Il Vassallo 2008 Lazio Rosso igt Colli Picchioni |Voto 81/100

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I filari di Colle Picchioni
COLLE PICCHIONI

Uve: merlot (60%), cabernet sauvigno (30%), cabernet franc
Fascia di prezzo: 10-15 franco cantina
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

VISTA 5/5 – NASO 25/30 – PALATO 25/30 – NON OMOLOGAZIONE 26/35

Nel Lazio, terra di Bacco per antonomasia, la produzione vinicola da troppi anni ormai sconta il debito di una cattiva fama, che si trascina appresso come un marchio indelebile di vini scadenti e di bassa qualità. Nell’immaginario collettivo si pensa a questo territorio, soprattutto all’area dei Castelli Romani, come paradigma di vini bianchi semplici e beverini, da assaggiare senza impegno con gli amici nelle innumerevoli osterie e taverne romane. Eppure, a pensarci bene, proprio qui, nei Castelli Romani, negli ultimi anni si è registrata una sempre più convinta e costante crescita sulla strada dell’alta qualità.

E, quello che più conta, non più soltanto con una connotazione riferita ai vini bianchi tradizionali, ma soprattutto con l’impiego di vitigni alloctoni, per un progressivo processo qualitativo sdoganato dai soliti schemi. Ecco allora che vini di stampo bordolese prendono corpo e offrono una sintesi mirabile di quello che una buona terra come questa può produrre. Tanto è vero che questi vini, accolti favorevolmente dalla critica e dai consumatori, vengono subito premiati con i massimi riconoscimenti.

Il Vassallo

Uno degli esempi emblematici di questa svolta è rappresentata dall’azienda “Colle Picchioni” di Marino, che dal 1976 opera in questo territorio. Paola Di Mauro, allora una giovane signora energica e risoluta e tra le prime ad aderire all’associazione nazionale “Donne del vino”, acquistò otto anni prima un piccolo appezzamento di terreno alle porte di Roma. Il suo intento era quello di trascorrere qui qualche fine settimana, sfuggendo così al caos cittadino e ritemprando lo spirito in un ambiente incantevole tra il Tirreno ed il lago di Albano, non lontano dalla sede Pontificia di Castel Gandolfo. Apprezzando i doni di una terra fertile e generosa, Paola decise di abbandonare la sua precedente attività per dedicarsi completamente ed appassionatamente alla produzione vinicola. Qui, ella si rese subito conto che il terreno, di origine vulcanica e ricchissimo di humus, era particolarmente adatto a creare vini di qualità e di carattere. Con gli anni l’azienda crebbe esponenzialmente con la fattiva collaborazione dell’enologo Giorgio Grai e di Armando Di Mauro, figlio di Paola subentrato nel1985. Dal 1996, poi, si avvale della consulenza di Riccardo Cotarella. Nel frattempo, si acquistano altri piccoli appezzamenti, faticosamente sottratti alla lottizzazione edilizia, si rinnovano macchinari ed impianti e si cerca di ampliare la gamma dei prodotti, puntando sempre più sulla selezione e la ricerca sia in vigna sia in cantina. Dal 2004, poi, anche Valerio, figlio di Armando (terza generazione, quindi), è entrato a far parte a pieno titolo dell’azienda, seguendo la passione di famiglia.

Le botti in cantina

L’elaborazione vinicola aziendale è ampia e soddisfacente, ma il fiore all’occhiello è rappresentato dall’etichetta “Il Vassallo”, tipico blend bordolese, che in questi anni ha mietuto tanti successi. In questo assemblaggio la parte del leone spetta al Merlot con il 60% e poi Cabernet Sauvignon al 30% e saldo di Cabernet Franc. I vigneti sono posizionati su un terreno sabbioso e vulcanico, posto sui 300 metri s.l.m. Il sistema di allevamento è a cordone speronato. La fermentazione e la vinificazione avvengono in acciaio. Per l’invecchiamento il vino transita prima in botti grandi e poi in barriques per 18 mesi complessivi e altri sei mesi ancora per l’elevazione in bottiglia, che consente al vino di poter durare anche 15 anni ed oltre. Il millesimo 2008, quindi, si può definire un bambino ancora in fasce. La gradazione alcolica è di 14°. Il colore gioca su due sfaccettature: rosso rubino e bei riflessi violacei. I profumi sono molto piacevoli e ricordano le note di frutta rossa matura, con delle sensazioni accattivanti di prugna e ciliegie, insieme a delicate nuances di spezie che richiamano il pepe e la noce moscata. In bocca il vino è già abbastanza morbido, giustamente tannico e nel finale è persistente, tanto che lascia al palato una lunghezza fruttata e speziata. Un vino, quindi, molto elegante e dal timbro espressivo, intenso e profondo, destinato a migliorare con gli anni. Temperatura di servizio sui 18°, con accompagnamento di carni arrosto, pollame nobile, cacciagione e formaggi a pasta dura stagionati. Chapeau!

