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Il Pranzo di Natale Napoletano

25 dicembre 2013

Cari lettori
Natale è il rientro nel guscio per tutti noi, l’ultima pausa che ci è rimasta forse. Oggi vi lascio allora con il menu della tradizione napoletana del nostro Raffaele Bracale, così come abbiamo fatto ieri con quello della Vigilia.
Non è un manifesto identitario, del resto la tradizione partenopea è il risultato di numerose tradizioni sedimentate nel corpo sociale della città nel corso dei secoli, ma la gioia di questo mondo così vario capace di trasportarci dalle spume alle polpette con lo stesso piacere, senza inutili e futili barricate. Quelle vanno erette contro le caricature delle une e delle altre, gli orecchianti.
Il 2010 sarà l’anno della ripresa del giusto rapporto tra il vino e il cibo, il tema agricolo su cui saremo tutti impegnati come somma uscita dagli addendi della crisi provocata dal liberismo consumistico selvaggio di questi anni che ha lasciato gli uomini soli con i propri incubi mentre pochi, pochissimi, accumulavano quadri d’autore e mutande di escort.
Cliccando sulle singole voci otterrete gli approfondimenti.
Un Buon Natale ludico ovunque voi siate (l.p.)

di Raffaele Bracale

La tavola di Natale

Antipasto (facoltativo) affettati misti – formaggi stagionati

Menestella ‘e Natale (minestra di vegetali assortiti in brodo di manzo e prosciutto)

Timballo di maccheroni al forno oppure Sartú di riso

Polpette fritte ripassate al sugo di pomodoro e brasciole imbottite di locena (soggolo) di manzo e di cotiche di maiale al sugo
Insalata di rinforzo

Eventuali avanzi di baccalà e capitone

Frutta fresca: mele – uva – mandarini- melone di pane
Scioccéle (cioè frutta secca): noci, mandorle, nocciole,fichi,datteri etc.

Dolci natalizi: struffoli/stringhette, pastiera, raffiuoli semplici e a cassata, susamielle,mostacciuoli, roccocò, pasta reale sapienze, divino amore etc.

Rosolî e liquori dolci, spumante secco
Vini: Corposi vini rossi campani (Solopaca, Aglianico, Piedirosso, Taurasi) serviti a temperatura ambiente.

Un Commento a “Il Pranzo di Natale Napoletano”

  1. Sanfedista scrive:

    Errare humanum est; perseverare diabolicum.
    Inserire la pastiera tra i dolci di Natale napoletani è una ERESIA