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Il libro. Cibo, Vino e Religione di Luciano Venzano

30 novembre 2010

di Stefano Buso

Luciano Venzano ha pubblicato il libro “Cibo, vino e religione” tre realtà che inconfutabilmente accompagnano la nostra esistenza. Il cibo e il vino nella storia, nelle arti e persino nella liturgia. Un’analisi dettagliata che offre al lettore degli spunti davvero stimolanti, ben difficili da scovare in altri testi di enogastronomia. La prefazione del libro è stata curata da Bruno Gambarotta, giornalista e ideatore della trasmissione Eat Parade…


Cibo e alimenti forieri di simbologie espressive: la preparazione giornaliera dei pasti, il calendario delle tradizioni alimentari e la messa, dove il cibo e vino sono ripresi. Del resto nei Vangeli e nelle Sacre Scritture il cibo (in particolare il vino e la vite) occupa un ruolo determinante. Luciano Venzano, nel suo lavoro, mette in rilievo il rapporto di reciprocità fra il cibo e la religione. In ogni caso l’atteggiamento “positivo” nei confronti del vino (e del cibo) non è una costante nelle religioni. Perciò, ecco il pretesto per una riflessione sui vincoli dettati da discipline e dottrine verso l’alimentazione.

Oltre ad ogni simbologia bacchica, è accattivante lo scenario relativo alle abitudini alimentari dei popoli antichi. Un itinerario documentato che parte dai Babilonesi, s’allarga al Cristianesimo primitivo, quindi ai pellegrini, ai monasteri, fino al Cristianesimo attuale, che non presenta novità salienti dopo il Concilio di Trento. Percorsi che aprono le porte ad elementi di novità, purtroppo ignorati dalla maggior parte delle persone. In più, uno spazio esaustivo per le vivande più in auge come il pane, la pasta, arrivando alla parte finale dove sono elencati i “santi protettori” del cibo. Un’ottima lettura che offre completezza sul significato più profondo dell’alimentazione, e relative conseguenze che ha sul vivere. Gli alimenti sono una presenza rassicurante dell’esistenza, nei momenti lieti o tristi e in altre circostanze.

Per concludere, un’opportunità concreta per allargare la conoscenza di una realtà (cibo-vino) d’uso senz’altro comune, nondimeno dall’elevato contenuto espressivo e culturale.

http://www.erga.it/edizioni/

5 Commenti a “Il libro. Cibo, Vino e Religione di Luciano Venzano”

  1. [...] Link fonte: : Il libro. Cibo, Vino e Religione di Luciano Venzano [...]

  2. Anna Maria scrive:

    Grazie mille per questa tua segnalazione Stefano!

  3. GeishaGourmet scrive:

    ottimo lavoro, corro in libreria a cercarlo ;)

  4. Niente di più vero.Il cibo ed il vino vanno ben oltre il verbo nutrirsi o,se proprio vogliamo usare quest’espressione,allora essi nutrono il corpo ma,soprattutto,anche lo spirito.Non v’é paese germanico dove parenti ed amici non si riuniscano per libare e banchettare in ricordo del comune defunto e,da tutto questo,non prendano e si diano il coraggio di continuare la loro esistenza con un pizzico di maggiore armonia.Desidero fare un esempio ancor più umile e concreto,di quanto cibi ed inebrianti bevande potessero servire ad allontanarsi per un attimo dalla grama vita quotidiana:Siamo negli anni sessanta,dallo sgangherato comignolo di una baracca di lamiera, in una fredda contrada d’oltralpe,s’innalza un piccolo fantasma di fumo;dentro vi si trovano alcuni piccoli e bruni operai,intirizziti da un gelo a loro quasi sconosciuto,mortificati dall’ancor più algida occoglienza che i “nativi” dei luoghi gli avevano riservato sin dal primo momento del loro arrivo.Sono raccolti tutti intorno al fuoco di una stufetta sopra la quale gorgoglia il bollire d’una pentolaccia,il loro sguardo però non é triste, ma vivace ed intenso,ravvivato dall’impazienza dell’attesa:nelle ore precedenti qualcuno di loro aveva steso un po’ di pasta e poi tagliato qualche maccherone, un altro aveva serbato l’ultimo barattolo pieno di sugo di pomodoro,un altro ancora tre dita d’oilio d’oliva ed una bottiglia d’un vino denso e dal colore quasi blù.
    Mangiano con silenziosa avidità, questi piccoli italiani del sol levante, ogni loro boccone é sogno, ricordo e Comunione, così come i sorsi di quel robustissimo vino;ora cominciano a parlare,a ricordare il sole che hanno lasciato,le donne che li aspettano,quel piatto fumante porta loro i messaggi profumati di lidi lontani e la baracca diventa per un momento una specie d’astronave che li riporta fin laggiù….Un caro saluto a Stefano ed ai suoi lettori. Dr:Otremam

  5. Stefano Buso scrive:

    Grazie! Spero che la lettura possa piacervi:-)