Polemiche e punti di vista

Identità Golose, irruzione di Striscia la Notizia con Rocco Iannone

6 febbraio 2010

Max Laudadio con Rocco Iannone (Foto Giulia Cannada Bartoli)

Ricci show: lo chef, non invitato, protesta regalando a Paolo Marchi due pezzi di sapone. Laudadio esibisce l’inesistente decreto anti-additivi

Terminata da poco la grande esibizione di Salvatore Tassa, chef ciociaro re della terra e della semplicità: ancora in auditorium, si sentono delle grida dalla lounge centrale. E’ arrivata Striscia con lo chef campano Rocco Iannone.

Rocco Iannone di fronte a Paolo Marchi (foto Giulia Cannada Bartoli)

Lo scopo è chiaro, guadagnare un’altra puntata senza diritto di replica, l’ennesima sputtanata a tutta l’alta cucina italiana. Inizia un’intervista attacco a Paolo Marchialla maniera di Striscia, i toni sono alti, si accusa la cucina italiana di essere la cucina degli additivi, mostrando un ordinanza che vieterebbe l’uso degli additivi , si polemizza dicendo che gli chef italiani sono bravi solo a seguire le mode di altri paesi. Iannone porge a Paolo Marchi due pezzi di sapone, chiara l’allegoria.
Paolo Marchi replica duramente all’attacco, Identità Golose non è una vetrina, è il congresso della cucina italiana seria, di territorio, che fa squadra senza veleni e protagonismi. Per questo ho inventato questo IG , per dimostrare che non è sempre vero che gli italiani non sanno fare squadra e sono bravi solo a parlare male di tutti.

Enzo Vizzari, da me intervistato, resta sorpreso: “si tratta – dice – di esibizionismo nei posti sbagliati se si vuole discutere di cucina che lo si faccia seriamente nelle sedi appropriate, la cucina deve essere buona e sana, punto, basta che non ci siano elementi dannosi per la salute, tutto il resto è sterile polemica”.

Chiusa la sceneggiata, il sipario si è alzato sulla grande perfomance di Alain Ducasse e Frank Cerruti, una risposta concreta sulla natura della grande cucina: due piatti da vent’anni in carta, verdure semplici e colorate in un piatto che appare come una natura “viva” e insalata di mare in versione calda, niente di rivisitato o aggiunto, anzi, pesci e crostacei freschi di prima scelta.

Giulia Cannada Bartoli

L'ennesimo sputtanamento serale è pronto. Laudadio toglie il microfono a Marchi e chiude (Foto di Giulia Cannada Bartoli)

Rocco ormai è una sorta di Clemente Mastella dei maccheroni e del pesce fresco. Capace cioé di stare con estrema disinvoltura e destra come a manca dimostrando, grazie ai sapienti consigli di Enzo Caldarelli, di sapere governare alla grande l’anchilosato e intontito sistema mediatico italiano.

Allora, vediamo un po’: emerge dopo una lunga e oscura gavetta alla grande solo grazie alle guide, quando l’Espresso lo premia come giovane chef emergente dell’anno e la Michelin gli consegna la stella. Precedentemente il Gambero lo aveva osannato quando lavorava al Faro di Capodorso prima della traumatica rottura con i fratelli Ferraro dedicandogli pagina con foto nella Guida e mettendolo in copertina nella rivista.
Ottenuto il massimo possibile da questo versante (difficile che la sua cucina da un po’ tempo ferma possa superare il livello raggiunto), diventa il paladino antisistema proprio delle guide gastronomiche che lo hanno reso famoso, grazie alle rete ammiraglia del presidente del Consiglio. Ossia recita la parte del personaggio libero e antisistema usando quanto di più potente ha il sistema, con cui ha del resto maturato lunga consuetudine ogni estate a Fort Village. Un po’ come si è costruito Sgarbi. Del resto Rocco non aveva altra strada per diventare più famoso di Gennaro Esposito che è molto più bravo di lui e di cui soffre la personalità carismatica o di oscurare la fama di Don Alfonso che lo ha visto nascere e dove si era rifiutato di tornare per non fare il secondo di Ernesto.

