Il Concorso Ais 2009 visto da dentro

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di Angelo Di Costanzo

Da sinistra: Il Sommelier Campania 2008 Angelo Di Costanzo, 2009 Salvatore Correale e Roberto Adduono, secondo in entrambe le edizioni.

Io, Sommelier ultrà

Sono appena passate le quattro del pomeriggio quando arrivo a pochi isolati da casa mia; entro nel bar più vicino per acquistare del latte per l’indomani mattina, mi accolgono urla di maledizione, mi fanno presagire il peggio, che la Roma è appena passata in vantaggio sul Napoli: Totti ha trafitto De Sanctis con un tiro secco e potente da fuori area.
Inutile raccontarvi i commenti e le esternazioni dei tifosi sparsi qua e là per la sala da thè trasformatasi per l’occasione in un anello della curva B del San Paolo, centro nevralgico di un tifo flegreo chiaramente avverso, pare, alle scelte del tecnico e di un presidente secondo loro in preda ad un evidente smarrimento. Sorrido, imbraccio il latte e prendo la via dell’uscita.
Guido fino a casa tranquillamente, il viaggio da Matera è stato estenuante ma molto piacevole, complici l’amico e collega Roberto Anesi (patron e sommelier dell’antica Osteria “ladina” El Pael di Canazei) con il quale abbiamo condiviso il viaggio sino a Napoli, ed una sosta restauratrice a “La Maschera” di Avellino, dove con Lilly gli abbiamo aperto le porte della cucina irpina più tradizionale. E lui pare abbia apprezzato non poco!
Penso e ripenso a questi due giorni, sicuramente intensi, lunghi ed impegnativi, ma al contempo piacevoli ed istruttivi in tutte le sfaccettature. Mi viene in mente di scrivere una cronaca, e la voglio istruire in maniera diversa, penso a quei tifosi nel bar e mi trasformo io stesso in tifoso, voglio raccontare questo viaggio come non l’ho mai fatto prima, come ultrà della sommellerie e della passione per il mondo del vino, che assieme a centinaia di altri colleghi ci porta ogni volta ad inseguire per tutta Italia un ideale rinnovato nello spirito e nell’anima. Ecco il mio viaggio in una terra unica e straordinaria, il concorso per eleggere il miglior sommelier d’Italia 2009, gli amici, le storie da ascoltare e da raccontare; Le persone, i vini, le scoperte e le delusioni, le emozioni di due giorni raccontati in parole e numeri, come le pagelle di un telecronista tifoso alla fine di una intensa domenica sportiva.

I luoghi, voto 8 e mezzo: Una terra straordinaria, infinita, non basta il tempo di una vita per comprenderla e scoprirne tutti gli anfratti, figuriamoci due giorni. Melfi, Rionero, Barile, Matera, luoghi di pace e serenità, da vivere senza fretta, da gustare come il più delizioso dei calici di vino.

Luca Martini e gli altri, 8 : Luca è il campione, Il miglior Sommelier d’Italia 2009; Se l’è meritato tutto, è stato tra i tre lì sul palco il migliore, costante in tutte le prove della finale. Gli altri sono Davide Staffa ed Andrea Balleri, quest’ultimo davvero brillante sino alla decantazione dove gli ha giocato un brutto scherzo l’emozione facendogli dimenticare di prendere dal tavolo di servizio il Decanter, una mancanza che gli ha condizionato tutto il seguito della prova. Bravo Luca a dedicare la vittoria tra gli altri anche a Cristiano Cini, sulla carta il favorito n°1 per questa edizione ma anch’egli spiazzato in semifinale da un test di livello mondiale unico nel suo genere.

Le persone, 7+: un grande merito innanzitutto al coraggio di mettere su un congresso impegnativo come quello nazionale dell’Ais in una regione dove la stessa Ais ha davvero storia recente. La verità è che non tutto ha funzionato bene (transfer, inviti ecc…) ma l’impegno è stato notevole e la voglia di fare è stata evidente. Una particolare menzione ai ragazzi del gruppo servizi Basilicata: stoici, encomiabili e professionali per volontà e dedizione, i miei personali ringraziamenti per l’impegno profuso.

Il concorso, 7+: Diventa sempre più arduo, complesso ed insidioso il percorso di avvicinamento alla finale del palco. Domande assai difficili quest’anno, a detta di tutti i concorrenti (e dello stesso responsabile concorsi Roberto Gardini) il test delle semifinali aveva il coefficiente di difficoltà più alto nella storia del concorso. Bravi tutti per il coraggio di mettersi in gioco e per il solo fatto di essere arrivati sino a qui. A due giorni siamo ancora alla ricerca delle risposte ai quesiti.

L’Aglianico del Vulture, 7: davvero una bella vetrina ed una grande opportunità per questo grande vino del sud, intelligente la scelta di portare in degustazione il meglio della produzione vulturina per tutta la durata dell’evento, sino alla conclusione di Matera, concedendo a tutti i sommeliers presenti la possibilità di scoprire e riscoprire volti vecchi e nuovi di una produzione di grande qualità ma ancora poco conosciuta soprattutto nelle sue piccole e giovani realtà. Mi hanno particolarmente colpito il riassaggio del “Ventennale” del Don Anselmo di Paternoster, lo Stupor Mundi di Sara Carbone e il Titolo di Elena Fucci, ma di questo parlerò in seguito.

Io, Roberto Adduono e Salvatore Correale, 6- : avremmo potuto e dovuto fare di più, ma sinceramente non so quanto, visto anche i volti e la delusione degli altri concorrenti lì a Matera. Abbiamo evidentemente bisogno di formare un gruppo di lavoro serio e costante se vogliamo puntare a qualcosa di meglio a livello nazionale, come fanno in Lombardia e Toscana dove addirittura c’è una scuola concorsi che prepara e segue i professionisti dediti ai concorsi regionali e nazionali. Le cose evolveranno per il meglio? Speriamo di sì, con Roberto e Salvatore abbiamo comunque già deciso di avviare un percorso unico di formazione e c’è forte motivazione affinchè venga seguito da altri in Campania, che nonostante tutto è stata la seconda regione per numero di partecipanti (3) assieme al Trentino Alto Adige e Lombardia.

I vini Matera doc, 5 : Non li ho, sinceramente, ben compresi. Omologhi gli uni agli altri, senza sfumature interessanti se non per copiose bevute sino all’ubriacatura: sovraestratti, marmellatosi, premute d’uva talvolta sino all’eccesso. Un po’ difficile intravedere produttori e o etichette interessanti in un quadro con poche tinte sovrapposte a fare da cornice unica a uvaggi e vinaggi di Cabernet, Syrah, Sangiovese e talvolta a Montepulciano e Primitivo. Lo so, è una critica un po’ severa ma certamente non superficiale seppur esclusivamente legata ai vini bevuti (non pochi) in questi tre giorni. Da riassaggiare, ma non tutti.

Prossimo appuntamento in Umbria, nel 2010, a Perugia con spirito nuovo e con una Campania che va sempre più motivata e preparata! Are you ready to run? Yes i am!!