Gigi Rizzi: il fascino del rosato

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Gigi Rizzi e Brigitte Bardot

Erano le dieci di mattina e Brigitte Bardot mi chiese: “The o caffé?”. “Un bicchiere di rosé, grazie”

Gigi Rizzi, Playboy
1944-2013

4 commenti

  • Marco Contursi

    (24 giugno 2013 - 21:18)

    Un grande campatore simbolo di un epoca che non verrà mai più..

    • CINZIA

      (2 luglio 2013 - 10:02)

      chi ne descrive solamente il lato leggero è un grande cafone, gigi rizzi è e sarà sempre un mito, ha trasformato un epoca , ha fatto vivere anche un 68 meno peggiore di quello che poteva sembrare, non è stato solamente manifestazione e libero sesso, ma anche moda, divertimento, raffinanezza, e cercare anche tra “poveri ma belli ” la bellezza di quei tempi. ha tolto il modo di pensare sulle donne(solamente casalinghe o segretarie) oppure pensare al matrimonio come un arrivo. grazie Gigi un bacio CINZIA

  • annalisa

    (5 luglio 2013 - 21:24)

    Gigi Rizzi era un signore. Un uomo elegante, rispettoso del prossimo, di poche, essenziali, parole. Non era un urlatore, uno dalla polemica facile e amava mostrarsi nei limiti della tollerabilità, Non era vanesio e ha fatto davvero qualcosa. Cosa? qualcuno chiederà. Be’ a parte avere vissuto una vita ed avere costruito dei sentmenti (che non è poco), Gigi ci ha mostrato l’altro lato di un periodo che si avvicinava la buio. Al buio della intolleranza, della violenza, degli anni di piombo (e li ricordiamo, eccome se li ricordiamo, sulla nostra pelle).
    Lui è stato un grande, amato dalle donne, un po’ invidiato dagli uomini. Ma è normale.
    Gigi Rizzi ha vissuto “leggermente” (che non vuole affatto dire superficialmente, anzi) e ha goduto il lato bello dell’esistenza.
    Scusate se è poco!
    Annalisa

  • Nino

    (12 luglio 2013 - 09:47)

    Gigi ha rappresentato un’ icona per noi sessantottini, era un simbolo, un riscatto tutto italiano che penetrava nel burro di quella societa’ degli anni ’60 fatta di ricchi e poveri, ma allegra e con tanta voglia di vivare. Lui viveva il sogno di ogni 20enne, soldi, auto, notti, belle donne (e che donne!), jet set, successo. Il sesso colorava ancor piu’ vivacemente la vita vissuta e i piaceri di Gigi, mentre il tempo scandiva inesorabile i mesi e gli anni che giungevano agli anni ’70. Solo un’ombra oscurava leggermente lo splendore delle notti di S.Tropez , la cocaina, ma era saltuaria e dominata come se anch’essa forre vulnerabile al completo controllo del palayboy . Giunse il ’72 e in Italia furono dolori, la societa’ degli anni ’60 fu spazzata via e inizio’ per noi un’epoca di odi e omicidi, di lotte e conquiste, di liberta’ e sconfitte……per i payboy non c’era piu’ posto e Gigi se ne ando’. Una meteora per l’Italia, troppo breve, la sua forza ma potente per il tempo vissuto.
    Era invidiato ed amato, irraggiungibile e adulato, un sogno……un’illusione per tanti, ma comunque un “grande”.

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