Ora ha decisamente sfondato: Vissani e Ricci se lo coccolano e lo proteggono. Il primo perché appartiene alla categoria dei cuochi astiosi verso lo charme esercitato dalla molecolare. Il secondo perché produce show di regime ed è il vero Goebbels di Berlusconi. Così Rocco spiritosamente consegna il sapone a Paolo Marchi e chissà cosa altro nelle prossime settimane per catturare l’attenzione.

Chapeau Rocco, neanche io che ti ho voluto veramente bene avrei saputo consigliarti meglio per fare questa scalata sulla merda in modo così efficace.

Corri solo un rischio: che a un certo punto Ricci&C sentano il bisogno di inventarsi l’anti-Rocco appena cambia un po’ il vento. Oppure, più semplicemente, che esca fuori un altro tema e allora, tu che hai scelto di trasformarti da cuoco in personaggio televisivo correrai il rischio dell’oblio. L’Isola dei Famosi ti aspetta. Ma in fondo a te che importa: ti stai divertendo un mondo e già stai già lavorando al tuo buen retiro a Penta.

Ps: di Laudadio è inutile parlare. Chi si ricorda dell’autista di Goebbels? (l.p.)

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46 Commenti a “Identità Golose, irruzione di Striscia la Notizia con Rocco Iannone”

  1. Antonio Criscuolo scrive:

    In fondo che male c’è? Grazie a Iannone c’è un po’ di vivacità in un ambiente chiuso e conservatore

  2. [...] lo chef(fo) Iannone nella sua interezza, è stata scritta oggi da Luciano Pignataro nel suo blog in occasione dell’irruzione di Striscia la notizia al congresso Identità golose. Iannone, al [...]

  3. Andrea Guolo scrive:

    Come ho scritto anche su Dissapore, Striscia e Iannone stanno combattendo su posizioni sbagliate e che, come ha detto giustamente Marchi, danneggiano l’intera categoria. In particolare mi lascia esterrefatto Iannone, sul quale condivido il giudizio di Luciano Pignataro. A questo punto, se si arriva ad approfittare di un congresso di alta cucina per farsi pubblicità (e non mi venga a dire che ci sono altre, più nobili motivazioni per un’incursione di questo tipo), il mio invito, che estenderò attraverso il sito che dirigo (ilmangione.it), è di non andare più al suo ristorante.

  4. Ristoratore arrabbiato scrive:

    Sig. Pignataro, hai aperto troppo tardi gli occhi. E’ anche colpa tua quello che è successo

    • lunarossa scrive:

      sono d’accordo … hai aperto gli occhi troppo tardi
      sono 3 anni che non sono più andata al suo ristorante
      ( dopo anni di frequenza assudua 2-3 volte alla settimana e dove ci siamo anche conosciuti e scambiato opinioni in merito ad altre recensioni poco gradite e fuorvianti grazie ai tuoi collaboratori)
      un pallone gonfiato . e basta

  5. Luciano Luciano scrive:

    Ero indeciso se approvare questo commento anonimo, ma forse dice quello che alcuni hanno detto in questi anni.
    Non sono pentito di aver segnalato e ben recensito Rocco sul sito e sul Mattino: ai giovani va sempre aperta la strada. Il mio errore è aver sottovalutato alcune elucubrazioni che ci fece in una serata in cui stavo con Antonio Paolini
    http://www.lucianopignataro.it/a/cava-de-tirreni-pappacarbone/1299/
    Pensavo fosse uno stato d’animo, non capii che c’era già un progetto politico dietro.
    Fondamentalmente io tendo a dare fiducia per carattere, a volte mi scotto.

  6. la pseudoideologia destrorsa filoberlusconiana sta cercando con la forza di invadere un campo che non le è (e non le sarà) mai proprio: la cultura.
    per me, in questo progetto rientra questa ennesima storia squallida, fatta da uomini squallidi e rivolta a un pubblico squallido: quello di mediaset.

