I veri sapori di Napoli in una giornata

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di Marina Alaimo

Napoli, Piazza del Plebiscito

Una giornata particolare, a piedi: per scoprire pizza, caffé, trattorie, mercati e vino di città
La cucina napoletana ha origini molto antiche e si è sviluppata, articolata ed arricchita nel corso di circa 2500 anni, attraverso i quali si sono succedute varie e lunghissime dominazioni straniere, quindi ha assorbito influenze culturali di vario genere, principalmente greche, francesi e spagnole. E’ molto varia e ricca, dai piatti di mare a quelli dell’orto e delle carni, dalle ricette sontuose ed elaborate destinate alla nobiltà che ha vissuto i fasti di una capitale, a quelle povere di un popolo molto ingegnoso ed esperto nell’arte di arrangiarsi, la pasticceria è ricchissima, per non parlare poi dell’arte della pizza, che solo qui è un mondo a parte.
Quello che vi propongo è un itinerario di un giorno a piedi nel gusto tra i bar, ristoranti, pizzerie e trattorie di Napoli, dove è ancora possibile trovare una cucina partenopea autentica, ben salda alle tradizioni e dove si può cogliere lo spirito vivace e fortemente creativo dei napoletani.

La sala interna del Gambrinus

Ovviamente si comincia con un buon caffè. I bar napoletani vantano in Italia, e forse nel mondo, il record di vendite di questa bevanda che da noi assume grandi significati, come quello di coccolarsi in più momenti della giornata o il pretesto per scambiare due chiacchiere con un amico, o semplicemente con il barista, i napoletani sono molto socievoli e loquaci, quindi chiacchiere e caffè sono amici inseparabili. Il Gran Caffè Gambrinus, in piazza del Plebiscito, è molto più di un bar, è un caffè storico, nasce nel 1850, contiene una piccola galleria d’arte con quadri di Caprile, Volpe, Postiglione, Irolli, Casciaro e tanti altri, è un gioiello di arte e bellezza, qui si sono consumate molte pagine di storia di re, regine, personaggi della politica, ma soprattutto della cultura napoletana, scrittori, poeti e musicisti attratti dalla bellezza di questa zona della città e dal vicino Teatro San Carlo. Il Gambrinus vanta il pregio di esser stato il luogo dove D’Annunzio scrisse, quasi per gioco, la famosa canzone A’ Vucchella. Offre un’ampia scelta di pasticceria napoletana e tra i dolci da provare c’è il Vesuvio, di propria invenzione, ha appunto la forma di un vulcano fatto con la sfoglia della sfogliatella riccia ed il ripieno della pastiera napoletana, da solo equivale ad un pasto completo.

Pizzette, timballini di pasta o di melanzane, frittate, crocché, arancini, mozzarelle in carrozza, calzoni ripieni, gattoncini, parigine, sfogliatelle con verdure, primi e secondi di carne: il fantastico banco salato di Luise

Per la sosta pranzo, rapido e veloce come da secoli si usa qui, avete l’imbarazzo della scelta. Ecco alcune soluzioni
Proseguendo per via Roma al numero 269 c’è la gastronomia Luise, dove è possibile degustare la rosticceria e friggitoria napoletana, testimonianza del culto radicatissimo del cibo da strada, panzarotti, pall’ e’ riso, frittatine di pasta, zeppole, mozzarella in carrozza, e chi più ne ha più ne metta.

Antonio Tubelli

Tra i luoghi tradizionali del cibo da strada, da non perdere assolutamente Timpani e Tempura, in vico Delle Querce 17 tel. 0815512280, reso dal proprietario Antonio Tubelli un tempio di quest’arte golosa.
In una piccola rientranza di via Roma, in piazzetta Matilde Serao 37 c’è la trattoria La Chiacchierata, aperta solo a pranzo, il venerdì anche a cena, che offre un’ampia scelta di piatti tipici della tradizione napoletana, polpo alla luciana, peperoni imbottiti, polpo all’insalata, salcicce e friarielli, gateau di patate, timballo di maccheroni, pasta e ceci, pasta e patate, ed i prezzi sono contenuti. Sempre nelle vicinanze c’è il ristorante e pizzeria Ciro a Santa Brigida, più raffinato, anche qui la cucina è tradizionale, con particolare tendenza ai piatti i mare, la pizza è buonissima.

il bar Augustus

Altra fermata di gusto da fare in via Roma n° 269 è il bar Augustus, veramente non solo bar, ma anche pasticceria e gastronomia ed è dotato di un banco formaggi molto fornito ed irresistibile, ad ora di pranzo prepara alcuni piatti caldi oltre ai tanti piatti di formaggi e salumi.

il mercato della Pignasecca

Prima però spenderete la mattinata nello straordinario mercato della Pignasecca dove esistono ancora tante botteghe, pizzerie, friggitorie e trattorie di autentica tradizione culinaria popolare partenopea, luoghi divertenti e piacevoli dove il tempo sembra essersi fermato. Troverete di tutto di più e le ore della mattina passeranno in un minuto.

