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Il Piedirosso 2011 Vigne Storiche della famiglia Di Meo

16 novembre 2012

Da sin. Vincenzo, Mattia, Tina, Luigi e Salvatore Di Meo (foto di Sara Marte)

di Sara Marte

uve: piedirosso

fermentazione e affinamento: acciaio

fascia di prezzo: 9 euro circa

Ore 13:45. Paolo Mazzola ed io, arrivati più di quattro ore prima, non ci eravamo nemmeno accorti del tempo trascorso perché qui è casa, passione sincera, impegno, famiglia, terra. La Sibilla è puro trasporto, senso critico e onestà nel giudizio che assorbono il visitatore in un mondo che pare conosciuto da sempre. Diciamocelo chiaramente: delle volte ci sono persone simpatiche come la tosse di notte o talmente noiose che, invece di essere in visita in cantina, preferiresti fare la fila alla posta. E allora certe giornate capitano come una ventata d’aria fresca e ti rincuorano. L’azienda agricola La Sibilla è una vera impresa a conduzione familiare in cui tutti hanno un ruolo scelto per predisposizione e collaborazione. Il buon senso fa sì che ci si aiuti là dove c’è bisogno. Tina Somma è così orgogliosa dei suoi ragazzi e lo dice senza esitazioni. “Sbaglieranno, impareranno, cresceranno” e senza ma “ io credo in loro”.

Vincenzo Di Meo, enologo aziendale (foto di Sara Marte)

Lei e il marito Luigi Di Meo, che senza sosta si occupa della campagna, hanno passato il testimone a Vincenzo, enologo aziendale che ogni tanto scambia idee con Roberto Cipresso, e Salvatore, sommelier, cresciuto professionalmente da Don Alfonso Iaccarino. Presto sarà pronto, o almeno voci di corridoio così auspicano (lo spiffera Tina!), anche Mattia.

Lotta integrata e colture tra filari di broccoli rapa, fave, piselli, cicerchie, finocchi e patate (foto di Sara Marte)

Sono 9,5 gli ettari di cui si prendono cura; piedirosso e falanghina sono il grande cuore aziendale ed i loro vini, senza paura di esser contraddetti, rappresentano il bello e il buono dei Campi Flegrei. Siamo a Bacoli e risalendo attraverso i filari posti a pochi passi dalla cantina, sfioriamo un piccolo vigneto sperimentale di marsigliese. Le piante hanno un’età compresa tra gli 8 e i 10 anni.

Il Vigneto di marsigliese, una delle varietà recuperate dalla famiglia Di Meo (foto di Sara Marte)

Quest’uva, prima usata per dare colore e struttura al vino in cantina viene impiegata per il Marsiliano. Un vino rosso su cui, anno dopo anno, la famiglia aggiusta il tiro, prova, cambia, sperimenta. Non nascondo di esserne sempre stata grande sostenitrice e le potenzialità man mano dimostrano che ha assai da raccontare. Qualche passo più su, le uve di falanghina, ancora a 21 metri sul livello del mare, parlano del Cruna deLago.

Cruna DeLago, il cru aziendale di falanghina (foto di Sara Marte)

Sconvolgente l’annata 2010. Fatene incetta ora che si trova in commercio.  Diretti verso la bottaia incontriamo Salvatore che, proprio secondo quello spirito di collaborazione, si occupa di tenere pulite le vigne. Antichi resti romani esplodono ad ogni angolo.

Salvatore Di Meo a lavoro nelle sue vigne di famiglia (foto di Sara Marte)Uno scorcio verso l'antica cisterna romanica (foto di Sara Marte)

 

La scalata dei vigneti termina in auto e lì arriviamo alla vigna Iscaiola. Era la vigna più rinomata di Bacoli di proprietà di un uomo importante proveniente da Ischia. Da qui il nome dialettale del vigneto. Questi 1.500 metri ospitano piante tra gli 80 e gli 85 anni d’età.

I caldi colori autunnali della Vigna Iscaiuolo, Vigna storica (foto di Sara Marte)

Quest’anno nasce dunque un cru: il piedirosso “ vigne storiche”. Una vera bomba!Ci lanciamo quindi, tanto per spulciare le evidenti differenze in un doppio piedirosso. Il base 2011 ha tutto ciò che un piedirosso beverino, tipico e territoriale può desiderare. Si mantiene, per scelta produttiva, pulito, diretto, di pronta beva e da quel tipico colore dall’unghia trasparente e non troppo fitto.Un vino di grande compagnia da bere tutto.

Il Piedirosso dei Campi Flegrei Vigne Storiche 2011 (foto di Sara Marte)

Sul Vigne Storiche invece si apre un altro mondo, già dal colore emerge un’intensità più presente, si muove maggiormente strutturato e, superati i riconoscimenti sensoriali che parlano comunque di piedirosso dei campi flegrei, il vino si esprime con un peso differente. Note ematiche, fiori spiccati ed erbe medicinali sono tutte lì così come un po’ di scorza d’arancia ed un fondo balsamico. La bocca fa la differenza: Si muove con una buona sapidità ed una certa freschezza per un sorso che ha una bella estensione orizzontale ed un palato pieno e masticabile. Ore 13:45. Stiamo andando via eppure saremmo rimasti ancora a godere di quei Campi Flegrei così organizzati, dal pensiero moderno e pulito, veri e familiari.

