Il minestrone di Sara Porro su Daria Bignardi

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Sara Porro

«Seguono alcuni minuti in cui gli racconto prima chi è Daria Bignardi, poi del Grande Fratello, poi di Luca Sofri, poi di Adriano Sofri, poi delle Brigate Rosse, poi di Piazza Fontana. Lui ascolta educatamente. Concludo dicendo: “Questo era per contestualizzarti che Daria Bignardi è un’intellettuale».
Sara Porro, Dissapore

A un Masterchef di Storia Contemporanea non sarebbe ammessa.
Neanche a uno di bon ton
In compenso si capisce che non ha l’età, beata lei. :-)

9 commenti

  • Ole Udsen

    (24 gennaio 2013 - 09:27)

    Il Dom Pérignon direttamente dalla bottiglia è fantastico:-) Non dimentico mai quando ho bevuta un paio di bottiglie del ’85 in un’albergo in Doha, Qatar, assieme ad un drilling engineer decisamente pazzo. Memorie per la vita…

  • Tommaso Farina

    (24 gennaio 2013 - 14:14)

    Non ho capito se siete fan della Birignardi o no.

    • luciano pignataro

      (24 gennaio 2013 - 14:23)

      Fan è una parola grossa. Ieri ci è piaciuta molto

      • Tommaso Farina

        (24 gennaio 2013 - 14:31)

        Io non la guardo, ovviamente.

  • Fabrizio Scarpato

    (24 gennaio 2013 - 16:11)

    “Era una battuta scherzosa”, dice: pesante. “Ho ricapitolato la storia d’Italia per sommi capi”, dice: inquietante. Pesante e inquietante per me, s’intende: perché cerco di pensare in verticale, secondo l’esausto schema della profondità. Faccio fatica a ragionare solo in orizzontale, saltando a sbalzi bruschi. E non solo per l’età. Ma lo capisco: questo è il semplice esempio di trasformazione barbarica della conoscenza. L’informazione che viaggia su sistemi passanti (Baricco), Sara Porro che surfa leggiadra sulle onde. Oggi è così, finché quelli come lei, o meglio qualcuno tra loro o lei stessa magari, non si accorgeranno della parola memoria, e forse della parola anima, che alla memoria è strettamente legata. Per ora vedono la storia come un’enorme maceria, fatta di pezzi e monconi, da mettere insieme in una specie di gioco del Bersaglio, quello della Settimana Enigmistica. Temo che ancora, magari tracannando Dom Pérignon, si sentano in fase nascente, come i barbari vincitori che scorrazzano abbattendo senza conservare. Forse ridono, forse si vantano della capacità sillogistica, forse si beano dei rocamboleschi accostamenti, vedono gente, fanno cose. Surfano, come è normale che sia. Beati.

    • Luciano Pignataro

      (24 gennaio 2013 - 16:59)

      E’ un sapere che va avanti a colpi di associazioni simboliche semplificanti prive di ogni contenuto: un Dissapere

  • Sara Porro

    (24 gennaio 2013 - 18:33)

    In genere mi astengo dal commentare cose che mi riguardano, negative o positive che siano (su quelle positive metto a volte dei cuoricini, in realtà).

    Intervengo perché mi considero, a torto o a ragione, una militante del politicamente corretto, e se la mia battuta è risultata irrispettosa, questo mi dispiace. La mia motivazione era la seguente: sto lavorando a un testo che si chiamerà “Storia d’Italia dalle BR al Grande Fratello” sottotitolo “Ciapa su, Ginsborg”.
    La mia altra motivazione, invece, era scherzare sulla mia performance di alcuni minuti (ieri ho sbobinato l’intervista, era eterna) in cui per qualche ragione, partendo da Daria Bignardi, sono finita per istruire il povero Bastianich (che non aveva dove fuggire) su 50 anni di storia italiana, in modo piuttosto convoluto e saltando di palo in frasca. Come diceva Lenny Bruce, la satira è tragedia più tempo.

    Inoltre, la foto sopra mi ritrae in uno spensierato Capodanno. Non mi ritrae alla mia scrivania, mentre redigo la mia tesi in storia del mondo contemporaneo (110/110).

  • giancarlo

    (24 gennaio 2013 - 18:57)

    sillogismi raffazzonati.aristotele ne sarebbe alquanto inorridito.non capisco il nesso tra l’essere intelletuale della bignardi e piazza fontana e il terrorismo.ps sofri era leader di Lotta Continua non delle BR.capisco la superficialità però prima di scrivere bisognerebbe documentarsi

  • Giancarlo Maffi

    (24 gennaio 2013 - 19:23)

    Probabilmente, di questo passo, la Porro pensera’ che il Manifesto per il quale scriveva Bonilli fosse un cartone pubblicitario.

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