SIAMO SOPRAVVISUTI. ALCUNI DI QUEI PIATTI ERANO “TRISTI” ALMENO QUANTO CHI LI MANGIAVA (VI VORREI MOSTRARE UNA DELLE MIE FOTO PRIMISSIMI ANNI OTTANTA, CON COCCO COTONATO E CAPELLI SCALATI CON RIGOROSA PUNTA FINALE). TUTTAVIA LA MIA MOZIONE (ANCHE LA TUA?)E ‘ PER RIVALUTARLI. : ))SONO BUONISSIMI. COME LE PASTE AL FORNO TRABOCCANTI DI BESCIAMELLE. ANCHE PER QUELLE BISOGNA FARE DOMANDA IN CARTA DA BOLLO NEI LOCALI. BEN VENGA LA TARTARE DI TONNO E ANCHE IL COCKTAIL DI GAMBERI, ALLORA! (IN UN IMPROBABILE RISTORANTE IN ZONA FIERA A VERONA, DOVE TUTTO ERA RIMASTO COME NEGLI ANNI SETTANTA, NE HO GUSTATO UNO GRANDIOSO). PURCHE’ SI SIA CONSUMATORI AVVISATI, SI POSSONO ANCHE RISCOPRIRE QUESTI PIATTI DI MODERNARIATO DELLA CUCINA ITALO-INTERNAZIONALE. CMQ, DOPO UN PIATTO COSI’, ALTRO CHE 500 KB DI MAIL, CE NE VOGLIONO 200 (MENO DELLA META’) E UN PAIO DI ORE DI MOUNTAIN BIKE SENZA ACQUA, MAFFI!

    • leo

      (23 luglio 2010 - 16:17)

      Monica, mi sa che Maffi non abbia apprezzato più di tanto questi tortellini alla panna.. secondo me gli ricordano quando era giovane (e magro… :-)) ) aveva solo bisogno di fare il “pieno” prima di scendere (o salire? mah!) nel Purgatorio/Paradiso altoatesino. Si mormora che gli venga somministrato soltanto un brodino con un poco di formaggino Mio sciolto dentro.

      La scena potrebbe essere questa: http://www.youtube.com/watch?v=vsQjAh8bFvg&feature=related

      P.S. 1 x Maffi Mike Buongiorno e Mike Buonasera ! Bongiorno, Bongiorno ! lo vuoi storpiare anche da morto ! :-))

      P.S. 2 x Monica la pasta al forno traboccante di beshamel non ha bisogno di rehab: fa parte della nostra dieta tosco-emiliana.. ;-)

      • giancarlo maffi

        (23 luglio 2010 - 16:30)

        l’ha scritto il pigna il pezzo leo : io non ho la forza . e comunque QUANDO AVETE FINITO DI FANCULARMI SARà SEMPRE TROPPO TARDI :-)

        • Vignadelmar

          (23 luglio 2010 - 16:48)

          Come va con la biada ???

          Te la insaporiscono con quei profumatissimi e coloratissimi fiori altoatesini ???

          Lo affermo ufficialmente, se mai mi ridurrò come Maffi, vi autorizzo a fucilarmi alla schiena

          :-DDDD

          Ciao

          .

          • monica

            (23 luglio 2010 - 19:02)

            se fai una grattata di limone della cotsa d’amalfi sulla biada viene buonissima. te li mando?

      • monica

        (23 luglio 2010 - 19:10)

        MA LO SAI CHE PURE IL FORMAGGINO MI PIACE MOLTO?

        • giancarlo maffi

          (23 luglio 2010 - 19:27)

          Manda i limoni che e’ meglio. Il formaggino lo lascio al ciomei:-)

  • Denny

    (23 luglio 2010 - 15:14)

    Come non ricordare la pasta con le 3 P? (anzi quattro con le PENNE) PANNA PROSCIUTTO PISELLI….. forse più da anni 80/90 (ah la Milano da bere docet).
    CARPE DIEM

  • Antonio Scuteri

    (23 luglio 2010 - 15:25)

    Uno dei primi più goduriosi che abbia mai mangiato sono proprio i tortellini alla panna preparati a modo suo da Antonello Colonna in quel di Labico

    Pigna, perché non organizzi un contest di piatti trash (o presunti tali) ma preparati da grandi chef?

