Il bello della cucina italiana del mondo: Jamie Oliver e la sua catena “Italian”

Letture: 128
Jamie Oliver – foto fonte web

di Chiara Giorleo

Negli ultimi anni, in occasione di viaggi permanenze all’estero, amici  -prevalentemente provenienti dal Regno Unito- mi hanno interrogato circa la bontà delle idee e delle ricette italiane di Jamie Oliver. Ma chi è Jaime Oliver e quanto c’è di originale nei suoi piatti italiani? L’idea migliore è stata quella di andare a scovarlo e provare la sua cucina italiana in uno dei ristoranti della catena “Jamie’s Italian”, in Scozia.

Jamie Oliver è tra gli chef più popolari nel mondo divenuto ormai una celebrità televisiva. Autore di serie TV, libri, consulente per catene della grande distribuzione come Sainsbury’s e ambasciatore della cultura alimentare nelle scuole. Nasce e vive in UK con la sua famiglia. Negli ultimi 10 anni, in particolare, si avvicina alla cultura italiana e si innamora dei nostri piatti, iniziando a collaborare con alcuni chef italiani come Gennaro Contaldo della nostra costiera amalfitana. E da lì l’idea della catena “Italian” ormai presente in diverse città del Regno Unito.

Jamie’s Italian, l’insegna

Da buoni italiani siamo consapevoli e lusingati del successo della cucina italiana nel mondo ma al contempo gelosi e spesso scettici. Queste furono le mie impressioni quando mi trovai un libro di Jamie tra le mani qualche anno fa: si parlava di bruschette ma troppo elaborate rispetto alle nostre semplici e genuine al pomodoro e origano; si parlava raramente di pesce fresco e molto di dolci non facilmente collocabili in alcuna delle nostre tradizioni regionali. La mia prima considerazione fu: lo chef non è italiano, si tratta evidentemente di una interpretazione piuttosto libera delle ricette italiane, non capivo che era quello un modo per promuovere diffusamente le nostre eccellenze. Non che si debba essere tutti d’accordo su quest’ultimo punto ma di certo Jaime’s italian è il posto dove ho mangiato decisamente ‘più italiano all’estero’ nella mia esperienza!

Prima di arrivare a questa conclusione però mi ci sono messa di impegno ed ho organizzato una spedizione al ristorante di Aberdeen (Scotland, a nord di Edimburgo) approfittando del contatto di un amico che abita lì. Io campana, lui pugliese dopo uno sguardo rapido al sito notiamo la presenza di diversi prodotti tipici sia campani che pugliesi nel menù, così , decisi, prenotiamo e andiamo: una calma domenica sera al centro di Aberdeen, ore 20:30, la maggior parte dei residenti era già a casa e aveva mangiato da qualche ora ma noi -imperterriti- seguiamo tutta la tradizione italiana chiedendo disponibilità per le 21,00: primo esame superato, massima disponibilità.

Jamie’s Italian, il menu

Il locale si presenta moderno, curato nei dettagli con qualche tocco di design che ricorda facilmente la cultura italiana. Ci sediamo: tavolo in metallo poggiato su muro di mattoni grezzi dai quali fuoriesce una lampada, metallo anch’essa, che illumina la tavola spoglia. All’improvviso arriva la cameriera che ci porta i menù e non solo. Arrivano a tavola 2 barattoli di pelati, chiusi. Io e Michele, il mio paziente compagno di avventure, ci guardiamo increduli ed iniziamo con le ipotesi: ci faranno provare un pelato così a crudo? No, forse si tratta di un souvenir o un segnaposto… decidiamo di attendere sperando di scoprirlo in fretta prima di chiedere… bastano pochi minuti per scoprire che invece i barattoli servivano come base d’appoggio per un tagliere di salumi e formaggi italiani.

Jamie’s Italian, il tagliere

Da qui si capisce lo studio del dettaglio, il marketing e la cura del messaggio celato dietro tanto clamore. Diversi sono i dettagli ulteriori che posso citare: dal tovagliolo simil “straccio da cucina” con il nome di Jamie, al pane casareccio servito in cestino. L’angolo più bello resta il bancone del salumiere, pieno zeppo di prosciutti appesi pronti da affettare su richiesta.

Jamie’s Italian, il barattolo

Non è difficile la scelta dei piatti, da buona campana rischio il tutto per tutto ordinando l’antipasto di salumi e formaggi tra i quali la mozzarella di bufala! Beh devo dire che all’inizio ho stentato a riconoscerla considerando che si presentava quasi come una mousse ma in realtà era soda ed era gustosa, certamente non potevamo aspettarci la mozzarella calda appena arrivata dal caseificio ma comunque non male, si trattava effettivamente di una mozzarella a differenza di formaggi freschi presentati all’estero come mozzarella forse solo per il colore bianco? Accanto alla mozzarella diversi salumi: prosciutto, mortadella, capicollo, certamente più facili da … esportare! Il mio amico non è da meno, tenta anche lui il colpo grosso: da buon pugliese sulla sua tavola non possono mancare le cozze, e cozze siano: risotto. Riso al dente, piatto equilibrato, forse appena un po’ salato, profumo di mare anche se non proprio quello di Taranto.

Jamie’s Italian, il risotto

Purtroppo limitata la scelta dei vini, sia nella quantità sia nel rapporto qualità-prezzo, penso che l’intento sia quello di mantenere  i prezzi accessibili anche considerando che non sempre in UK e soprattutto in Scozia vengono preferiti alla birra.

Un’esperienza positiva, da ripetere per scoprire le diverse sfumature in base alla zona in cui il ristorante viene collocato. Niente è lasciato al caso nemmeno la cortesia del personale. Immancabile l’angolo gadgettistica con i libri, gli attrezzi ed alcuni prodotti in vendita.