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I vitigni dell’Appennino Campano. Nasce l’osservatorio

27 febbraio 2008


“ALLE RADICI DEL VINO: L’OSSERVATORIO DELL’APPENNINO MERIDIONALE AVVIA I MONITORAGGI TERRITORIALI.
Con i lavori d’insediamento del Comitato Tecnico Scientifico, coordinati da Alberto Caronte dell’Assessorato Agricoltura e Attività Produttive della Regione Campania, il progetto “Alle radici del vino: i crus dell’Appennino campano” è entrato in fase attuativa con il diretto coinvolgimento della produzione enologica di qualità espressa nei territori interni superiori ai 500 mt. di altitudine, in quelli svantaggiati per eccesso di acclività e caratteristiche oropedografiche, delle aree terrazzate e delle isole. Il progetto, ideato da Raffaele Beato per conto dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale, ha trovato apprezzamenti e sostegno da parte del mondo accademico e dei rappresentanti dell’intera filiera produttiva impegnata nel mondo del vino, costituendo l’elemento catalizzatore del più ampio programma di sviluppo del marketing territoriale della collina interna e delle zone montane della Campania già a cura dello stesso Osservatorio.
Peraltro, il coinvolgimento,di numerosi esperti dei territori vocati o di nuova viticoltura, consentirà di disporre di un ampio monitoraggio dei vigneti e degli enopoli impegnati nella produzione di vini autoctoni ottenuti da antichi cloni e di quelli che, alle caratteristiche qualitative già imposte dai rigorosi disciplinari, aggiungeranno le decisive certificazioni del Centro di Competenza agroalimentare dell’Università degli Studi di Salerno oltre che l’autorevole garanzia delle selezioni sensoriali curate dagli Enotecnici Italiani.
In una fase acuta della domanda di sicurezza alimentare la nuova iniziativa produce ampie garanzie scientifiche documentando, non solo tutti i requisiti organolettici dei nuovi “crus” della Campania ma eliminando ogni dubbio sulla sanità ambientale dei vigneti producendo certificazioni relative alla presenza di metalli pesanti nel vino e nelle vigne.
Siamo in presenza di un atteggiamento di svolta rigorosa nel rapporto produzione-consumo con l’obiettivo di consolidare e accrescere la forza della vitivinicoltura campana sul mercato interno e internazionale, non trascurando il peso notevole che “il vino del territorio” ricopre quale ambasciatore di piccole comunità appenniniche che si aprono ai nuovi flussi del turismo rurale. Sul progetto si è registrata, fin dalla fase dell’originario protocollo d’intesa, la convergenza e il sostegno dell’Unione Nazionale Comunità Montane, del Centro di Competenza Agroalimentari dell’Università degli Studi di Salerno e degli Enologi ed Enotecnici Italiani. La stessa Regione Basilicata ha aderito al progetto apprestandosi ad avviare i monitoraggi sull’Appennino lucano.
Alla inconsistenza di campagne d’immagine di dubbia efficacia, ancora una volta si parte dal vino per privilegiare forme di garanzie concrete e percebili da ampliare all’intera offerta agroalimentare campana caratterizzata da un’evidente flessione della domanda .
Intanto, già nel corso del Vinitaly 2008,il programma ufficiale della Campania prevede una conferenza di aggiornamento dei primi risultati del monitoraggio territoriale che aprirà la strada ai “crus” della Campania ponendo all’attenzione degli estimatori dei vini di qualità nuove tipologie che affondano le radici nella storia ultramillenaria dei “vini degli Imperatori”.