Tripperia e Trattoria Le Zendraglie

A chi piace una sosta va fatta alla Tripperia e Trattoria Le Zendraglie in via Pignasecca n° 14, qui dagli anni 60 si preparano le tipiche zuppa di carne cotta, zuppa alla marescialla, soffritto, stenteniell’ al forno con patate, ed i vari tagli poveri della carne, i così detti 4/5 preparati a mestiere, interiora di bue ed agnello, scarti del maiale cucinati con antica sapienza di chi ha dovuto sempre arrangiarsi, o’ per’ e o’ musso, a’ centopell’, a’ pariat’, venduti anche da asporto o in cartocci da consumare passeggiando, come si usa spesso da questa parti; si può consumare anche al tavolo, il locale è piccolo e popolare, pulito come uno specchio.
E la pizza? Ecco alcune soluzioni. Sempre in via Pignasecca c’è la piacevolissima Pizzeria Al 22, tipica pizzeria popolare, dove la pizza spesso è accompagnata dal fritto alla napoletana.
Altre pizzerie tipiche in città che voglio citare sonoLombardi in via Tribunali n° 32, vicino alla bellissima chiesa di Santa Chiara, nel cuore del centro storico della Napoli greco-romana, e, sempre in zona la pizzeria Sorbillo in via Tribunali n° 32, molto caratteristica, come l’intera zona in cui è ubicata, è abbastanza vicina alla chiesa di San Lorenzo, vero gioiello di architettura gotica, da visitare assolutamente insieme agli scavi posti proprio sotto la chiesa, dove è possibile avere una visione concreta della struttura della città greco-romana di Partenope.
Ritornando ai luoghi popolari val la pena una mangiata alla trattoria A’ Figlia do’ Marenare, in via Foria n° 180., famosa per la zuppa di cozze nella quale troverete anche qualche ranfa di polpo, sconcigli ed altri piccoli frutti di mare poveri, accompagnati da friselle da inzuppare nel brodetto. Si trova nelle vicinanze dell’antico Orto Botanico, che vale assolutamente la pena visitare e dove potrete trascorrere il pomeriggio, magari con un salto allo splendido Museo Archeologico.

Pescheria Mattiucci

La serata può iniziare con un aperitivo con crudo di pesce e vino bianco da Mattiucci in vicolo Belledonne a Chjaia, appartenente ad una vecchia famiglia di ostricari napoletani, dove da qualche anno si preparano piatti di pesce e frutti di mare sia crudi che cotti, che variano in base al pescato del giorno, da degustare su piccoli snack osservando con quanta arte e maestria i pescivendoli dispongono la propria merce sul banco e servono i clienti.

Marina con Salvatore Varriale da Rosiello

Dopo tanti sapori e camminare, ci spostiamo nella Napoli magica, stavolta in taxi, molto economici in città, cioé nella bella e raffinata Posillipo, proprio di fronte Capri, per vivere una serata romantica o semplicemente tranquilla da Rosiello, in via Santo Strato n° 10. Un tempio sacro della cucina posillipina, rigorosamente tradizionale, fondato nel 1933 da Gelsomina Rosiello, inizialmente era una piccola trattoria con tavoli all’aperto posti sotto un pergolato di glicine ancora esistente, dai quali si gode una veduta sul golfo di Napoli mozzafiato, è un piccolo paradiso, qui Gelsomina preparava piatti con i prodotti del proprio orto, la famosa minestra maritata con scarola, broccoli, borragine, scarolella, verza e vari tagli di carne di maiale e di manzo cotti in brodo, oppure la zuppa di ciurilli, con piccole zucchine con i propri fiori e germogli; le famose linguine al polpo in bianco, il tianiello al ragù napoletano, con braciola, cotica, tracchiolella, salsiccia e gallinella di maiale, genovese di carne con la quale condire gli ziti spezzati e tanti, tanti piatti ancora oggi presenti in carta.
Attualmente il ristorante è di Salvatore Varriale, che lo ha reso molto più di una trattoria, è un locale elegante, di cucina raffinata, ma di impostazione rigorosamente tradizionale, ha ampliato l’offerta dei piatti di mare, preparati esclusivamente con il pescato di Marechiaro, ricciole, cernie, corvine, saraghi, dentici, ranci felloni. Da qualche anno è un piccolo ed appassionato produttore di vini tipici di questa zona, con uve autoctone quali falanghina, fiano di Posillipo, uva rosa, cacamosca, sanguinella e per’ e’ palumm’ la cui vinificazione è seguita dal bravo Maurizio De Simone. E’ stato tra i protagonisti delle Piccole Vigne il 28 agosto a Castelvenere.

Napoli, panorama notturno

E allora, saluti da Napoli ai cari lettori di questo sito. E un invito a tornare per scoprire ancora tante altre cose nella nostra bellissima città.