  7. Vignadelmar scrive:

    Caro Luciano, inserisco anche qui il testo scritto su Dissapore. Lo faccio per contribuire a mio modo al dibattito:

    “Io ho deciso.
    Su Iannone e Striscia, dopo questo commento, non scriverò più una sola parola.
    Chi ne parla fa (in)consapevolmente il loro gioco.
    Bisogna comportarsi come si fa con i disturbatori nei blog, nelle rete, bisogna ignorarli e “bannarli” dal nostro orizzonte.”

    Vogliamo ragionarci sopra e/o pensi che io abbia torto?
    Te lo chiedo perchè alcuni dicono che il nostro dovere anche in questo caso sia quello di fare della buona e sana contro informazione. Mi chiedo e ti chiedo se abbia senso farla contro questi individui e contro un simili programma. Tanto più che il loro pubblico anche se ci leggesse non ci capirebbe, parremmo loro come alieni.
    .
    Ciao

    • matteo scrive:

      vignadelmar dovrebbero bannare la tua identità fasulla che si aggira nei vari blog di cucina.
      vontinui a scagliarti contro i fantasmi, quando tu scrivvi le stesse cose in serie dapertutto. A te chi ti paga, perchè uno che fa un copia in colla dei suoi messaggi, non può certo essere un cuoco molecolare!!!
      Guarda è da giorni che dici che non scriverai più nulla sull’argomento e invece continui a scrivere dappertutto. Si coerente e tacci un taglio

    • lunarossa scrive:

      saggia e grandiosa decisione
      il miglior disprezzo è la non curanza
      unico modo per SPEGNERE UN FUOCO che loro vorrebbrero tenere a tutti i costi acceso
      BRAVO.

  8. [...] cronaca, riportata sul sito di  Luciano Pignataro e alcuni commenti su [...]

  9. l'afghano scrive:

    Quando si costruisce uno scandalo che non c’è (e che se anche ci fosse non toccherebbe un ganglio vitale della democrazia o del benessere sociale) in un paese che di scandali veri ne ha tanti, significa che siamo arrivati alla frutta…che non bastano più i topolini che ballano su youtube per distrarre la gente dai problemi quotidiani sempre più pesanti…Tutto il resto, ovvero gli “utili idioti” (in senso storico non di offesa personale), in quanto manovali di un disegno più grande di loro verranno dimenticati presto…

  10. giacomino de santis scrive:

    Qual’è la differenza tra chi viene ricordato e chi viene dimenticato? Tutti siamo idioti perchè balliamo dalla mattina alla sera e niente ci porteremo dietro. Meglio come Iannone che dice quello che pensa e non comequalcuno che fa finta di vivere in un sistema che guarda al futuro senza rendersi conto che alle spalle c’è qualcosa di grosso che l’aspetta, l’eterno riposo che purtroppo a nessuno risparmia

  11. babs scrive:

    mah, ieri ero proprio sulla scena mentre striscia si esibiva nella sua inutile performance. non i pongono il problema di capire quanto ci sia di importante in una simile manifestazione. preferiscono rotolare nel fango che si constuiscono da soli.
    ma noi abbiamo avuto bottura. grande, grandissimo.
    e che tutto il resto vada al diavolo!

  12. tommaso siani scrive:

