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Import, inversione di tendenza sul mercato americano

26 marzo 2008

Il 2008 potrebbe segnare una svolta nell’andamento delle importazioni vinicole USA ed interrompere la fase positiva di cui godevano da diversi anni, secondo quanto emerge dai dati appena resi noti dell’Italian Wine & Food Institute relativamente al primo mese dell’anno.Secondo il presidente dell’Italian Wine & Food Institute, Lucio Caputo, l’elemento piu’ significativo che emerge dai dati di gennaio e’ che per la prima volta dal 2000 si e’ avuta’ una riduzione del 6,7%, nel totale complessivo delle importazioni vinicole USA che negli ultimi otto anni erano invece progressivamente aumentate.Secondo Caputo tale riduzione e’ stata essenzialmente provocata dal rallentamento della fase espansionistica delle esportazioni australiane, diminuite dell’11,7% e dalla contemporanea contrazione delle esportazioni europee che continuano a pesantemente risentire dell’aumento dei prezzi conseguente al costante rafforzamento dell’euro.Ad ulteriore conferma di tale tendenza e’ l’aumento del 3,3% nel valore complessivo delle importazioni USA conseguente al continuo apprezzamento dell’euro che e’ tuttavia la principale causa penalizzante delle importazioni dall’area dell’euro.Un altro fattore di particolare rilevanza e’ costituito, sempre secondo Caputo, dal fatto che l’accennata contrazione delle esportazioni australiane (-11,7% in quantità e -7,4% in valore) avviene proprio nel primo mese dell’anno che e’ quello nel quale tradizionalmente l’Australia, anche per l’inversa situazione delle stagioni, esporta di piu’ verso gli Stati Uniti. L’Australia, nonostante la contrazione delle sue esportazioni, scalza tuttavia, anche se, secondo Caputo, solo provvisoriamente, l’Italia dal primo posto nella classifica dei principali paesi fornitori del mercato statunitense per quanto concerne i quantitativi. L’Italia (-2% in quantità e +0,7% in valore) continua a mantenere invece il primo posto in valore anche se tale primato e’ solo causato dallo sfavorevole tasso di cambio dollaro-euro che rende piu’ cari i vini italiani senza alcun pratico vantaggio ne’ per il paese ne’ per i produttori.Gli effetti negativi dell’euro raggiungono comunque l’apice nelle esportazioni francesi che diminuiscono di ben il 18,4% in quantita’ ed aumentano di ben il 25% in valore facendo raggiungere ai vini francesi, grazie all’euro, un costo medio per litro senza precedenti causando al contempo gravi perdite di mercato.Continua invece l’espansione dei vini argentini che hanno acquistato un ruolo di grande rilevanza sul mercato statunitense grazie al loro bassissimo costo.