Identità Golose gossip. Chi c’era e chi non c’era e lei non sa chi sono io: Maffi alla Fiera delle Vanità

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Prosciutti (foto di Daniele Zunica)

dall’inviato a Milano Giancarlo Maffi

Ore 4.30 di lunedì: suona la sveglia nella mia testa. Irrompe Maffi due: non andare capo, fa freddo, c'è la neve e soprattutto c'è un mare di gente che non hai voglia di vedere. Lo ammetto, la voglia è poca, quasi nulla. Ma prevale una sorta di “dovere”, una sensazione strana che ti prende quando hai  un impegno, leggero ma sempre un impegno, con qualcuno ma alla fine soprattutto con te stesso. In auto fino a Firenze Santa Maria Novella poi Frecciarossa, sperando che la neve e il gelo in Emilia non blocchino scambi e binari. Andare a Milano in auto il lunedì mattina è un suicidio. Il messaggio a Caffarri non ha avuto risposta.

Aldo Fiordelli

“Ci vediamo verso l'ora di pranzo”, comunicazione di venerdì'. Caffarri è uno che non ama vedere troppa gente, intorno a lui. Io anche ma reagisco diversamente.  Affronto il problema di petto, in apnea. Qualche ora di immersione con varia umanità. Poi fuggo. Mi aspetta anche Fiordelli, l'aplombista fiorentino. Lui mi piace, i decibel ribassati della sua voce che parla il vero italiano mi piacciono. Gli piacciono tanto anche le auto sportive e tantissimo le gnocche e quindi mi trovo a mio agio. Il Frecciarossa corre, siamo oltre gli Ande, quando arriva un messaggio:” io non vengo maf. Ho la febbre. Sto malissimo e ho 20 centimetri di neve da spalare per uscire di casa”

Stefano Caffarri

Dannazione, Caffarri non viene. Insorge Maffi due: te l'avevo detto che era una giornata no e dovevamo starcene a casa. Peccato, mi ero già mentalmente organizzato il risottino alla zucca dei fratelli Costardi di  Vercelli con il Caf, l'aplombista fiorentino e… so io con chi.

Identità Golose

Sto arrivando a Bologna… quasi quasi scendo e torno indietro. Seduta davanti a me c'è uno stereotipo di donna che detesto: è il modello- sono brutta e me ne vanto-. Maglioncino alla Berny, pantalone di gabardine maschile, tacco zero. Trucco zero. Femminilità zero. La fede? Zero, e te credo. Parla al suo ai-fon, Ultimissima generazione in tono manageriale e impartisce ordini che neanche Hitler ai suoi generali, guardando schifata il mio nokia di emergenza, 28 euri spesi bene.

Moreno Cedroni

Maffi due ha facilmente ragione: parto all'attacco e va in scena l'ultima commedia maffiana: incubo di un’alba in pieno inverno, neanche il da poco compianto Mario Scaccia avrebbe saputo far di meglio: attacco una serie di telefonate, partendo dal mio francese caramellizzato, a Ginevra dove ordino in feroce sequenza: un Patek Philippe da un milione di euro, un Breguet doppio tourbillon da 400.000, l'autista all'aeroporto, e che venga con l'ultima Aston Martin da quattro posti che dobbiamo portar gente, e un girocollino di Tiffany per tal Valentina, escort marocchina ma con passaporto svizzero(mica son scemo). Non ha più chiamato fino a Milano Centrale, l'antipatica.

Piombo in via Gattamelata. Strano, al baracchino della stampa non mi rifiutano il pass. Forse ho azzeccato, girando, nomi e cognomi dall'altra parte: sono del blog Luciano Pignataro mi chiamo Giancarl… mi è rimasto Maffi in gola perché la siura al banco mi ha già infilato il braccialetto, rosa.