    Caro Luciano, c’è un livore in quello che scrivi che nasconde altro che a noi, poveri mortali, non è dato capire. Dietro questa storia che ormai va avanti da mesi (troppi, in verità) c’è solo gelosia professionale, frustrazione, bisogno di emergere a tuti i costi, interessi economici, oppure c’è chi, rimestando nel torbido, sta semplicemente facendo i suoi comodi? Non so se Rocco sia l’artefice o il braccio armato di tutto questo. La dietrologia non mi interessa, e nemmeno sopporto lo spirito sanfedista con cui fino ad ora si è affrontato l’argomento. Sono per questo d’accordo con il direttore Vizzari: sedersi intorno d un tavolo e ragionare – a telecamere, microfoni e taccuini spenti – di tutto quanto è accaduto. Trovando insieme un punto di equilibro. Rocco probabilmente esagera ma chi lo attacca in maniera così virulenta e volgare (ti ricordi? questa estate c’era chi addirittura invocava l’invio di qualche camorrista a Cava per zittirlo) non ci fa una bella figura. Ti conosco come persona perbene. E il rancore, credimi, non è un sentimento nobile. Soprattutto per noi giornalisti: a noi si chiede di essere solo imparziali, senza mai diventare faziosi; di tifare senza diventare ultrà: di ragionare e cogliere la verità anche nelle tragedie e drammi umani. Un distacco nobile e difficile dai fatti, per raccontare, alla fine, il senso delle cose. Non voglio darti nè sono in grado di lezioni di deontologia e di vita. Ma credimi, è il tempo di fermarsi e parlare, magari a quattr’occhi, tirandosi qualche vaffà ma, alla fine, continuare a camminare insieme. Oppure lasciarsi per sempre, senza racore.

    • Luciano Luciano scrive:

      Fino a ieri non condividevo Rocco ma lo rispettavo e gli volevo bene anche per i rapporti fortissimi che mi legano a suo fratello, collega dell’Ansa che ha mosso con me i suoi passi più importanti.
      Ma vedere quella foto mi ha fatto vomitare, non è livore ma la delusione che viene dalle persone in cui abbiamo creduto. Ho capito che Rocco ci marcia e che è in malafede oppure che non è più in condizioni di dire no alle pagliacciate.

      • Enzo Vizzari scrive:

        Sono in tutto d’accordo con quest’ultimo intervento di Luciano Pignataro. A questo punto aggiusto il tiro rispetto a quanto dissi di Iannone a marzo: o si è venduto o è impazzito. In ogni caso mi fa molta più pena che rabbia.

        • ottavio marchè scrive:

          Sulla vendita o la pazzia non mi pronuncio: di certo l’urlato, qualunque sia, il gridato, lo strappare la scena per forza non mostra spessore o carattere. Non credo nemmeno che il fatto di usar certi toni, chi quasi maleducati, chi molto più gentili e da telecamera e microfoni, depongono sto granchè ad un mestiere che dovrebbe udir suoni di pentole o anche di nuove tecnologie – seppur più silenziose! Quindi tra i due, iannone e IG, alla fine c’è gran comunanza anche se con stili molto diversi ( ed educati direi nel caso di IG, il chè di sti tempi è già qualche cosa ). Ma del perchè, di quello vero e non di quello patinato, per cui un IG nasce e continua, del vorticoso giro di denari che provoca, sponsor, regioni o nazioni ospiti che sganciano decine di migliaia di euro, di foto e pranzi, interviste e riflettori, timori del dir di no ad una penna ovvero ad un direttore, di questo, nessuno parla mai? Di figure nate e che soppravvivono – incapaci di farlo di loro e solo con il loro lavoro e merito – alla coda di questo o quel giornalista, di questo o quel congresso, mai una riflessione? I nomi grandi , quelli che lo son davvero, di certo si fan conoscere un pò di più, ma altrettanto di certo son capaci, talentati , vivi nel loro lavoro e di quello ci vivono. Chi, al di fuori, si erge a regista, decisore, presetatore, opinionista ed organo di stampa, ci vive pure….alle loro spalle.

          • Luciano Luciano scrive:

            Ottavio, IG è una grande idea e questo spiega il suo successo. Investire non è un delitto quando le cose si fanno alla luce del sole, come pure avere un ritorno.

  13. [...] Identità Golose, irruzione di Striscia la Notizia con Rocco Iannone [...]

