Il Sedano bianco di Sperlonga diventa Igp

Letture: 138
Il sedano bianco di Sperlonga

L’Unione Europea riconosce l’Indicazione Geografica Tipica per il “Sedano bianco di Sperlonga”.

Il Sedano bianco di Sperlonga diventa il 17° prodotto della Regione Lazio ad ottenere un riconoscimento comunitario e si aggiunge ai 10 prodotti DOP e 6 IGP già approvati.
Inoltre il Lazio può vantare 354 prodotti Tradizionali e altri 7 prodotti DOP e 2 IGP in fase di riconoscimento.

Arsial, attraverso il progetto “Agricoltura Qualità”, ed in stretta sinergia con l’Associazione proponente, ha garantito l’assistenza tecnica nella stesura dell’intero dossier tecnico-scientifico-storico necessario per la presentazione della richiesta di riconoscimento prima al MiPAAF poi all’ Unione Europea.

“Dopo il riconoscimento della DOCG Cesanese del Piglio, la DOC Moscato di Terracina, il riconoscimento di decine di prodotti tra DOP, IGP e Tradizionali, arriva un ulteriore traguardo raggiunto dal progetto ‘Agricoltura Qualità’ di ARSIAL – commenta il Commissario straordinario dell’Agenzia, Massimo Pallottini. Una conferma del nostro lavoro di valorizzazione delle referenze agroalimentari della regione Lazio e, soprattutto, del sostegno concreto che l’Agenzia offre alle realtà produttive locali che investono sulla qualità e sul proprio territorio”. “La produzione di Sedano Bianco – conclude Pallottini – ad oggi si aggira sulle 4.000 tonnellate l’anno. L’introduzione del marchio IGP consentirà ai produttori di aprire nuove ed interessanti prospettive sia dal punto di vista produttivo che commerciale”.

Il sedano bianco

Il Sedano Bianco di Sperlonga è stato introdotto nelle zona di Fondi e Sperlonga intorno agli anni `60. La coltura del sedano si rivelò fin da subito una valida forma di utilizzazione dell’area dei “Pantani”, compresa fra il Lago di Sperlonga ed il mar Tirreno, caratterizzate da falda affiorante, che oggi costituisce l’ambito di elezione della coltura.
La presenza della coltura nell’areale di produzione è comprovata, inoltre, da una ricca documentazione fiscale risalente ai primi anni ’60, fino ai giorni nostri, quando il Sedano Bianco di Sperlonga, dopo una prima fase di introduzione, trova rapida valorizzazione commerciale e consumo sui mercati di Roma. Negli ultimi due decenni la coltura del sedano ha fatto registrare un trend di crescita costante.

La zona di produzione del Sedano Bianco di Sperlonga è caratterizzata da una situazione pedoclimatica molto favorevole per la coltivazione del sedano. Il suolo è costituito in parte da terreni calcarei e in parte da terreni alluvionali. Tipica della zona di produzione è la presenza di terreni con falda pressoché affiorante, compresi tra l’area di bonifica ed il mare.
È su questi terreni, denominati “pantano”, ovvero zone paludose, che si è sviluppata la coltura del sedano, prima in piena area e poi in coltura protetta. Infatti i terreni sono caratterizzati da una soluzione circolante con un elevato grado di salinità che, insieme alle particolari condizioni climatiche, conferiscono al Sedano bianco di Sperlonga le qualità organolettiche distintive, cioè la sapidità e il gusto dolce moderatamente aromatico che lo rende particolarmente indicato ad essere consumato fresco.

La produzione del seme avviene direttamente in azienda da parte degli agricoltori mediante selezione fenotipica (ossia ottenimento del seme dalle piante migliori) e deve essere quello iscritto al Registro volontario Regionale che tutela la biodiversità in agricoltura. Tale registro è detenuto dall’Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura del Lazio).

L’orticola contiene importanti sostanze bioattive come gli ftalidi, composti naturali aromatici, responsabili del caratteristico aroma di sedano, capaci di esplicare attività’ anticancerogena, come dimostrano recenti studi in materia.
Deriva, inoltre, dal vecchio genotipo ,assimilabile al sedano bianco dorato d’Asti che, tramandato da padre in figlio concorre sul mercato con nuove varietà’ più’ produttive e più’ resistenti. Ma le indubbie qualità’, la salubrità del prodotto in un’ottica di rintracciabilità’ e di garanzia hanno convinto sempre più’ questi bravissimi produttori ad evidenziarne lo status di eccellenza, impegnandosi a raggiungere l’obiettivo del riconoscimento dell’IGP (indicazione geografica protetta) e chiedendo nel contempo, la protezione transitoria del marchio.
Il vegetale occupa un ruolo determinante anche in ambito gastronomico, e si presta alle più’ svariate elaborazioni culinarie.