Paolo Parisi protagonista

Respirone. Forza Maffi mi dico, ce la puoi fare, qualcuno di simpatico lo incontrerai. Nel salone su in alto, lato lavazza, mi schianto su una seggiola. Il Fiordelli chiacchera con un perfetto sconosciuto e mi fa un cenno di intesa. Il magone sale. Vorrei  avere vent'anni e essere al Cairo, almeno l'adrenalina farebbe il suo dovere. O 17, femmina e essere a Harcore (dice Maffi due). Mi salvano, vedi ad essere pessimista, due facce che mi piacciono. Francesca e Gaetano Verrigni, due BELLE facce. Mi torna al volo, tipico dei gemelli, il buon umore. Presento i Verrigni al Fiordy, dicendogli che la pasta degli abruzzesi è straordinaria, ma solo due o tre formati. Francesca sa che scherzo e sorride larga ma mi mangerebbe crudo, in civet.

Francesca e Gaetano Verrigni

Ormai è partito il trip. Ha preso il soppravvento il Maffi intenibile, gigioneggiante, bastardo e figlio di buona donna. Non mi terrà più nessuno, nemmeno la sconfortante  vista del  Paga-nò vestito a lutto, tristo come non mai. Guarda malissimo il suo socio/caddy Bocchetti, che a me sinceramente pare persona civile, che devia dalla rotta per venire a salutare i corregionali Verrigni e anche il sottoscritto, con franca stretta di mano che ricambio volentieri, pensando: ma quando ti accorgerai, Ale, che il tuo amico Vince, mette la V prima della A?

Il clan degli abruzzesi: Alessandro Bocchetti, Massimo Di Cinzio, Daniele Zunica e Antonio Paolini

Dopo l'ennesimo invito dei Verrigni a visitare spero soprattutto la loro cantina e un assalto di Eggi, me ne vado a zonzo con il  porschista fiorentino. Andiamo da Stabile dice, sala bianca. Presenta l'animella con la birra. Al banco però troviamo un tipo simpatico, l'altissimo Luigi Taglienti, al quale rompo immediatamente i maroni, alzando la manina per contestare il colore, rosso, secondo lui, dei gamberi di Sanremo. Urlo: viola, perdio, senza sapere assolutamente nulla di  quello che sta dicendo. Ormai sono in trance agonistica.

Vizzari con Marina Alaimo e la patron dell'Osteria del Borgo Antico a Gioia del Colle

Stabile è in ritardo. Trascino il fiorentino alla postazione dei Costardi, dove attirato dai profumi della sua terra, non posso che trovare, come l'acqua per le oche, il Vizzari. In prima fila, con quell'aria furba e gaudente che ha da alcuni mesi a questa parte, osserva con aria benevola quei sani ragazzotti di Vercelli. Il riso gira nel pentolazzo, su quella piastra a induzione, che induce pochissimo maledizione. Maledetto Caffarri non ci sei. Ti sarebbero piaciuti quei dieci minuti al tavolo, noi quattro, solo noi quattro, magari a festeggiare una certa cosina, anche se il Krug non c'era. Si torna da Stabile ma non c'è più: l'animella andremo a mangiarcela all'Ora d'Aria di Firenze.

Poi è tutto un tourbillon.

Alberto Cauzzi

Il Cauzzi, con il gruppuscolo extraparlamentare(?) dei suoi, perfino con il gagliardo Gagliardi, meno antipatico dei suoi scritti, vestito con maglione a collo alto e occhialino intrigante. Direi molto Errol Flynn. Figo il Cauzz, niente da dire. Se lo mangiano con gli occhi due hostess ma lui manco se ne accorge. Si dice fiero del suo essere fedele. Non si capisce se alla moglie o a Piergiorgio Parini, ma va bene uguale.

Beppe Tinari del Villa Maiella con Antonello del Pasha di Conversano. Un veloce caffè con loro.

Il food-fotografo sexy Lido Vannucchi, che sarà la mia salvezza per il futuro, si porta in giro lobbisticamente il duo del Serendepico di Lucca.

Gennaro Esposito mi intriga con il suo baccalà in brodo, con un cipollotto lancinante.

Massimo Bottura

Non ce la faccio a entrare in sala da Bottura. Troppa gente, troppo caldo, neanche lo straccio di una sedia. Resto fuori, ma la sensazione è bella e strana: vi è mai successo di restare fuori da uno stadio strapieno? Il brusio della gente, la sensazione del pallone che va in gol. E' quello che si sentiva ieri dal fuori stadio botturiano. Quel video con la mamma di Maximo deve essere stato come un gol da finale di coppa dei campioni. Strana e bella sensazione. Poi Bottura lo ritrovo dagli Spigaroli. Riceve la notizia in diretta dell'attribuzione del premio francese, del resto il maestro Vizzari aveva scritto a luglio che era il numero uno al mondo nel suo famoso pezzo sui 50 ristoranti da non perdere pubblicato sull’Espresso. Fiordelli la spara immediatamente sul suo blog: noi siamo sempre sul pezzo!

