Il Tintore di Tramonti sulla rivista Slow Food 45. ‘A Scippata, Borgo di Gete, Iss e Monte di Grazia: le degustazioni di tutte le bottiglie

Letture: 130
Grappoli di Tintore di Tramonti

Ecco le schede di degustazione che hanno accompagnato l’articolo del Tintore di Tramonti sulla rivista Slow Food numero 45

‘A Scippata Costa d’Amalfi rosso doc
Verticale 2005-2000

APICELLA
Uva: tintore e piedirosso (20%)
Prezzo: 15 euro franco cantina
Fermentazione in acciaio, elevamento in legno grande per 18 mesi e in bottiglia per sei
Vigna a conduzione con il sistema di lotta integrata della Regione Campania
Resa per ettaro 22/30 quintali
Altezza: 450/550 metri
Bottiglie: 4000
Alcol dichiarato: 14 gradi, acidità 6,8.
Colore sempre rosso rubino con riflessi violacei ad eccezione della 2000 che ne è privo.

Il vigneto La Scippata sotto la neve. Valico di Chiunzi, Costa d'Amalfi

2005
Un rosso pieno di energia, naso intenso e persistente di frutta fresca su tappetino balsamico regalato dal rovere con lampi di liquirizia. In bocca la freschezza detta tutti i tempi della beva, a cominciare dall’ingresso non piacione, poi l’occupazione laterale e, subito dopo del centro fino al finale pieno ma austero, lunghissimo. Bicchiere da abbinamento ai cibi, sapido, caldo, dinamico.
Gustoso: @@@@
Minerale: @@@@@
Elegante:  @@@@
Fresco:  @@@@@
Bevibilità: @@@@

2004
Il naso presenta la stessa carta d’identità del 2005, ma non ha la forza e il vigore necessari per distinguersi e per impressionare allo stesso modo. Ci si accontenta allora di un equilibrio olfattivo privo di intensità ma abbastanza persistente. In bocca ritorna la musica del 2005, freschezza, ancora frutta rossa fresca, lunghezza e intensità garantite soprattutto dall’acidità.
Gustoso: @@@@
Minerale: @@@@@
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Fresco:  @@@@@
Bevibilità: @@@@

2003
Naso maturo e non cotto, tipo prugne lasciate in estate a temperatura ambiente per un paio di giorni. La frutta è un po’ monotematica, come sempre accade in questo millesimo, ed è aiutata dalle notarelle balsamiche e dalla liquirizia. In bocca l’evidenza della stagione, ovviamente nei cru l’andamento vendemmiale è ancora più sottolineato, con la freschezza sicuramente presente ma domata, non selvaggia e categorica come negli altri millesimi.
Gustoso: @@
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Fresco:  @@@
Bevibilità: @@@@

2002
Annata saltata, la viticoltura quando non è incalzata dal commerciale non riesce a mentire.

2001
Il naso non presenta scissioni, ma legno e frutta si integrano perfettamente e in modo sapiente e saggio, si parte dallo sciroppo di amarena, completato da piacevoli note di tabacco, liquirizia un po’ più accentuata, resina, sottobosco (funghi), appena un po’ di nota fumé. L’olfatto è cangiante, piacevolmente dolce ma non stucchevole, pulito, intenso, persistente, non termina mai il racconto. In bocca il direttore d’orchestra resta l’acidità, ma tutte le componenti sono in equilibrio magistrale, a cominciare dall’alcol, poi il corpo, presente ma non pesante, la lunghezza, la pulizia finale e il ritorno di note di conserva salvaguardate comunque dalla freschezza. Un vino ancora giovane e in grado di crescere ulteriormente.
Gustoso: @@@@@
Minerale: @@@@@
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Fresco:  @@@@@
Bevibilità: @@@@@

2000
Prima vendemmia con un naso terziarizzato e segnato dai sentori di funghi e parzialmente di cuoio, poi torna la conserva di frutta rossa. In bocca è fresco, ma a differenza dei precedenti la materia si avverte un po’ di più e si pensa mentre si beve. I tannini appaiono un po’ scissi e non perfettamente integrati con il resto come nelle altre quattro bottiglie. Bene in abbinamento.
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Bevibilità: @@@

Sede a Tramonti. Via Castello Santa Maria 1
Tel. 089.856209, fax 089.876075
www.giuseppeapicella.it
Enologo: Prisco Apicella
Bottiglie prodotte: 70.000
Ettari: 7 di proprietà
Vitigni: aglianico, piedirosso, sciascinoso, tintore di Tramonti, falanghina, biancolella, pepella, ginestra


Borgo di Gete Tintore Igt Colli di Salerno

REALE
Uva: tintore
Prezzo: 22 euro
Fermentazione in acciaio, elevamento in tonneaux da 300 e 400 litri da 18 a 24 mesi. Poi 12 mesi in bottiglia.
Resa per ettaro: 45/55 quintali
Vigneto: un ettaro di viti piantate nel 1920 a 350 metri di altezza in conversione biologica.
Bottiglie: 1800 bottiglie.
Alcol dichiarato: 14,5, acidità 6,5.
Colore: rosso rubino con unghia violacea