  14. tommaso siani scrive:

    L’amicizia è un valore forte, che va al di là delle incomprensioni. Se dici di essere suo amico – o di esserlo stato – tocca a te il primo passo. Soprattutto se pensi e credi che il tuo amico stia sbagliando o facendo qualcosa che può in futuro danneggiarlo. Si può essere in disaccordo su tutto, ma si resta sempre amici. Altrimenti, quello che è stato, non era sincero affetto, ma solo finzione, da entrambe le parti.

  15. ginsex scrive:

    caro luciano sai bene che quello che dice lo chef Iannone non e farina del suo sacco , e manipolato , e mal consigliato , e solo il braccio armato ( a parole x fortuna) di questo folle piano di un astuto
    ARCHITETTO DELLA MAL COMUNICAZIONE E DEL SUO COMPARE CAMPANO ORMAI FUORI DAI GRANDI GIRI DELLA STAMPA GASTRONOMICA ITALIANA .

  16. angelo scrive:

    Più che di Identità golose, si dovrebbe parlare di identità violate. Infatti ad essere stat violata in questa vicenda è la tradizione e l’identità della cucina italiana. La scuola culinaria italiana, si è da sempre contraddistinta x la qualità del prodotto e il continuo richiamo alla tradizione. Non ho mai compreso la necessità di alcuni cuochi italiani di far entrare gli additivi nelle proprie cucine. E’ una tecnica che nasce in Spagna e che come abbiamo visto è destinata a morire da quelle parti. Da cosa nasce il bisogno di innovarsi emulando un’altra scuola di pensiero. Spero davvero in una redenzione di Bottura alla tradizione e il fatto che abbia vinto quel premio con una pietanza a base di sarde, mi fa un enorme piacere.
    Ora messa da parte la chimica, mi auguro che tutti insieme possiamo tornare a fare della buona cucina e ricollocarci sul tetto del mondo, dove ci compete stare, e per questo non servono le alchimie spagnole.

  17. matteo scrive:

    E quello che ci auguriamo un po’ tutti.
    Anch’io all’inizio ero entusista delle invenzioni di Adrià, che non c’è dubbio sono geniali.
    Ma quello che dici è vero, è una scuola che non ci deve appartenere, magari poi la cosa svanirà, come sta accadendo in questo periodo e noi ci troveremo cn un pugno di mosche in mano. Forse è proprio il caso di fare tutti quanti un passo indietro.

  18. kGiuseppe Rizzo scrive:

    aAnche in questo articolo troppa violenza ai danni di Iannone. Ma effettivamente visto che sono i fatti che ccontano la sua teoria è condivisa dlla maggior parte delle persone, mentre Bottura ha fatto una brutta fifigura ieri sera. Non apprezzo i toni alti , nemmeno il fatto che da una foto possa far venire il vomito. Di ssicuro al Forte Village, come tutti sanno, tengono stretto un personaggio del genere, per quale ragione aallora non chiamano Bottura?

  19. marco scrive:

    Bottura ha capito tutto invece, dimostrando di avere una personalità cangiante come la sua cucina. La molecolare è destinata a fallire in Italia, il dietrofront di Bottura è eclatante in questo senso. Non c’è molto da dire a riguardo..invece di affondare con tutta la nave, si butta su quella che passava in direzione opposta. Scusate non per difenedere Iannone, ma l’accostamento Bottura-Mastella, è molto più realistico..non vi pare?
    Come dice Bottura..W la tradizione

  20. omnia vincit audience

  21. lydia capasso scrive:

    Io ero ad identità golose, quello che mi ha colpito è stata l’arroganza, la presunzione, l’invadenza la maleducazione di questa gente.
    Sono napoletana e mi sono davvero vergognata di essere conterranea di questo Iannone.
    Citando Massimo Bottura dico che queste polemiche, io aggiungo inutili oltre che ignoranti, sempre che si possa dare dell’ignorante ad una polemica, non fanno altro che impedire la diffusione della cucina italiana nel mondo

    • Luciano Luciano scrive:

      Ha ragione Lydia
      ma su questo temo dedicherò un post specifico: dalla Munnezza a Striscia, chi ha colpito di più la Campania?

