Il futuro del vino: il vigneto di Feudo Antico a CasaDonna di Niko Romito

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Da sinistra: Niko Romito e Andrea Di Fabio


di Daniele Di Vittorio

Il futuro del vino? «Vigneti in quota e incroci tra vitigni». Ad affermarlo è il professor Attilio Scienza dell’Università di Milano alla presentazione del  progetto che vede Feudo AnticoCasaDonna collaborare insieme nella realizzare un vigneto sperimentale a quasi 1000 m sul livello del mare. Durante la presentazione di questo progetto, il 22 novembre, il professore Scienza ha evidenziato come, nel corso della storia della Terra, si siano succedute ciclicamente modificazioni del clima che hanno portato il pianeta ad attraversare diverse ere glaciali alternate ad epoche più calde. Negli ultimi anni si sta assistendo a un incremento delle temperature medie sulla superficie della Terra, da cui scaturiscono delle conseguenze dirette sui vigneti. Difatti il professore ha fatto notare come le aziende vitivinicole si trovino a gestire problemi di eccessiva maturazione, di scarso sviluppo degli aromi e alta alcolicità dovuti a temperature troppo calde, nel momento in cui il mercato cerca invece vini più eleganti e profumati.

Enologo Riccardo Brighigna e Paolo Lauciani

Le soluzioni che il professore e il suo staff propongono sono principalmente tre: la prima consiste in un maggior monitoraggio delle vigne da parte delle aziende, che da parte loro devono dedicare sempre più attenzione ai propri vigneti e alle uve.

Vigna Feudo Casadonna

La seconda è incrociare alcuni vitigni per avere un miglioramento genetico e creare piante più forti che non soffrano l’aumento di temperatura. La terza soluzione è invece spostare le viti in montagna, dove le condizioni sono potenzialmente interessanti grazie a una grado di calore più basso che favorisce produzione di vini moderni. Per il professor Scienza l’altitudine, quindi, diventa un’opportunità.

Professor Attilio Scienza

Ed è proprio per quest’opportunità che Feudo Antico e Niko Romito hanno deciso di realizzare un vigneto sperimentale a quasi 1000 m sul livello del mare, progettato e seguito dal professor Lucio Brancadoro, membro dello staff di Scienza.

Vigna Feudo Casadonna

Per realizzare il progetto sono state scelte condizioni “estreme”: un’altitudine di 800 m slm, un clima freddo, un vigneto esposto ad Ovest su terreno franco argilloso e varietà internazionali come Pinot nero, Riesling renano, Sylvaner verde, Traminer e Veltliner e l’autoctono Pecorino.

Il professore Lucio Brancadoro

L’evento è stato anche il modo per presentare i nuovi vini Feudo Antico, il Rosso Riserva e il Passito, spiegati dal degustatore Paolo Lauciani, cui è seguito l’abbinamento con la cucina di Niko Romito.