Una ragazza toscana ha battuto, a colpi di …padella e…fiamme, 7 colleghi maschi e si è aggiudicata il titolo di “Maître dell’Anno 2006″. Questo, guarda caso, è accaduto proprio alla vigilia della festa della donna. Se poi aggiungiamo che il maître d’hotel è una professione generalmente riservata agli uomini, il titolo conquistato da Arianna Ranocchia vale molto di più. Andiamo per ordine: la sezione Amira (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi) di Paestum ha avuto l’incarico di organizzare l’annuale assemblea nazionale dei soci e la finalissima del “Maître dell’Anno 2006″. Quindi, circa duecento professionisti dell’ospitalità italiana si sono riuniti in una delle loro manifestazioni più importanti dell’anno.
La gara consisteva nel preparare un piatto “flambè” alla lampada, quindi in sala, e di abbinarci un vino. Il tema di quest’anno è stato carni rosse. Gli 8 partecipanti sono così passati in passerella: Giovanni Cobisi da Taormina ha elaborato il “Filetto ai profumi di Sicilia” accompagnato da un Cerasuolo di Vittoria dell’azienda Avide; poi, Arianna Ranocchia della sezione Toscana Mare ha preparato i “Fagottini glassati al Vin Santo” abbinati ad un Brunello di Montalcino di Colombini; Maurizio Calabrese, che ha “giocato” in casa, ha presentato una “Tagliata di bufalo pestano ai carciofi croccanti” insieme a un grande vino cilentano, il Respiro di Alfonso Rotolo; Marco Andronico di Trieste ha concorso con il “Tournedos di Angus al sorriso di … Sicilia” insieme al vino “Palazzo della Torre” di Allegroni; poi, da Venezia è arrivato Emanuele Fiore con i “Fiammiferi di Wagyu al cioccolato bianco e oro” e la Malvasia Cof delle Vigne di Zamò; Domenico Recchia della sezione Amira di Bari ha gareggiato con il “Filetto di manzo ai mirtilli con cappella di fungo porcino al timo” abbinato a un Costasera 1999, Amarone della Valpolicella delle cantine Masi; Giovanni Brescia della sezione Amira di Verona ha proposto le “Gocce di renna viziose”, insieme a un Pinot nero del Garda di Avanzi; ha concluso Lino Giamminelli da Capri, con il “Filetto di bufalo in cintura di fieno & panis depisticius” abbinato a un Trebulanum delle cantine Alois. Bravi, bravissimi tutti.
La gara è stata ripresa dalle telecamere di Rete 4 di Mediaset .
Nel corso della serata sono stati nominati 2 nuovi “Maestri della Ristorazione Italiana” (onorificenza riservata annualmente solo a due soci Amira), si tratta di Claudio Recchia da Lugano (delegato Amira per l’estero) e di Diodato Buonora, Vice Presidente Nazionale Aggiunto e Fiduciario della sezione Paestum.
A fine serata, la giuria, composta da Mario Petrucci (gran cancelliere dell’Ordine dei Maestri della Ristorazione), Carlo Hassan (vice presidente amira vicario), Alberto Salvadori (vice presidente), Adamo Guidi (vice Presidente) e Edoardo Vallarino Gancia dell’Azienda Gancia, ha espresso il verdetto: 1ª Arianna Ranocchia, 2° Marco Andronico (Trieste) e 3° Giovanni Brescia (Verona). Tutti gli altri ex aequo al 4° posto.
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