Borgo di Gete Tintore Colli di salerno igt

2006
Colore rosso rubino, note cordiali di frutta rossa, toni dolci del legno, rimembranze speziate e di erbe aromatiche compongono il bouquet, di buona nitidezza e discreta complessità. Il sorso al palato è di buona tensione, con un centro bocca voluminoso, succoso, per un finale di media persistenza che necessita solo di un equilibrio da raggiungere tra acidità e alcol (degustazione di Mauro Erro)
Gustoso: @@@@
Minerale: @@@
Elegante:  @@@@
Fresco:  @@@
Bevibilità: @@@@

2005
Al naso prevalgono immediatamente i sentori dolci del legno, spezie e cioccolato e, in seconda battuta, la frutta rossa mentre in bocca la situazione è capovolta: dopo l’ingresso abbastanza morbido e dolce, la freschezza del vino prende immediatamente il sopravvento e segna indisturbata tutta la beva fino alla fine, volutamente lunga e pulita.
Gustoso: @@@@
Minerale: @@@@
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Bevibilità: @@@@

Sede a Tramonti, frazione Gete.Via Cardamone, 75
Tel. 089.856144
www.osteriareale.it.
Ettari: 1 di proprietà e 3 in conduzione.
Enologo: Fortunato Sebastiano. Bottiglie prodotte: 10.000.
Vitigni: tintore, piedirosso, biancazita, biancolella, pepella

Monte di Grazia Campania igt
Uva: tintore, piedirosso (10%)
Prezzo: 10 euro franco cantina
Uva: tintore e piedirosso (10%)
Fermentazione in acciaio, breve sosta in legno e poi affinamento in bottiglia per un anno.
Resa per ettaro 30 quintali
Altezza: 400/450 metri, vigneti a conduzione biologica
Bottiglie: 4000
Alcol dichiarato: 14 gradi, acidità 6,8.

Monte di Grazia rosso 2007 Campania igt

2008
Ancora troppo giovane, di un rosso rubino con notevoli riflessi porpora, di grande luminosità, come tutte le annate grazie all’elevata acidità, prevalgono i profumi erbacei di noce fresca e gli speziati di pepe nero, molto lentamente affiorano i sentori fruttati di ciliegia fresca su note delicatamente minerali; di notevole freschezza e sapidità con tannini tipicamente sottili.
Gustoso: @@@
Minerale: @@@
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2007
Differisce notevolmente improntando il patrimonio olfattivo sulla balsamicità e su una particolarissima nota di resina, anche qui è ben presente il pepe nero ed il frutto si percepisce in lontanaza su note di mora; di sferzante acidità.
Gustoso: @@@
Minerale: @@@
Elegante:  @@@
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2006
Ha goduto del tempo giusto per esprimere le potenzialità di questo vitigno, inizialmente timida al naso, si concede lentamente con piacevolissime note speziate di pepe e rabarbaro, in buona sintonia con i sentori fruttati di amarena ed una delicata mineralità, in bocca l’esuberante acidità è ben equilibrata da una nota leggermente più calda rispetto alle annate precedenti e da una ricca dote glicerica duvuta ai 14° di alcol.
Gustoso: @@@@
Minerale: @@@@@
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2005
Annata molto difficile a causa delle persistenti piogge, pienamente annunciata già dal colore granato con unghia aranciata, qui preevale il frutto di amarena sotto spirito accompagnato dalla spezia di pepe e le note balsamiche di eucalipto; in bocca predomina l’acidità, un po’ più moderata e sottili i tannini.
Gustoso: @@@
Minerale: @@@
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2004
Bellissimo color granato molto luminoso, l’impatto olfattivo è reso elegante dal tempo con prevalenza tipica di pepe nero ben affiancato dalle note di rosmarino su delicata vena minerale e leggera nota fruttata di ciliegia matura; ancora di gran verve l’acidità e delicati i tannini.
Gustoso: @@@@
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Degustazione di Marina Alaimo

Sede a Tramonti
Via Orsini, 36
Tel. e fax 089. 876906
www.montedigrazia.it
Enologo: Gerardo Vernazzaro
Ettari: 2 di proprietà
Bottiglie prodotte: 10.000
Uve: biancatenera, ginestra, pepella, tintore, piedirosso

E’ ISS Tintore Campania igt
Uva: tintore
Prezzo: 18 euro
Fermentazione in acciaio, breve sosta in legno e poi affinamento in bottiglia per un anno.
Resa per ettaro 30 quintali
Altezza: 400/450 metri, vigneti a conduzione biologica
Bottiglie: 4000
Alcol dichiarato: 14 gradi, acidità 6,8.
Vigneto: vigneto Scavato a Gete, vigneto Madonna del Carmine a Campitola e Colle Aveso a Corsano. Viticoltura condotta con il programma di lotta integrata
Gradi alcol 13,5, acidità 7,5

Rosso violaceo, vivo, con riflessi rubini, che annuncia l’acidità vibrante in bocca a cui si adegua tutta la materia. Grande sapidità, nessuna concessione dolce. Promessa di lunga, lunghissima vita, intanto un percorso fuori dai canoni fruttati della 2007. Al naso invece c’è ciliegia, una nota di lampone, pepe. Siamo davvero ai primi passi di un vino la cui storia è ancora tutta da scrivere. Più che abbinabile ai cibi della tradizione contadina meridionale.

