Ilaria Petitto: “Viticoltori irpini trattati dalla Forestale come trasportatori di rifiuti tossici”!

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Ilaria Petitto
Ilaria Petitto

Su Facebook uno sfogo di Ilaria Petitto, titolare di Donnachiara: portare uva in cantina in queste giornate di tempo volubile è diventato più rischioso che trasportare rifiuti tossici. Un paradosso, certo, che non chiede la fine dei controlli ma semplicemente buon senso nell’esercizio del potere. Già le leggi burocratiche trattano le piccole aziende con i parametri industriali, e questo vale per tutti i settori dell’alimentare. A questo si aggiunge la debolezza politica del sistema vitivinicolo irpino che si evidenzia proprio in questi episodi. Ricordo un giorno a Paternopoli una azienda venne circondata da una decina di auto di forze dell’ordine, manco fosse in corso un summit di clan. I lavori di vendemmia furono interrotti per due giornate. Alla fine, dopo un anno, il risultato di questa operazione fu una multa di tremila euro per delle cassette di uva non registrate. Viene da chiedersi quando è costato fare quel controllo. E’ l’Italia della burocrazia, degli autovelox trasformati in un tassa di mobilità dai comuni che devono mantenere gli stipendi, dei mille cavilli che spingono i giovani ad emigrare come i loro nonni in paesi dove non esite questo cancro di un milione di persone che campano di politica. L’Italia dove i contadini hanno fatto la fine degli Indiani d’America: o al circo o nelle riserve.

di Ilaria Petitto

Apprendo da FB che oggi sarebbe la giornata mondiale del sorriso…
Bene, sono una convinta sostenitrice del prendere sempre tutto col sorriso, del vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, di vivere la vita con ottimismo.

Devo però constatare, con amarezza, che viviamo in un Paese fatto per delinquenti, dove le persone per bene, che lavorano onestamente e creano sviluppo, vengono ostacolate in tutti i modi.

Non sto qui a dilungarmi, odio gli sfoghi su FB. Ma la mia è più una denuncia.

Mi riferisco ai controlli che la Guardia Forestale, esegue, in questi giorni di vendemmia, sui mezzi che trasportano le uve in Cantina.

Allora, volendo sorvolare sulla qualità di una vendemmia come quella di quest’anno, per non essere una voce fuori dal coro, rispetto a tutti quei produttori, che diranno, che , miracolosamente, nel loro vigneto esiste un microclima diverso, dal tempo balordo di questi ultimi 6 mesi, e che quindi, anche la 2016 sarà una grande annata.

Mi soffermo piuttosto sul fatto che ci si accanisca contro dei poveri Cristi che trasportano pochi quintali di uve, sotto la pioggia, per percorsi di pochi Km, e che devono subire posti di blocco, dove 6/7 persone di uffici diversi: Guardia Forestale e Antifrode, ti incalzano, manco trasportassi rifiuti tossici, e dopo ore di indagini ti verbalizzano multe per importi di € 7.000, con sequestro del mezzo etc.

Il tutto perchè non sei iscritto all’albo per trasporto conto terzi, e non hai la scia dell’ASL per il trasporto di alimenti.

Beh devo dire che più vado avanti nella mia attività imprenditoriale, più comprendo tanti che sono andati a fare impresa all’estero, tanti che evadono le tasse, tanti che guardano allo Stato, come alla peggiore Mafia che rovina questo Paese.

Questo è un Paese che si avvantaggia dell’intraprendenza dei privati e che ti restituisce solo pugni in faccia.

3 commenti

  • friariello

    (8 ottobre 2016 - 09:31)

    Come non essere daccordo.Provate a comportarvi così nelle terre del Prosecco in Veneto,o nelle terre della Franciacorta!Evidentemente in Campania la mancanza di associazionismo e di forti riferimenti politici determina quanto denunciato dalla brava Ilaria Potito.

  • Giuseppe Mastrodomenico

    (8 ottobre 2016 - 15:52)

    Ilà, sei patrimonio dell’UNESCO! Che bello sapere che “giù” non sono tutti degli inetti e che non hanno paura di denunciare il vero male del Sud: burocrazia estrema, stipendifici pieni di incompetenti piazzati dalla politica, che vessano e mandano via a calci in culo chi osa pensare con la propria testa, come è successo a me. Quando denunciai pubblicamente queste cose e tante altre, sono stato lasciato solo dai miei colleghi produttori. “Meglio tenerseli buoni e pigliarci le briciole, se no ci mandano i controlli”, è il pensiero comune. Oggi ho un motivo in più per dire che vale la pena comprare i tuoi ottimi vini: li fa una Donna (D,non d).
    A presto!

  • Ilaria

    (8 ottobre 2016 - 23:28)

    Giuseppe la tua è una storia che va raccontata
    Proprio questo dice Luciano nel suo incipit. I giovani che se ne vanno, tu invece, raro esempio di giovane che era tornato per dare un contributo alla sua terra: Ingegnere delle telecomunicazioni, mente brillante e creativa, costretto a cedere difronte all’inutilità di lottare contro i Mulini a vento. L’ITALIA del vino ha perso molto

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