Polemiche e punti di vista
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Il romanzo, il vino e la pornostar: la replica di Roberto Cipresso sul Sogno Vero a Stefano Milioni e Giovanni Negri

10 dicembre 2012

Roberto Cipresso

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Roberto Cipresso all’articolo di Stefano Milioni

di Roberto Cipresso

“Dopo aver atteso la piena espressione – in tutte le sue sfumature ed interpretazioni – della vicenda che – mio malgrado – mi ha visto coinvolto nell’ultimo periodo, mi auguro che il “vivace dibattito” abbia finalmente termine con la mia replica; spero così, dopo che anche il mio socio Natalie Oliveros ha risposto in toni pacati ed educati alle dure offese mosse nei suoi confronti, che l’argomento possa definitivamente dirsi concluso. Non vorrei infatti incrementare ulteriormente la visibilità di coloro che, proprio a questo scopo, hanno coinvolto la stampa tutta in una questione che avrebbe tranquillamente e con poco sforzo potuto essere risolta in privato. Preciso che agisco di mia iniziativa, senza che i signori che fino ad oggi hanno scritto si siano mai preoccupati – come in alcuni casi hanno invece riferito di aver fatto – di contattarmi per avere anche la mia versione dei fatti.


Posso aver commesso una leggerezza, come spesso capita a persone che, spinte da grande passione per il proprio lavoro, si trovano ad agire contemporaneamente su più fronti, e spesso a non seguire direttamente ogni passaggio di ciò che viene eseguito nel proprio nome, ma rifiuto con decisione l’ingiusta accusa di “bandito”.**

Ritengo utile evidenziare che sono socio dell’azienda La Fiorita fin dalla sua fondazione; i miei partners in questa società sono però cambiati di recente. Per presentare il nuovo assetto e la nuova veste de La Fiorita, ho organizzato con il mio attuale socio un grande evento a New York, al termine del quale ogni ospite avrebbe dovuto ricevere una confezione con alcuni gadget (una splendida brochure, una chiave usb con la presentazione in multi visione dell’azienda, un cavatappi, un calice griffato La Fiorita); l’uragano che ha paralizzato New York qualche giorno fa, ha però bloccato tutto il necessario per la realizzazione di tali confezioni omaggio al porto di New York. Abbiamo dovuto quindi cercare in brevissimo tempo una soluzione alternativa.

Tempo prima, facendo anche fede alla sorta di autorizzazione a me accordata – anche se solo verbalmente – dal sig. Negri a disporre de “Il Romanzo del Vino” in piena libertà, avevo a mie spese fatto tradurre il libro nelle lingue inglese e spagnolo. Ho quindi suggerito al mio socio di utilizzare questo libro solo ed esclusivamente come omaggio per gli ospiti dell’evento, e la questione è stata delegata ad una società newyorkese che ha in brevissimo tempo realizzato 400 copie de “Il Romanzo del Vino” nella nuova versione “Il Sogno Vero” (tra le altre cose, snellita, rispetto alla versione originale, di glossario, ringraziamenti e postfazione, e con la copertina modificata). La cura di tale processo non è stata da me seguita direttamente ed è stata piuttosto frettolosa per ragioni di limitatissima disponibilità di tempo; è stato in questo frangente che si è omessa la citazione di Giovanni Negri come coautore (e forse di Stefano Milioni come colui che aveva curato nella versione originale il glossario, non presente comunque ne “Il Sogno Vero”).

La collocazione del libro in negozi “on line”, librerie e agenzie varie non ha nulla a che fare con me; non ho firmato alcun contratto, stabilito alcuna tiratura, concordato alcun prezzo di vendita. Sto cercando, anche nel mio interesse, di capire come sia stata possibile una cosa del genere. Se avessi avuto l’intenzione di commercializzare il Romanzo del Vino, lo avrei fatto con il suo vero nome, considerando il successo che il libro ha riscosso nella versione originaria in Italia.

Sebbene tali leggerezze siano state commesse nella più totale ingenuità e buona fede – a testimonianza di ciò, il fatto che Stefano Milioni è stato invitato all’evento de La Fiorita a New York, nel corso del quale gli è stato appunto consegnato “Il Sogno Vero” – non appena resomi conto del fatto ho subito scritto a Giovanni Negri, scusandomi sinceramente per quanto accaduto e rassicurandolo sul fatto che avevo già intrapreso ogni iniziativa per portare a soluzione la vicenda. Tuttavia, il sig. Negri, non ha affatto risposto alla mia lettera ed ha preferito informare la stampa (tutta), diramando un comunicato sul quale ovviamente riservo ogni valutazione e azione nelle sedi opportune.

Sono certo che queste mie parole dettate da un sincero amor di chiarezza saranno bene apprezzate da chi mi conosce e mi stima da sempre, da chi ha letto con piacere e colto lo spirito che anima Il Romanzo del Vino, da chi ha assaggiato i miei vini, e infine da chi mi ha dovuto conoscere in questa sgradevole vicenda, in cui, ribadisco, ritengo di essere io stesso parte lesa.”