      • lydia capasso scrive:

        Sarò felice di leggerlo

      • Loulou scrive:

        Goebbels..?!? Ci rendiamo conto che l’ambito, per quanto serio possa essere ritenuto
        dagli addetti ai lavori, non è quello più adatto ed opportuno a citazioni di siffatto genere?
        Ohibò gastronauti appassionati ed esperti, fate un passo indietro, non esagerate.

        • Luciano Luciano scrive:

          Sì, il paragone è forzato polemicamente. Ma è fatto in base al principio con cui Goebbels costruì la sua propaganda per Hitller: una menzogna ripetuta mille volte diventa vertità. Proprio come ha fatto Ricci ocn la cucina molecolare

  22. [...] Ulteriori approfondimenti su dissapore e sul blog di Luciano Pignataro [...]

  23. marco scrive:

    Vorrei dire una cosa che sarà di sicuro impopolare!!!Perchè Paolo Marchi e il socio, davanti alle telecamere di Striscia la Notizia, non hanno difeo le loro posizioni e le loro idee, allo stesso modo di come fanno su questi blog. Da mesi si scagliano su tutti coloro che sono contrari agli additivi. Allora perchè non sfruttare un assist come questo, invece di rinnegare quasi tutto il resto?
    Vi prego non nascondetevi dietro la cosa dell’ironia, perchè vi assicuro che così non il dott. Marchi e compagni, co me lo stesso Bottura, non ci hanno fatto roprio una bella figura

  24. tommaso siani scrive:

    Caro Luciano, scusami se approfitto della tua cortesia e del tuo spazio per parlare di ciò che in questo momento sta avvenendo altrove, ed in particolare sul “Papero Giallo” di Bonilli. Scrivo a te, e me ne scuso ancora, e non al diretto interessato, perché ti conosco ed ho confidenza con te, certo che capirai il mio sfogo. Trovo dunque assolutamente inconcepibile, fuori dalla grazia di Dio e degli uomini, quello riportato da Bonilli nel suo blog: raccontare cioè la confidenza di uno chef – Mercattili – sulla storia professionale di Iannone per dipingerlo come un povero cialtrone raccomandato e megalomane che semina zizzania solo per rancore e gelosia verso chi è più bravo di lui. Una “notizia de relato” – come diciamo noi di giudiziaria, che assurge a prova per condannare una persona (ricordi il caso Boffo-Feltri?). Già da quando iniziò questa stucchevole polemica con Striscia compresi che per Rocco, ormai, erano pronti sapone e corda per impiccarlo al pennone più alto della nave, come si faceva un tempo per gli ammutinati. Anche lui ne era consapevole, ne sono certo: fuori dal giro, fuori da tutto o, almeno, fermo in un angolo di purgatorio ad espiare le sue pene. Ma quanto accaduto in queste ultime ore, il livello che si è raggiunto, l’attacco personale, violento indiscriminato, lascia francamente di stucco. Punire uno per educarne cento si diceva qualche anno fa. Rocco avrà pure sbagliato ad usare certi toni, a fidarsi di Striscia. Ma il trattamento che gli è stato riservato è francamente inaccettabile in un paese civile. Non si scherza con certe cose, caro Luciano.

  25. giovanni scrive:

    Mi chiedo perchè il Sig Paolo Marchi e compare, non abbaino criticato apertamente l’operato di Striscia la Notizia, ma abbiano mantenuto un atteggiamento accondiscendente. Perchè non dicevano chiaramente il loro punto di vista, che loro sono a favore degli additivi. Sarebbe impopolare forse? Di certo sarebbe più coerente. Qual’è il significato di non difendere le proprie idee davanti a milioni di italiani e farlo sui blog per pochi. C’è una qualche scelta nobile in questo? Una forma di ironia che non riesco a comprendere nè a vedere perchè solo x illuminati?