Questa scheda è di Enrico Malgi

Sede a Frattocchie di Marino (Roma) – Via di Colle Picchione, 46 – Tel. 06/93546329 – Fax 06/45227143 – E-mail info@collepicchioni.itwww.collepicchioni.it – Enologo: Riccardo Cotarella – Ettari di proprietà: 4, più 9 in affitto – Bottiglie prodotte: 100.000 – Vitigni: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah, Sangiovese, Cesanese, Malvasia, Trebbiano, Sauvignon blanc e Semillon.

10 commenti

  • Lello Tornatore

    (3 febbraio 2011 - 09:35)

    Se ci riuscite, fermate quest’uomo !!! Enrico, sei arrivato anche nel Lazio? E chi ti ferma più…qualche giorno ci troveremo , aprendo il blog, al cospetto di una foto tua, magari insieme ad amici produttori con gli occhi a mandorla… Benissimo, Enrico, ma se mi permetti una piccola precisazione, ” il tipico blend bordolese “, non è blend, ma uvaggio. Grandissimi abbracci

    • giancarlo maffi

      (3 febbraio 2011 - 10:54)

      caro lello, fidati di maffi: fra un po’ malgi chiuderà il cerchio. da piccoli interventi come commentatore, a grandi ,perfino grandiosi copia incolla. poi ha saltato il fosso e ha iniziato a scrivere sui vini. poi è passato ai ristoranti deliziandoci con puntate lombarde mica da ridere, addirittura impreziosendole con ardite votazioni. il passo successivo sarebbe la presa di possesso del blog stesso.

      che ne dite? malgi&pignataro foodwine blog intenational corporation puo’ essere appropriato?

      se casomai il pigna non fosse d’accordo il nostro cilentano potrebbe arruolarsi in un nuovo blog nascente o restilizzato, fate voi.

      le porzioni sono piccole ma l’esperienza è tanta. e potrebbe perfino ritrovarci un suo amico :-))

      • ALBA

        (3 febbraio 2011 - 11:21)

        E’ sicuramente Maffi 2 che scrive e non si distingue bene l’invidia dalla gelosia.

        • giancarlo maffi

          (3 febbraio 2011 - 19:38)

          arrivo tardi, alba, e mi scuso. è stata una giornata impegnativa. ti faccio i miei complimenti : la tua battuta è degna di http://www.spinoza.it :-)

          • ALBA

            (3 febbraio 2011 - 20:48)

            Grazie Maffi 1, non conoscevo, mi piace.

  • enrico malgi

    (3 febbraio 2011 - 09:55)

    Io non so cosa potrei fare senza i tuoi preziosissimi e graditissimi consigli ed appunti. Mi stai insegnando veramente tutto. Grazie, Lello, soprattutto per la tua continua attenzione nei miei confronti. Per quanto riguarda poi i miei spostamenti, ti faccio io un appunto, perché nel Lazio già c’ero stato a visitare l’azienda di Sergio Mottura, ti ricordi? In Giappone ci sono stato ultimamente ed ho degustato un vino locale bianco chiamato Koshu, se non sbaglio (tu mi correggerai…). E poi, vedi che sto viaggiando molto in tutta l’Italia meridionale ed insulare. Quindi aspettati altri post lontano dal Cilento e dalla Campania, va bene? Ti abbraccio.

  • enrico malgi

    (3 febbraio 2011 - 13:06)

    Giancà la tua spiccata inclinazione chiaroveggente mi mette in difficoltà. In poche parole hai saputo dipingere un panorama perfetto ed alquanto realistico. Solo che io non volevo scoprire adesso le mie carte, volevo aspettare ancora un pò per realizzare tutto quello che tu dici e che corrisponde al vero. Il fatto è, poi (non ti dimenticare questo), che io sto facendo ancora un percorso formativo, diciamo in itinere. So cercando di imparare da tutti voi, veri professionisti, il mestiere di wine and food writer. Vi ringrazio, quindi della vostra tolleranza, generosità, gentilezza,disponibilità e, soprattutto, per tutte le volte che dispensate la vostra lectio magistralis (si dice così?). E, comunque vi voglio un bene dell’anima, in modo particolare a 3-4 persone. Abbracci paterni e che il Signore sia con voi e vi protegga sempre. Amen!

    • ALBA

      (3 febbraio 2011 - 13:14)

      Embè, ti sembra questo il modo di lasciarci Enrico? Perchè se è vero tutto quanto, ci rimarrei molto male se con uno sccop e una benedizione tu ci piantassi in asso così. Tu quoque ?

  • enrico malgi

    (3 febbraio 2011 - 14:05)

    Alba, ma che hai capito?. Guarda che faccio come Nennillo in “Natale in casa Cupiello” (questa è una minaccia…..) . Zio Pasqualino: “Mettimi pure a me dint’ a lista”. Nennillo: “No! Non te voglio mettere”. Hai capito? Quindi stai attenta, che non ti metto più in quella lista;-))))))))))))))))))))))))))). Ti abbraccio carissimamente.

    • ALBA

      (3 febbraio 2011 - 14:10)

      pfiuuuuu….

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