Il Taurasi di Clelia

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Diciamo la verità, già risaputa da chi ha vissuto l’anteprima a fine gennaio: l’annata 2000 del Taurasi non ha un rating esaltante e alcuni produttori dovrebbero stare molto attenti prima di vendere vini difettosi ad alto costo perché i consumatori costretti a fare i conti con la perdita del potere d’acquisto non sono più dei fessi pronti a pagare qualsiasi cosa pur di sembrare esperti e di non fare cattiva figura. Lo abbiamo scritto spesso: il costo medio di un Taurasi non può essere lo stesso di un Brunello e più alto di un Chianti. Non a caso si comincia a profilare l’invenduto: forse qualcuno aveva scambiato le bottiglie per azioni Finmatica al loro debutto in borsa e pensato di guadagnare qualsiasi cifra desiderasse, non barrique ma lampade di Aladino con il Genio pronto a coprire di euro le aziende.Chi ha la testa a posto va avanti puntando sul giusto equilibrio tra qualità e prezzo, con umiltà, ben sapendo che il Taurasi è grande ma non ancora iscritto ai vini di rango. Il Vigna Andrea 2000 di Clelia Romano ci ha commosso ed entusiasmato: finalmente un rosso capace di trasmettere le emozioni del territorio, non piallato dagli aggressivi legni americani ormai entrati in tutte le cantine italiane, fruttato e sostenuto però da una buona spalla acida, annuncio di longevità e bisogno di abbinamento ai piatti della cucina napoletana come per esempio la lasagna di Carnevale. Clelia Romano è stata sinora conosciuta per la straordinaria serie di Fiano regalata dall’enologo Angelo Pizzi negli ultimi dieci anni.Ma noi sappiamo come il terreno argilloso di Lapio, le vigne sdraiate a prendere il sole di mezzogiorno, siano la premessa per grandi rossi e non ha caso siamo poi nel cuore della docg. In questo momento sicuramente il rosso di Clelia Romano è, insieme al Cinque Querce di Salvatore Molettieri, tra i migliori dell’annata 2000. Il loro segreto non è poi così difficile da scoprire: seguire il proprio stile con decisione e smarcarsi dal gruppo dei vini piallati e paciosi. Quando si vuole essere di tutti non si appartiene a nessuno, e prima o poi ci sarà sempre una novità in agguato capace di spazzarti via.