  26. ECCO IL COMUNICATO STAMPA PUBBLICATO OGGI DA IDENTITA’ GOLOSE, CORRETTAMENTE DUFFUSO AL TERMINE DELLA MANIFESTAZIONE.

    Grazie a STRISCIA LA NOTIZIA la Cucina d’Autore si affaccia all’attenzione del grande pubblico televisivo.
    Ovvero finalmente si discute.
    Nessuno ci toglie il dubbio che con una battaglia contro gli additivi alimentari all’insegna della confusione e del populismo, si è rischiato di danneggiare gravemente lo sforzo di migliaia di cuochi italiani intenti a evolvere e innovare la cucina pur restando saldamente ancorati alla qualità dei prodotti e alla conoscenza della tradizione.
    E’ troppo facile, in qualsiasi settore, scambiare la tradizione con il tradizionalismo, eleggere qualche signore in cerca di facile pubblicità come custode del “pensiero unico”, mentre ogni giorno nelle cucine di tutt’Italia, si sperimenta, si sbaglia, si crea con fatica e passione.
    Da molti anni noi cerchiamo di documentare tutto questo, il lavoro e l’impegno di grandi nomi della cucina italiana e internazionale e quello dei giovani emergenti, di rendere conosciute e accessibili le loro idee.
    Sicuramente anche noi avremo fatto degli errori, ma lo sforzo é continuo e sincero.
    Solo chi fa il nostro lavoro sa quanto sia difficile dare spazio e affermare idee nuove, in ogni settore, in cucina più che mai, ed è per questo che siamo grati a STRISCIA LA NOTIZIA perché a chiusura dei servizi su ‘Fornelli Polemici’ da due puntate sottolinea che la loro battaglia contro gli additivi alimentari non vuole in alcun modo danneggiare la creatività e la nuova cucina italiana, e che ogni anno c’è un Congresso – IDENTITA’ GOLOSE – dove se ne parla.
    Questo è importante, tutto il resto non conta.
    Forse ora si potrà finalmente iniziare a discuterne davvero.

    Paolo Marchi, ideatore e curatore, Claudio Ceroni, organizzatore di IDENTITA’ GOLOSE
    Milano, 3 febbraio 2010

  27. giovanni scrive:

    Questo è quello che stavo aspettando…Ripeto è un passo indietro che ha fatto Paolo Marchi e che trovo onorevole. Da questo comunicato deduco che:
    1)Iannone si è definitivamente giocato il rapporto cn Paolo Marchi
    2)Striscia la notizia non meritava tutte le accuse di questi blog
    3)la confusione sugli additivi è stata creata da molto pressapochismo
    4)Oggi sicuramente ci sono i miglioni di telespettatori di Striscia la notizia, che conoscono la cucina molecolare…che magari non proveranno mai.
    5)Gente come Bottura, Adrià, Iannone, Paolo Marchi e altre figure, oggi grazie al “terribile” audience, si sono fatti una pubblicità che nn ha prezzo.
    Che se parli bene o male, l’importante è che se ne parli.