Gustoso: @@@
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Sede a Tramonti
Via Salficiano, 18
Tel e fax 089.876748
Enologo: Carmine Valentino
Bottiglie prodotte: 50.000
Ettari: 3 di proprietà e 9 a conduzione
Vitigni: tintore, piedirosso, falanghina, biancolella, pepella

3 commenti

  • gaspare

    (11 maggio 2010 - 20:01)

    Alcune note a margine di questo bell’articolo: avendo conosciuto bene bene questo territorio grazie a big Luciano, mi permetto di dare qualche indicazione in più.
    Innanzi tutto ho notato nella Scippata 2005, tra i mille e più pregi di questo prodotto storico, una tendenza a rafforzare l’acidità oltre un certo limite e a un consecutivo lavoro sulle malolattiche, il che a mio giudizio è troppo particolare come lavoro, preferendo io più esattezza sul balance degli acidi. Ma è Madre Natura. Resta una buona annata, ma la 2004 mi è piaciuta il doppio. Almeno sotto questo aspetto. Almeno per le bottiglie degustate.
    Per il discorso Borgo di Gete il lavoro di questi anni è entusiasmante, ho notato grandi miglioramenti. Il vino di Reale è un bellissimo prodotto, concentrato eppure moderno. Fine, molto fine (nel senso di finezza: il che è ‘na bella cosa!), segno di scelte corrette sui lieviti. Lavoro sul legno interessante ma da evolversi ancora in meglio. Acidità bilanciata e complessivamente inferiore alla media: ciò non toglie che quello di Fortunato Sebastiano (che, per nostra e sua fortuna, non si strizza l’occhio a niente, lavorando sulla Sua strada: che dio lo abbia in gloria!), a me, è un balance di acidità che me-me-gusta-mucho.. dunque ricapitolando fine e bilanciato come vino.
    Infine il Monte di Grazia. Beh, selvaticamente armonico, elegantemente scorbutico, esso (parlo soprattutto della 2009) è Il Riassunto del Tintore, nel bene e nel male:
    • Naso ricco;
    • Naso fondamentalmente fruttato;
    • Profumi di humus;
    • Retrolfazioni di rosa, tanta rosa che si interseca e si confonde col profumo di pepe nero, tanto decantato ma che così evidente forse non è, ma c’è e ve l’assicuro;
    • Chiusura vegetale-erbacea;
    • Tannini presenti verdi ovviamente, ma non fastidiosi di regola;
    • Molto estratto, che se estratto, è estratto estratto;
    • Rapporto interessante col legno complessivamente, ma non risolto, non capito, non ben interpretato (qui parlo ovviamente in generale, per quei produttori che usano, o useranno, legno). Il tintore sviluppa plurinote similterziarie tutte sue, dovute alla vecchiezza delle piante, al piede franco e al particolare suolo vulcanico. Il tintore che cos’è? Il tintore sono piante gigantesche, dunque “ha il legno già dentro”. Secondo me;
    • Se si usano lieviti selvaggi il naso si apre prima, differenziandosi su note più floreali, e dispiegando un po’ maggiormente il ventaglio olfattivo, con note non immediatamente “fini”. E’ al riassaggio e alla retrolfazione e, soprattutto, con l’attesa che il lievito selvaggio aiuta l’assaggiatore a meglio comprendere alcuni risvolti dell’anima del tintore. Anima solo apparentemente larga, ma in realtà molto interessante. Un discorso da affinare cmq;
    • C’è molto fumè, molto tostato, che insomma imita il legno, ma legno non è;
    • Dopo un lustro (5 anni) lo scenario fondamentalmente non muta in generale, essendoci moooooooolta acidità e mooooooooolto tannino ben maturo (‘o Miracolo!), sì, si potrebbe/dovrebbe attenderlo. Chissà che ne esce fuori veramente ad interpretarlo Bene il sig. Tintore… di sicuro aumenta, al momento, intensità e persistenza. E non è poco, di questi tempi.

  • tom hyland

    (12 maggio 2010 - 04:03)

    Luciano:

    Confermo il tuo opinione sul A’Scippata 2001 – un vino straordinario.

    Ho una bottiglia lasciato nel mio cantina – quando devo bere?

  • Luciano Pignataro

    (12 maggio 2010 - 07:43)

    @Gaspare
    Grazie per il bel contributo, as usual
    @Tom
    Il Tintore si beve quando fa freddo e hai un bel piatto ricco da fare fuori in compagnia degli amici

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