Stefano Bonilli

Intorno al tavolino per quattro ci sono 12 persone che s'abbuffano di salumi. La premiata ditta Bonilli&Cortese fra gli altri. A Bonillo faccio i complimenti per i suoi ultimi pezzi da Parigi, proprio belli, conditi da una battuta sul suo “splendido” carattere. Vizzari è su una seggiola, si diverte a far servizio al tavolo Filippo Chiappini Dattilo, dell'Osteria Del Teatro di Piacenza. Gli porto i saluti del Caf. Pare che sia stato il primo ristorante di peso frequentato dall'appuntista di gola.

Marianna Vitale

Arriva Marianna Vitale del ristorante Sud. Mi fa i complimenti: mi hanno detto che lei è simpatico. Ti hanno preso in giro, bimba.  Io sono antipaticissimo quasi a tutti.

Da SONGINO E CARDINALI mangio 3 grammi 3 di una acciuga semplicemente da campionato del mondo. Quelli sono proprio bravi, cavolo.

Notizia bomba: Antonio Paolini scopre il web nel 2011, si dice stanco e chiede la pace senza aver partecipato ad alcuna guerra.

Si va in sala da Romito. Presentato da Francesca Barberini, finalmente una donna che porta in giro mises non facili con estrema nonchalance. Niko, abbastanza timidoso, tiene botta con estrazioni talmente intriganti in un video bellissimo da riempirmi la bocca di saliva. Bravò.

Ci sarebbe un giapponese, a seguire, ma sono stanco. Trascino Fiordelli al banco della birra Moretti. Ultimi incroci. Errol Flynn in compagnia della coppia Cremona, senza Medoc, il cane di casa.

Luigi Cremona con Medoc

Per la terza volta mi tocca vedere un blogger di Pesaro. Ho dei pruriti alle mani.

Decidiamo di prendere il Frecciarossa delle 17.15, anticipando di un'ora. Casi della vita: è l'unico che va a Salerno.

Jessica Adami

Identità golose è finita, per me. Esperienza interessante e caravanserraglio pauroso, allo stesso tempo.

Non ho visto l'occhialino della Cozzella e nemmeno il leggerissimo incedere della Fadda. Di Fiammetta mi sarebbe piaciuto cogliere qualche sguardo delicatamente truce su alcune calzature viste girare, più simili a trampoli, ai piedi di donzelle che la classe non la impareranno mai.
E poi mancava la grande Clara Barra:-(

La bravissima Elisa Zanotti, ufficio stampa IG

Un ringraziamento, multiplo, a Paolo Marchi. Ho approfittato pochissimo della sua ospitalità, io, e il suo abbigliamento ultimamente mi pare più consono, e non è poca cosa.

E ora un po’ di musica

36 commenti

  • fabrizio scarpato

    (2 febbraio 2011 - 10:00)

    Stordito da tanta mattanza di mattina presto (?), ma non abbastanza per non apprezzare il sottile enjambement della foto di Parini didascalizzata Cauzzi: fusione a caldo.

  • Antonio Scuteri

    (2 febbraio 2011 - 10:29)

    Fabrizio, non è un errore: Alberto è talmente “innamorato” di Piergiorgio che si è rivolto a un chirurgo plastico per diventare uguale a lui. Un po’ come Michael Jackson con Diana Ross :-D

  • carmine

    (2 febbraio 2011 - 10:39)

    accidenti Maffi, uno pieno di energia vitale in un mondo di vita e di cose belle…. lasciamo da parte un attimo l’universo al femminile …senza alcuna offesa

  • marco contursi

    (2 febbraio 2011 - 10:40)

    tre cose:una vaga somiglianza tra il Vizzari della foto e il Berlusca-inquietante la magrezza di Cremona-di incredibile luminosità il sorriso della Vitale.