  28. Davide scrive:

    Che la cucina molecolare nasca in Spagna è quanto meno opinabile, forse ci si scorda di Hervé This, o dell’utilizzo geniale, sobrio e discreto che ne fa Pierre Gagnaire.
    La cucina molecolare non è soltanto fatta di bolle e di sfere, di arie e di schiume. La cucina molecolare rappresenta un’avvicinamento al prodotto, all’alimento, alla materia, alle molecole dell’ingrediente, meticoloso e costruttivo.
    Ferran Adrià è un’avanguardista, potremmo dire, uno chef che si è preso, a suo rischio e pericolo, un onere molto pesante, ovvero essere il rappresentante estremista di un movimento gastronomico senza il quale la cucina forse non vedrebbe nuovi orizzonti. Qui non c’entra il fatto di copiare altri stili a discapito dell’identità della cucina italiana e non vi è alcun pericolo di dimenticare la propria tradizione. Bisogna prendere cio’ che di buono c’è e integrarlo con quello che la tradizione ci ha lasciato. In poche parole, non bisogna essere integralisti, né da una parte né dall’altra. A questi inconvenienti, bisogna rispondere con intelligenza e sobrietà, ma anche con apertura mentale e principalmente coi fatti. Con la buona cucina. Il valore della cucina italiana non sarà minacciato da un paio di sfigati che non meritano più dell’attenzione che attiraro su di sé tramite scandalistiche apparizioni carnevalesche, degne della peggiore trasmissione di gossip. E nemmeno da tutti i giochetti di potere che stanno dietro a questi infelici interventi. E nemmeno dallo spauracchio degli addittivi chimici (si parla di danno alla genuinità, come se Ferran Adrià propinasse ai clienti tartine al cemento e beveroni all’acido solforico).
    Se Ferran Adrià esagera, nessuno impedisce di fare qualche passo indietro. Ma se Ferran Adrià non avesse esagerato, non ci si sarebbe spinti cosi’ avanti, non si avrebbe osato come era ncessario fare. Bisogna prendere dei rischi, altrimenti c’è lo stallo. Se Michel Guerard, Joel Robuchon, Paul Bocuse, Gualtiero Marchesi non avessero osato, l’alta cucina come la conosciamo oggi non esisterebbe e di sicuro non staremmo qui a parlare degli eccessi della cucina molecolare, del martoriato Adrià, di Bottura, di Iannone, del fotogenico Laudadio e compagnia cantante.
    Non si tratta di schiacciare la cucina, ma di mettere la chimica al servizio della cucina stessa. Saggio Hervé.
    Stiamo vivendo un’evoluzione. Era ovvia. Era attesa. Eccola qui. Per fortuna. Non bisogna avere paura. Bisogna fare in modo che la sua espressione trovi un equilibrio. Anche passando per l’eccesso.
    Allora lasciamo questa gente alle proprie apparizioni, perché la cucina, oltre ai palchi luminiscenti di questi eventi (IG) che comunque a essa apportano soltanto VALORE, è e non sarà mai altro che sostanza. Fatica e lavoro.
    Per fortuna che esiste un Ferran Adrià, ché si possa ragionare circa il limite e allo stesso tempo sulle innovazioni di cui fare tesoro.
    Perché è di questo che dobbiamo parlare. Abbiamo dei cuochi eccezionali! La globalizzazione, le interazioni razziali, l’avvento di nuove tecniche, attraversano l’Italia, la sua cultura, e quindi la sua cucina. Cosa deve fare un cuoco? Addormentersi sulle sue padelle o approfittare di tutto questo, magari con intelligenza.
    Quindi, grazie anche a Bottura, che con coraggio racconta a suo modo questa evoluzione contemporanea e grazie a tutti coloro che prendono dei rischi, grazie a chi diffonde il valore della cucina, della gastronomia.
    Stringiamoci e difendiamo la cultura. Chi fa questo lavoro e chi ama questo mondo non ci sta al gioco volgare del teatrino mediatico.
    Buona vita a tutti!

    • Davide scrive:

      errata corrige: chiaramente Ferran Adrià è UN avanguardista e si parla di UN avvicinamento; lo sfogo inconsulto mi ha fatto perdere la ragione

  29. la cucina molecolare è l’ennesimo esperimento che mette insieme gastronomia e scienza: non sarà l’ultimo e non sarà il meglio riuscito*, ma ad oggi rappresenta una forte tendenza che dovrebbe, con gli anni, entrare nella ristorazione “normale”, per poi (forse) tradizionalizzarsi, entrando finanche nelle cucine domestiche.

    *di quel (poco) che ho provato a me non è piaciuto nulla, ma resti tra noi.. : )

  30. [...] web monta la storia, meglio l’incazzatura, e Luciano Pignataro pubblica il resoconto di Giulia Cannada Bartoli chiosando con la definizione del giorno, secondo dissapore: “Rocco ormai è una sorta di [...]

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