    • Luciano Pignataro

      (23 luglio 2010 - 15:30)

      Appena il Capo mi licenzia è la prima cosa che farò!….:-))

      • monica

        (23 luglio 2010 - 19:02)

        I PIATTI: TRASH! SIIIIIIII!!!

    • Giuseppe Grammauta

      (23 luglio 2010 - 18:07)

      Penne al salmone? Preparate da Fulvio Pierangelini…

      • Antonio Scuteri

        (23 luglio 2010 - 19:41)

        Spettacolari

  • giancarlo maffi

    (23 luglio 2010 - 16:28)

    facile prendere per il c… noi poveri pazienti. domani non avro’ nemmenno la forza per scrivere. è andata cosi’ : passavo da massimo per motivi buro cratici è finita a burro cratici . mangi qualcosa mi dice ? un piatto al volo dico io magari in ufficio mentre parliamo , rispondo . no vieni in sala . di fronte , il mondo è veramente piccolo, cauzzi ed uno dei suoi, il musicista azazel , tipo mite mi pare. baci e abbracci . massimo mi dice : ti faccio i tortellini alla panna : cauzzi sobbalza , baffi compresi , il musicista stecca edc io guardo bottura con l’aria di dire : questo è ormai impazzito completamente .
    i tortellini sono i suoi, stramaledizione buonissimi, la panna è pazzesca , da affioramento dieci e lode e la grattata di parmigiano è da sballo autentico. ‘fan culo bottura : io non posso mangiare per una settimana e mi resterà una voglia pazzesca di un piatto che ho sempre detestato, prima di conoscere te, brutto chef-fo modenese .-)))

    ps: sarebbe bene intervenisse l’UOMO SENZA TELEFONINO . A LUI I PIATTI POP SONO SEMPRE PIACIUTI ….

    • azazel

      (23 luglio 2010 - 16:50)

      beh io il fondo di quella casseruola me lo sono scarpettato con lussuria.. per chi sa imbastire quel ripieno e reperire quei prodotti il resto è solo logica conseguenza. Grazie per il mite, non so perchè ma immagino la mia faccia sul corpo di un bovino ;-)

      • giancarlo maffi

        (23 luglio 2010 - 16:57)

        No , non era quello il significato. Scrivi da lupo qualche volta ma ilviso mi pare da agnello. A volte il web fa questi scherzi:-()

        • azazel

          (23 luglio 2010 - 17:00)

          anche la fisiognomica ne fa muahahah (risata satanica da b movie, non troppo credibile)!

    • Alberto Cauzzi

      (23 luglio 2010 - 16:52)

      Buoni, i tortellini erano proprio buoni :-)

  • Tommaso Esposito

    (23 luglio 2010 - 16:56)

    Se i tortellini son quelli di nonna Rina (mia suocera che aveva natali emiliani) la panna quella del mio casaro e il reggiano quello che mi porto giù io quando sto dalle parti di fidenza e non risco a conservare più di una notte, non capisco caro Maffi perchè scomodare il Bottura. Basta la mia cucina. Scherzo. Viva i tortellini con la panna e viva pure il miuo Sartù.

  • Il Guardiano del Faro

    (23 luglio 2010 - 18:23)

    Mi chiedevi un abbinamento Giancarlo, virtuale immagino, o da abbinare al gusto dei fanghi?

    Fanghi , non funghi, è scritto giusto. Se fossero stati tortellini ai funghi sarebbe diverso, ma prima dei fanghi d’argilla ci vorrebbe qualcosa di questo genere:

    qui c’è la sapidità del ripieno, la consistenza della pasta all’uovo con la sua moderata acidità e la grassezza untuosa del condimento, appunto la demonizzata panna.

    Quindi sicuramente un bianco secco, ed eviterei gli aromatici per non distrarci dal tema principale, puntando più sulla morbidezza ma assistita da moderata acidità, acidità vestita insomma.
    Questo anche per evitare di combattere inutilmente con la panna e uscirne sconfitti.

    In fin dei conti direi che uno chardonnay con moderato passaggio in legno dovrebbe fare egregiamente questo sporco lavoro.

