In giro per i vigneti del Piglio con Manfredi e Maria Ernesta Berucci

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Maria Ernesta Berucci

di Paolo Mazzola

Ho voluto proseguire il giro nelle terre del Cesanese intervistando la memoria storica e probabilmente il primo artefice della sua rinascita  Manfredi Berucci e la figlia Maria Ernesta, oggi direttrice della Strada del Vino Cesanese del Piglio. Manfredi è ancora oggi estremamente attivo un vero  poeta contadino, proviene dalla famiglia Massimi, molto importante in queste terre e da sempre coinvolta nella coltura della vite.  E’ stato il presidente della Cantina Sociale del Piglio fino al 1972  per poi restare nel Consiglio di amministrazione ed è stato trainante per la valorizzazione del territorio. Siamo partiti da lontano nella chiacchierata con lui e sono venute fuori tante notizie interessanti, ad esempio: la nascita del  Cesanese di Affile che presenta una vite dal grappolo con acino più piccolo e più spargolo  rispetto al  Cesanese comune.

Manfredi Berucci nel vigneto La Torretta

Nel XVIII secolo,  come testimoniano documenti dell’Abbazia di Subiaco e un quadro di Canaletto che raffigura la laguna di Venezia ghiacciata, ad Affile che ha un clima invernale rigido con un’altitudine sui 700-800 metri ci fu un’importante “gelata”  e  le viti morirono tutte.  Si decise di ripiantare ceppi provenienti dalla valle del Reno( altra ipotesi vuole dalla parte francese) per la loro capacità di  reggere a climi particolarmente  rigidi .  Ad Olevano dal clima più mite l’impianto di questi nuovi ceppi avvenne più tardi, mentre per il Piglio si fa risalire a dopo la rivoluzione francese . Infatti la cittadina e le viti furono bruciate  ad opera dei francesi, per vendicarsi di due soldati uccisi dai popolani perché avevano  sedotto due ragazze.

La fillossera arrivò tardi al Piglio, solo nel dopoguerra, e alla fine degli anni 50 gli effetti iniziarono a farsi sentire, vigneti vecchi di 100 anni ed oltre iniziavano a morire; per fortuna contemporaneamente  un grosso proprietario iniziò a piantare un vigneto di 8 ettari e da quest’impulso ci si svegliò dal torpore  e la cultura del Cesanese è arrivata vincente ai giorni nostri.  Elemento centrale della ripresa fu la Cantina Sociale del Cesanese del Piglio.

Conferitori alla Cantina Sociale

Fu creata nel 1960, con sede Piglio. La costruzione fu affidata al dottor Tomassoli un imprenditore di Pesaro. Dopo alcuni anni però iniziò una delle primi crisi economiche aggravata dal fatto che  non era più possibile con la nuova legislazione pagare la Cantina con l’uva, così  i conferimenti diminuirono notevolmente fino ad arrivare a 1500 q.li del 1967. Nel 1968 però ci fu una svolta decisiva per il futuro della cantina Sociale , Tomassoli accettò di essere pagato con il vino che derivava dai conferimenti alla Cantina, purchè fosse di selezione, ne  acquistò ben 100.000 bottiglie che diffuse in tutta Italia con l’azienda Enoselezione dei vini d’Italia, questo fu uno dei primi momenti che permisero al Cesanese di varcare i confini regionali.  Altri momenti focali nello sviluppo di questo vitigno furono l’ottenimento della DOC nel 1973, un FEOGA grazie al quale furono reimpiantati vigneti per oltre 200 ettari, alcuni dei quali ancora in attività, molti altri espiantati durante la crisi degli anni 80 complice il contributo che veniva dato .

Ruffo di Calabria, Pizzirani, Coletti Conti e Ferraioli all’epoca erano i principali proprietari di vigneti.Decisivo  per la ripresa e la valorizzazione del vitigno fu infine il rapporto con Franchetti iniziato nel 1994.

Manfredi Berucci nel vigneto La Torretta

Ricorda Manfredi che Franchetti venne ben 8 volte a vedere le vigne di Manfredi , 14000 all’epoca, per coglierne tutte le sfumature ed individuare le condizioni migliori e scegliere le marze migliori . Successivamente le fece replicare da Rauscedo , le piantò a Trinoro e successivamente in Sicilia dove sono coltivate ancora oggi . Questo nuovo impulso fu colto subito da alcuni importanti produttori, primo dei quali Antonello Coletti Conti e via via Perinelli, Marcella Giuliani e così via….

bel fondo pietroso e argilloso

Con Manfredi abbiamo visitato i vigneti dei suoi 5 appezzamenti, 30 ettari totali, in genere terreni argillosi non compatti, ma anche pietrosi e vulcanici:

–        Torretta 5 ettari con  vigneti di 8 anni , Casal Cervino dove convivono alcune vigne vecchie e altre di nuovo reimpianto di 6 anni fa , Valle Bianca 10  ettari , Vignali, dove si trova una spettacolare quercia plurisecolare,  territorio molto vocato con vigne nuove reimpiantate 5 anni fa.