    • Enzo Vizzari

      (2 febbraio 2011 - 11:41)

      Ho appena chiamato Ghedini: si aspetti una querela.

      • vignadelmar

        (2 febbraio 2011 - 12:20)

        Per lavare l’offesa di tale somiglianza io penso non sia sufficente l’affrontarsi in un’aula di tribunale. Stendhal per molto meno avrebbe organizzato un duello all’alba, io opterei per un duello enogastronomico in un tristellato, chi mangia e beve meno poi paga per tutti e due……lo rovino !!!!
        :-)

        Ciao

        • marco contursi

          (2 febbraio 2011 - 21:26)

          grande idea……..non temo confronti a tavola come capienza di stomaci ed è forse l’unica occasione per mangiare gratis in un tristellato.IO CI STO :-)

  • Alessandro Bocchetti

    (2 febbraio 2011 - 10:55)

    Giancarlo bel pezzo, divertente e scanzonato, anche un pizzico amaro e malinconico… Solo due piccole delusioni personali: non sono mai stato caddy (per giocare a golf non occorre essere cretini, ma aiuta molto) di nessuno, figurati di Vincenzo e mi dispiace che hai trasformato un bacio tra amici, in una fiera stretta di mano fra rivali ;-)
    PS mai curato delle firme… Sarà che sono ricco di mio :-P
    Ciao A

    • fabrizio scarpato

      (2 febbraio 2011 - 11:04)

      Non toccatemi il golf.

    • giancarlo maffi

      (2 febbraio 2011 - 15:55)

      “sarà che sono ricco di mio”. anche paga-nò è ricco, di TUO :-)

      • Alessandro Bocchetti

        (2 febbraio 2011 - 16:20)

        Dove si mangia in 5 se magna anche in 6, se vede che i conti tornano, da parecchie generazioni ormai… Giancarlo mi va bene tutto, ma non un mondo dove ci si scanna per un tozzo di pane, lo trovo assai poco chic e cosa, ancora più preoccupante, poco interessante! :-D mi ha fatto piacere vederti, come sempre!
        Con immutata amicizia…
        Caio A

        • giancarlo maffi

          (2 febbraio 2011 - 16:47)

          io, credo si veda dai miei occhi che non dissimulano mai , quando ti vedo ho piacere. per il resto, dovresti saperlo ormai,nemmeno i miei cani mangiano un tozzo di pane senza patanegra, quindi rivolgiti altrove.
          con immutata simpatia. come sai l’amicizia è cosa ardua, pero’ si può provare….

          • Alessandro Bocchetti

            (2 febbraio 2011 - 17:03)

            Va bene così!
            Se vieni a sud, ma non troppo, fatti sentire ;-)
            Ciao A

  • Romualdo Scotto di Carlo

    (2 febbraio 2011 - 10:56)

    bella girandola, non c’è che dire… mi sarei molto divertito… ad osservare il Maffi… e poi (lo anticipo…) l’idea di andare in treno mi sembra eccellente ;-)

  • Jessica

    (2 febbraio 2011 - 11:26)

    Quì tra tutte le foto, compresa la mia, il meglio è Medoc… Bellissimo!!! ;)

  • giulia

    (2 febbraio 2011 - 12:02)

    Maffiiiiii ma sei dimagrito 100 kg? di te neanche l ‘ombra.. sono ofondamente offesa:)))

  • Stefano Caffarri

    (2 febbraio 2011 - 13:28)

    Depurato dell’alluvionale egotrofismo dell’Autore, l’articolo mette in luce ai miei occhi brasati dalla febbre due quesiti, ai quali peraltro non so dare risposta.

    1. a cosa serve una manifestazione come IG al mondo della ristorazione? il saldo tra dare ed avere fa numeri neri, in qualche modo, oppure si tratta di un mero prodotto commerciale che porta vantaggi quasi esclusivi agli organizzatori come i sette ottavi delle fiere/manifestazioni/esposizioni/meeting/convegni a cui per mia sfortuna contrattuale sono costretto a partecipare?

    2. a cosa serve partecipare? oltre alla gozzoviglia di cui il torrenziale Maffi ci dà conto, si tratta di uno sconsolato esserci-per-esserci oppure IG è veramente un incontro ad alto valore aggiunto?