Sede in via Ottaviano Augusto, 19 in Bacoli. Tel 081 8688778. Sito : www.sibillavini.it Enologo: Vincenzo Di Meo con i consigli di Roberto Cipresso. Bottiglie prodotte: 65.000. Ettari vitati: 9,5. Uve: Piedirosso, aglianichella, olivella, marsigliese, falanghina, verdeca.

12 Commenti a “Il Piedirosso 2011 Vigne Storiche della famiglia Di Meo”

  1. Lello Tornatore scrive:

    Grande Saretta, come al solito!!! Conosco solo Vincenzo, ma se tanto mi da tanto…che splendida famiglia!!! Non posso assolutamente procrastinare ancora l’invito rivoltomi a Caserta la settimana scorsa, a visitare l’azienda e ad assaggiare i grandi vini che produce. A presto Vincenzo…

    • guido ferretti scrive:

      la foto di famiglia iniziale è garanzia di amore, trasparenza ed onestà, di tenacia nel volersi sempre migliorare e di passione per il proprio lavoro ed il proprio territorio. una grande e bella famiglia

    • Sara Marte scrive:

      Grazie Lello! E’ gente vera… fanno per te!

  2. Rosario Pastore scrive:

    Che dire di più di Maestri che ho la fortuna di c0noscere da anni? Quando vai a trovarli, sia per approvvigionarti del loro prezioso nettare sia semplicemente per fare due chiacchiere, ti senti a casa tua. Da decenni ho abituato i miei più stretti amici a brindare al Natale con il Piedirosso e la Falanghina dei Vini della Sibilla. E so per certo che se quel prezioso regalo non dovesse arrivare, la prenderebbero come un’offesa personale. Staresti ore a godere della compagnia di Luigi, imbevendoti (è il caso di dirlo) delle dotte spiegazioni di Vincenzo, sotto lo sguado di Restituta che guarda con orgoglio marito e figlio, senza dimenticare gli altri due eredi, l’ottimo Salvatore, espertissimo sommelier e il giovane Mattia. Chi non lo ha ancora fatto, ha perduto qualcosa e si affretti a colmare la lacuna. E’ facile arrivarci, ancor più facile tornarci. Prosit, Rosario Pastore

  3. Paolo Mazzola scrive:

    Della famiglia avete già detto voi, stupefatto mi associo ed anche di più…io aggiungo la vinificazione del Piedirosso che esalta la tipicità…in particolare nel vigne storiche , ma anche nel base, grande modo di trattare questo nostro vitigno! Che bello se un giorno gli enti pubblici flegrei si svegliassero e capissero il valore di una cantina con l’opus reticulatum sulle pareti, o locata dove ci sono vecchie cisterne…o pensiamo sia eroica solo la grande viticultura ligure..Bacoli non è da meno!!

  4. Lugi Severino scrive:

    Fin dai tempi della scuola, ho sempre avuto un pò di difficoltà ad avere un’idea precisa dell’indicazione dell’altezza sul livello del mare, la foto della vigna Cruna Del Lago sembra far emergere i filari dall’acque circondano Bacoli e non sembrano 21 metri s.l.m. Complimenti

    • Quella non è Bacoli ma Fusaro, una frazione di. E nelle immediate vicinanze c’è il lago, poi il mare. Qui l’altitudine conta niente, più che le escursioni termiche conta la vicinanza del mare ma soprattutto la terra e la mano di Luigi in vigna e Vincenzo in cantina. Se no va a finire che si vuole i Campi Flegrei come l’Irpinia, dove pare non esistano più vigne sotto il 600 metri. :-)

      P.S.: Tina, oh tina. Un abbraccio fortissimo!

  5. storico scrive:

    Sono un appassionato del Piedirosso vesuviano,ma dopo questo articolo degusterò anche questo flegreo! Volevo un chiarimento, ma dalle vigne emergono ogni tanto resti romani o romanici (medioevo),saluti.

    • Alfonso scrive:

      I resti sono ROMANI, non ROMANICI.
      La vigna piccola, annessa alla cantina, sorge infatti alle spalle del parco archeologico delle terme di Baia.
      Questi resti, ora che sono stati ripuliti dalla vegetazione, sono ben visibili da via Bellavista mentre i resti della cisterna, sempre ROMANA, sono visibili andando verso la bottaia.
      Per completezza di informazione, invece, la vigna storica (Iscaiola) si trova a poca distanza dalla cantina, sulla collina del parco archeologico.
      Per darti un’ idea dei luoghi in cui sorge la vigna ti rimando a questo filmato http://www.youtube.com/watch?v=MH-2vv-IbDo

  6. Lello Tornatore scrive:

    …e questa è la deriva innescata da chi pur avendo un ruolo guida, non riesce a capire che postando su fb un giudizio generalizzato su di un intero territorio per dichiarazioni mendaci rese solo da parte di qualche produttore, si determina la perdita di credibilità dell’intero sistema…con tutti i danni che da questo comportamento irresponsabile ne derivano…:-((

  7. storico scrive:

    Perdonami Lello non capisco tu con chi ce l ‘hai in quanto il tuo intervento è piuttosto criptico!.E cosa tu voglia esattamente dire. Saluti

  8. Sara Marte scrive:

    @ Storico. Ho corretto l’errore,di cui mi scuso e grazie per la segnalazione.
    Un abbraccio