Vigneti di Casal Cervino con alberi di olivo

 

Vigneto di 50 anni a Casal Cervino

 

Viti di 50 anni a Casal Cervino

Tutti questi vigneti fanno parte dell’azienda agricola Emme di Massimi Berucci; infine c’è il vigneto di casa, “Onda”,  a Colli Santi piantato nel 1975 , ultimo appezzamento ad essere vendemmiato dell’opificio Manfredi Berucci.

Bottiglie custodite a casa Massimi

Ambedue le aziende vinificano presso la cantina sociale, nella quale è possibile vinificare partite di uva separate.

Onda e etichetta celebrativa dei 150 anni

Abbiamo degustato a casa Massimi, residenza storica dell’antico Medioevo, situata nel comune di Piglio, utilizzata alcuni anni fa come agriturismo. La residenza è estesa su 9 livelli per 1000 mq. e custodisce fra tanti archivi storici, sale importanti e biblioteche un antico frantoio e una sala ricoperta con pareti “carte di Francia”.

Con Manfredi e Maria Ernesta in degustazione

Abbiamo iniziato con una curiosità:

Sottoilcielo del 2002 : Vino di 13°alc. ottenuto con Cesanese tagliato con Aglianico ( circa 20%) . Il taglio fu suggerito dall’enologo  Domenico  Tagliente ;  in quell’annata infausta e piovosa, ricorda Manfredi,   solo dopo il 15 settembre il tempo iniziò a volgere al bello. Il vino ha un colore trasparente, rosso granato evoluto, un olfatto ricco di sensazioni terziarie, di sottobosco e di humus, oltre che spezie e fruttato. Al palato ha una buona sapidità, una discreta acidità, donatagli presumibilmente dall’Aglianico. In sottotono le caratteristiche aromatiche tipiche del vitigno.

Casal Cervino 2010, Cesanese del Piglio Superiore. Produzione di 15.000 bottiglie, 13,5°alc. Maturato in botte piccola. Presenta un buon impatto olfattivo, fruttato da ciliegia matura e speziato di pepe e tabacco. Al palato denota una buona bevibilità con tannini abbastanza morbidi

Casal Cervino Riserva 2008, produzione di 4000 bottiglie, maturato per 16 mesi in legno e 6 mesi in bottiglia.Già alla vista denota la sua struttura con aspetto fitto denso poco trasparente, olfatto con prevalenti note speziate accompagnate da un fruttato maturo. Più strutturato e tannico, ampio e complesso al palato.

Vigne Nuove 2008    6000 bottiglie prodotte, un campione con i suoi 16,5°alc. Olfatto un po’ chiuso, che attende di essere decifrato,con un buon fruttato in evidenza, al palato  dimostra potenzialità evolutive e persistenza importante.

Onda 2009. Dai vigneti vecchi, vigna Colli Santi dell’azienda Opificio Manfredi Berucci  , 14,5°alc. i giovani di casa Massimi Berucci sono molto coinvolti in quest’azienda  il cui enologo è Daniele Proietti. Il vino vinificato anch’esso in Cantina Sociale matura 18 mesi in botte di rovere con successivo affinamento in bottiglia. Olfatto fruttato e speziato, coinvolgente equilibrato e complesso al palato…forse il mio preferito! 

Vecchi libri di contabilità delle vendemmie di casa Massimi
Album di famiglia delle vecchie vendemmie

Di estremo interesse anche la chiacchierata con l’attivissima direttrice della Strada Cesanese del Piglio la giovane Maria Ernesta Berucci, fra le tante iniziative mi ricorda quella del Tram del gusto, un vecchio tram ora gommato che percorre gli itinerari enoturistici alla scoperta del Cesanese del Piglio  e del Cesanese di Affile , passando nelle vigne,nelle cantine e nelle botteghe del gusto.

Con Maria Elena nel vigneto!

Molto bella anche la visita che abbiamo fatto ad una storica viticultrice, Maria Elena Sinibaldi, con vigneti a Paliano, tutte viti  a piede franco con le varietà di uva presenti nel territorio 30-50 anni fa.

Bosco castello di Maria Elena Sinibaldi

Un vero e proprio giardino botanico dove sono custodite varietà perlopiù sconosciute anche agli ampelografi più bravi!

 

Azienda Agricola Emme
Via Maggiore, 126 03010 Piglio (FR)
Sede Operativa: Via Casilina Nord, km 62,200 03012 Anagni (FR)
Tel.:  0775 769859
Fax: 0775 77661
www.agricolaemme.com

agricolaemme@libero.it

 

Opificio Manfredi Berucci
Contrada Elcini 6
03010 Piglio (FR)


Casa Vinicola Maria Elena Sinibaldi 
Via Bosco Castello, 33
03018 Paliano (FR)
Tel. 0775 533069
Cell. 347 1768774

 

2 commenti

  • Roberto Muzi

    (24 ottobre 2012 - 16:11)

    …ormai è ufficiale, Pà, sei il portavoce più autentico del Cesanese…
    Se vedemo domani (con le birre però…)
    ;-)

  • Marco Diaco

    (24 ottobre 2012 - 17:19)

    Sono ormai 11 anni che per merito di Francesco Berucci, figlio di Manfredi, conosco e apprezzo le produzioni della Casa. Complimenti e l’esortazione a proseguire in questa splendida passione

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