    Qualche risposta in topic da parte dei partecipanti – io non c’ero – da qui in giù potrebbe rimettere un po’ di valore dentro le fatiche letterarie del nostro Pigmalione, e rendere onore alla sua abnegazione al di là dei frizzi & lazzi.

    PS.: lo so che è un commento antipatizzante, ma non si può sparare sulla crocerossa: sono invalidato dalla pandemia influenzale, e quindi ho il permessino dell’ASL ad essere momentaneamente stronzo. :)

    • giulia marruccelli

      (2 febbraio 2011 - 14:44)

      “io non c’ero”: è questa la vera trasgressione!!!!

      • Luciano Pignataro

        (2 febbraio 2011 - 16:16)

        :-)

    • Alessandro Bocchetti

      (2 febbraio 2011 - 16:40)

      Stefano, non capisco… A qualcuno verrebbe in mente di chiederai se serva il congresso della società italiana di chirurgia, o quello degli scaccofili italiani, o il raduno della società italiana terrier, o la festa di Rimini di CL… Identità golose è semplicemente questo: il congresso della cucina italiana… Oramai istituzionale come via solferino o come un a cena dal pescatore… Il salotto buono della cucina italiana, come gli uffici di via dei melodrammatici. Quelli che non hanno senso sono i millanta festival e congressini local che falcidiano lo stivale, per pochi euri nelle tasche di amici degli amici… iG al momento è un dato di fatto, ai voglia noi ad affaticarsi a decidere se “mi si nota di più se non ci vado, o se vado e resto in disparte” :-D
      Ciao A

      • Stefano Caffarri

        (2 febbraio 2011 - 18:09)

        beh, a me viene in mente sì: di chiedermi se l’immane montagna di denaro che costa il motorshow serve. O il vinitaly. La prima assai più vicina a IG per il suo tratto di intrattenimento, la seconda più fiera-pura.
        mi faccio la domanda perchè è sempre la stessa gente attorno agli stessi tavoli. E – giusto per rispondere anche a Giulia – mica metto in dubbio il lavoro duro il sudore l’impegno eccetera, ma questo è un prerequisito. Pensa, anche io tutti i giorni sudo lavoro e mi impegno tutto il gionro.

        Invece è interessante l’altra notazione: ragazzi che vengono per imparare. in linea di massima già questo risponderebbe ai miei dubbi.

        • Alessandro Bocchetti

          (2 febbraio 2011 - 18:30)

          Ragazzi e, non, che vengono per imparare, ecco il senso dei congressi… IG non è un motorhow come la fiera di Rimini, o una fiera come il salone del gusto… Ma un congresso appunto… La parte interessante è quella che avviene nelle sale, poco frequentate da quanti vogliono farsi vedere e passeggiare nella piazza tra un caffè cattivo e una birretta fresca… A questo giro, purtroppo, erano tantissimi i perenni annoiati e brontoloni… Ma questo non è un problema di IG ma del nostro piccolo mondo ;-)
          Ciao A

  • Virginia

    (2 febbraio 2011 - 14:05)

    che spasso Maffi!! è l’unico pezzo tra le decine di report su IG più o meno clonati che si trovano in giro per il web che non invita al letargo!

    • vignadelmar

      (2 febbraio 2011 - 14:17)

      C’è un tempo per l’impegno e c’è un tempo per lo svago o impegno semi serio che dir si voglia. I pezzi di Maffi hanno tutti la steffa cifra stilistica: sono ironici, auto ironici con tratti di velata malinconia, pur sempre a tema.
      .
      Ciao

      • giancarlo maffi

        (2 febbraio 2011 - 16:49)

        quanto vi devo, a voi due? posso pagare in rubli?

        • vignadelmar

          (2 febbraio 2011 - 16:54)

          Pagamento in buone bottiglie di champagne, prego.

          ;-)

        • tumbiolo

          (2 febbraio 2011 - 18:04)

          Scusa, vuoi pagare in ruby?