    Volendo rimanere coerente con la rubrica dei franzosi andrei su qualcosa di sfarzoso (in sintonia con il livello del ristorante che propone questo piatto vintage) dal comune di Puligny Montrachet, o meglio, all’interno della divina collina andrei, dentro il grand cru di Batard a prendere un boccia di Madame Anne Claude Leflaive ( di cui riparleremo credo settimana prossima ) . Batard e non Chevalier perché più massiccio ed untuoso, avvolgente, come te insomma, e non alto e flessuoso come il cavaliere. Insomma , per una volta sarei più per l’armonia che per il contrasto. Contrasto che però serve a ritrovare armonia.

    Bye!

    • giancarlo maffi

      (23 luglio 2010 - 18:43)

      Bravo gdf batti duro e massiccio: questi ci mettwrebbero sopra il loro aspretto d’avola, figurati:-)

    • Lello Tornatore

      (23 luglio 2010 - 20:00)

      Voglio sperare che il mondo enoico non incominci a Nizza e finisca a Parigi!!! ;-)

      • Il Guardiano del Faro

        (23 luglio 2010 - 20:18)

        No, anzi, ti voglio confessare il mio amore per un grande, ma credo scomparso chardonnay italiano etichettato in modo parecchio discutibile ma di una grazia e di un carattere straordinario.
        Si chiamava Capannelle, aveva una bottiglia completamente trasparente di formato bordolese e un etichetta ovalizzata con una serie di forellini laterali che sembrava vittima di una sparatoria ai cartelli stradali calabresi. Ecco, quello sarebbe andato benissimo sia a me che a questo piatto ;-)
        Ma parliamo di un vino di cui credo oggi sia difficile reperire grandi bottiglie anni 90 in buone condizioni, proprio perchè la bottiglia trasparente se esposta alla luce sarebbe inesorabilmente ossidata.
        Se però qualcuno è qui a leggere e ad avere di queste cose in cantina….parliamone.

        • Lello Tornatore

          (23 luglio 2010 - 20:56)

          Ah, ecco!!! Allora è specificamente lo chardonnay che tira più di… un paio di buoi! :-D

          • Il Guardiano del Faro

            (23 luglio 2010 - 21:32)

            Possiamo provare anche con un Fiano o un Timorasso, due autoctoni denoantri da non sottovalutare :-)

  • fabrizio scarpato

    (24 luglio 2010 - 00:50)

    Non saprei se inserire i tortellini alla panna tra il pop. Forse, come ripresa di un prodotto di massa, è più pop il croccantino di foie gras (che non è il magnum, perché è gioco anche un po’ perverso, ma non così trucido come il magnum ). No forse i tortellini sono neoclassici, una riproposizione di un classico, esito di una ricerca: perché in fondo Bottura è un cuoco illuminato, e illuminista, uno che diffonde il lume della ragione nelle tenebre dell’ignoranza. Ricerca e memoria.
    Però, pensavo in bicicletta, tuttii tortellini alla panna dovrebbero avere pari dignità, così come tutte le tartare di tonno: infatti non è il tortellino in discussione, ma la proposta passiva di un piatto, la standardizzazione, la degenerazione in piatto semplicistico e spesso tirato via.
    Tanti avranno fatto tortellini alla panna decorosi e semplici, così come semplici e complessi sono quelli di Bottura, infinitamente semplici e complessi, multidirezionali, nel senso della memoria, della qualità, della tecnica, del rispetto, della scoperta, della provocazione….
    Ma c’è qualcosa che rende i tortellini di Bottura, come le sue lasagne o le tagliatelle, per esempio, diversi da tutti gli altri, speciali, un qualcosa di strano, non definibile nè catalogabile: esprimono la gioia del cuoco. Bottura è felice dei suoi tortellini, felice come un bambino. Lo vedi e per fortuna lo senti, quando assaggi, rubacchiando qualche pagliuzza di quella felicità.

  • gp

    (24 luglio 2010 - 11:45)

    infatti è arte, senz’altro: che differenza, infatti, c’è tra questi tortellini e quelli che ci facciamo (vi fate) (si fanno) a casa nostra (vostra) (loro)? l’averlo proposto NON come “ricetta” bensì come “a proposito di una ricetta”.

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