I venerdì dell’Aglianico del Vulture: la degustazione di Terre degli Svevi con Ais Potenza

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Eugenio Tropeano e Andrea Lonardi

di Iranna De Meo

Protagonista dei venerdì del vino l’Aglianico del Vulture. Al via il primo appuntamento con il mondo dell’enologia lucana e con le migliori etichette premiate con i cinque grappoli dalla guida “Duemilavini” edita dall’Associazione italiana sommeliers (Ais). Quattro serate per degustare vini pluripremiati. Ad organizzare l’evento, articolato in quattro  l’Ais di Basilicata con l’iniziativa “I 5 grappoli della Basilicata 2011”. Prima serata con i vini di Terra degli Svevi: dalla verticale di Re Manfredi rosso (annate 1999, 2005 e 2007) al Serpara 2006, con un omaggio al Re Manfredi bianco al rosè annate 2010. Una quarantina tra associati e appassionati del mondo enologico che si sono dati appuntamento al Grande Albergo. A introdurre l’iniziativa è stato Aldo Corrado, delegato Ais di Potenza e consigliere nazionale dell’associazione. La storia dell’azienda, l’evoluzione dei vini e la filosofia della cantina sono stati illustrati da Andrea Lonardi che da un anno è l’enologo della cantina di proprietà del Gruppo italiano vini (Giv) che conta una produzione di 77 milioni di bottiglie all’anno. Vini che comunicano il territorio.

“Più elegante e nobile, ruffiano, dal carattere nordico”: l’ha descritto così Lonardi il Re Manfredi bianco che da una degustazione olfattiva assomiglia a un vino dell’Alto Adige, ma in bocca poi si presenta setoso, denso e strutturato”. A guidare la degustazione tecnica è stato Eugenio Tropeano, “un vino accattivante di un giallo paglierino che al naso svela con immediata intensità sentori aromatici, di ginestra e composta di frutta gialla, poi fiori d’agrumi e fondo minerale. Di buona struttura al palato, bella salivazione e corredo acidità”. Di gran moda vino rosato, a sfida? Con il miglior uve farò il rosato. Tecnica salasso. Uve raccolte a macchina. 100 ettari.

Un momento della degustazione

2010: Re Manfredi rosso: dal 1999, annata quasi introvabile  2005, 2007. “Questo è un vitogno partcoloare – ha speigato Lonardi. Il consumatore che paproccia pe rl aprima volta la’glianico lo troa un vino ntrignte, difficilegrande differenza nelle annate, caratterizzate da temperature medimanete calde. L’obiettovo è di passare da uno stile ossifdativo a uno di freschezza. Dal 2007, caratterizzato da nore di liquirizia, di cioccolata, di frutta matura rossa, al 2005 caraterizzato d anorte di calcare, meno setoso, non grande struttura e densità, al 1999″

Appuntamento al Grande albergo per i soci e non a partire dalle ore 20 (consigliabile la prenotazione).   è il tema dell’iniziativa articolata in quattro serate. A tavola con i produttori per apprezzare i vini che hanno ottenuto i cinque grappoli, il riconoscimento conferito dalla guida “Duemilavini” edita dall’Ais. A guidare nel mondo del vino sarà Eugenio Tropeano, degustatore ufficiale Ais. Un’occasione per apprezzare il nettare di Bacco al di là dell’etichetta. I produttori, infatti, racconteranno il lavoro in vigna, le tecniche di produzione e lo stile aziendale. “L’iniziativa – ha detto Aldo Corrado, delegato Ais di Potenza,  consigliere nazionale dell’associazione e responsabile nazionale delle eccellenze agroalimentari italiane – ha lo scopo di far  apprezzare agli associati e agli appassionati dei vini, quelle che sono le realtà vitivinicole lucane premiate per il 2011 dalla guida Duemilavini. L’obiettivo è di valorizzare il territorio e le sue produzioni, avvicinando i produttori ai  consumatori”. “Si tratta – ha aggiunto il presidente regionale dell’associazione, Vito D’angelo – del primo di una serie di iniziative che vogliamo organizzare per dare visibilità non solo all’Aglianico del Vulture, ma anche alle altre Doc. Intanto continuiamo il nostro lavoro sul territorio con la formazione grazie ai corsi di sommelier”.

Una panoramica della sala

Semplice il format scelto per le serate “divine”: una degustazione  tecnica e l’incontro con i produttori. Prima serata con il Serpara 2006, etichetta prodotta da Terre degli Svevi di Venosa, realtà del Gruppo italiano vini (Giv). “Intensità granato con corona più tenue. Lineamenti olfattivi sempre raffinati ed eleganti, nitidi e scolpiti che raccontano fragranze di rosmarino, bacche di rosa canina, erbe amare, piccoli frutti neri e cenni boisè. Consigliato con coniglio farcito con olive nere e spezie”: questa la recensione del Serpara contenuta nella guida. Per l’occasione l’azienda farà degustare anche il Re Manfredi rosso con una verticale delle annate 2007, 2005 e 1999. All’incontro sarà presente Andrea Lonardi, enologo che da qualche anno segue la cantina. Prossimi appuntamenti il 4 marzo con Il Sigillo di Cantine del notaio, il 18 con il Carato Venusio della Cantina di Venosa e  il 1 aprile con Titolo di Elena Fucci. Il vino come momento di incontro, di convivialità, di esperienze a confronto, di marketing territoriale e  conoscenza vitivinicola.