  • giulia

    (2 febbraio 2011 - 14:18)

    A Stefano, io ci sono stata, da qualche anno ormai, certo, come dici tu, l’aspetto più evidente è il lusso, o la gozzoviglia come la chiami tu, ti dico intanto, che i produttori di vino e food hanno in generale un riscontro molto positivo in business con la loro cleientela : enoteche, ristoratori, privati, negozi gourmet etc
    le quantità offerta in degustazione libera sono sempre più parche, si tratta di una manifestazione decisamente specializzata, dove la stampa trova massicce dosi di aggiornamento formale e sostanziale circa il mpndo dell’alta cucina da riferire ai lettori.

    tranne i casi noti, ho visto poca autorefenzialità, molti giovani chef, tanta concretezza e consapevolezza di dover ritornare con i piedi per terra, il che nn significa necessariamente ritorno alla cucina della mamma, sic et simpliciter, ma esprime capacità di studiare il passato, la tradizione, grande conoscenza dei prodotti poveri e di eccellenza dei propri territori da utilizzare nei propri ristoranti

    Ig serve tanto anche alla scuola , l auditorium per tre giornii è stato affollato da ragazzi de scuole alberghiere anche del sud venuti per capire, imparare , magari trovare un opportunità,

    quanto agli organizzatori, come per legge di mercato è certo che devono far quadrae i conti, ma testimonio con i miei occhi la fatica, la passione, la voglia di condivisione che tutto lo staff di IG mette dodici mesi all’anno nel proprio lavoro, il congresso è il momento finale di un alavoro della guida che dura un anno: una guida che non da punteggi, ma racconta, guarda all’aspetto umano e alla storia personale dello chef e del territorio che lo circonda, in questo si potrebbe assimilare alla filosofia slow, in guida non ci sono solo gli stellati, ma anche piccoli locali di tradizione con menù da 20 e 25 euro. quest’ anno si è parlato di pizza, quella di Gino Sorbillo nel centro storico di Napoli. L’anno prossime se ne parlerà ancora, si torna anche al cibo “di strada” accessibile a tutti, autentico e senza fronzoli. Ps. Mandami un fax con il permesso della ASL! Rimettiti:) Giulia

  • giulia

    (2 febbraio 2011 - 15:01)

    Virginia, io ho trotterellato da una sala all altra altro che letargo:) lì ci vorrei andare adesso? ma hai letto il pezzo su Er Colonna?

  • rob78

    (2 febbraio 2011 - 16:01)

    Non so se avrei fatto parte dei virtualmente simpatici o antipatici, ma anche stavolta non ci siamo incrociati per poco. Ero accanto al Cauzz-Parin (nuova figura mitologica del gastro-web) mentre davi forfait al telefono domenica mattina :)
    P.S. I prosciutti Dall’Ava sarebbero già un buon motivo per andare a IG

    • leo

      (2 febbraio 2011 - 17:07)

      Sul Dok Dall’Ava quoto Rob ! ma ormai sono partigiano dei friulani.. :-))

  • eggi

    (3 febbraio 2011 - 08:03)

    mettete a dieta Maffi.

  • giancarlo maffi

    (3 febbraio 2011 - 08:26)

    metto qui i video che aldo fiordelli ha postato sul suo blog e che riguardano ROMITO e i COSTARDI . interessanti.
    è arrivato tardi, ma è tutto un problema di differenza di cilindrate e cavalli :-)

    @eggi: senti chi parla :-)

    http://consumazioneobbligatoria.blogspot.com/

  • lido

    (3 febbraio 2011 - 12:39)

    Giancarlo Grazie per il Sexy, lo sapevo di esserlo ma non ne ero convinto hahhahhhh…………..
    Grande Giancarlo saro il bastone della tua maturità.
    Ciao Lido

  • alberto cauzzi

    (3 febbraio 2011 - 14:18)

    Uè … ho capito che Maffi e Scuteri stanno tentando in tutti i modi di accaparrarsi un posto a Zelig ma non c’è nulla da fare, i casting li hanno chiusi a Settembre scorso. Prego mettersi in fila per la prossima edizione.

    P.S. Un sentito ringraziamento al Giancarlone nostro, anche perchè la mia foto originale non mi avrebbe fatto fare una così bella figura come questa. E’ lo stesso motivo per cui il Maffi non si vede mai de visu ! :-)

    Un abbraccione a tutti, complimenti per il bellissimo post, originale e divertente

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