In vacanza fra le vigne del Vesuvio

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Benvenuti nel regno del Lacryma Christi: gli scavi di Pompei, quelli di Ercolano, e ancora Oplonti, le terme di Stabia, il Museo ferroviario di Pietrarsa a Portici, lì dove terminava la prima linea italiana costruita dai Borbone per far star comodi i nobili quando si trasferivano in villa, quello del Corallo a Torre del Greco, due grandi santuari dedicati alla Madonna. Oggi alcuni produttori si sono organizzati ed è possibile godere anche del vino, sapido e minerale, unico al mondo, la cui qualità è in costante ascesa: dal 12 al 14 settembre è in programma a Ottaviano «I Giorni del Lacryma Christi», la manifestazione organizzata dalla Strada del Vino presieduta da Michele Romano in collaborazione con il Parco, l’Assonelogi e con l’Istituto Alberghiero Luigi De’ Medici. Previsto anche un premio enologico intitolato ad Amodio Pesce, storico enologo della zona il cui testimone è passato al figlio Antonio. Convegni, banchi di assaggio, degustazioni guidate nello splendido Castello.

Sin dai tempi dei primi coloni Greci venuti dalla Tessaglia è l’uva la vera protagonista delle masserie e degli orti: la falanghina, la coda di volpe qui confusa con l’uva caprettone, la verdesca (per i bianchi), il piedirosso noto anche come Per”e Palummo, ossia piede di colombo per via del graspo caratteristico, lo sciascinoso e naturalmente l’aglianico (per i rossi) sono i vitigni tipici più diffusi e conosciuti. E ancora la catalanesca, ottima uva bianca da tavola portata dagli spagnoli e ancora coltivata soprattutto alle falde del monte Somma adesso vinificata in purezza dopo le prove svolte all’Università di Portici. Dal mix delle varietà su elencate, dove alcune uve rendono morbida l’acidità di altre, nasce appunto il Lacryma Christi, tra i vini italiani più conosciuti all’estero, doc Vesuvio riconosciuta ufficialmente nel 1983.

E allora, dove trascorrere una giornata diversa? Magari un mare-terra passando per gli Scavi? Cantine Podere del Tirone di Sandro Acunzo a Trecase organizza proprio pacchetti legati a Sorrento e a Capri. Visita ai vigneti e poi degustazione in una bella sala organizzata. Stesso discorso del vicino Maurizio Russo di Cantina del Vesuvio, storico produttore la cui famiglia imbottiglia dal 1951. Da Trecase a Torre del Greco il salto è breve: qui c’è Cantine De Caprio, una bella proprietà segnata dall’ultima colata del 1944. A Terzigno invece c’è Villa Dora di Vincenzo Ambrosio che ha acquisito l’ex proprietà dei banchieri Fabbrocino nel 2001 e che vede come enologo Roberto Cipresso, autore di un best seller nel 2007, «Il romanzo del vino». Infine ad Ercolano, proprio lungo la strada che dall’area archeologica porta in cima al Vesuvio, c’è Sannino, anche lui ben organizzato con sala degustazione e piccola foresteria circondata dal vigneto. Sono questi i produttori che costituiscono la punta dell’iceberg perché omai sono quasi cinquanta le cantine impegnate a lavorare il Lacryma Christi. Berlo sulle vigne piantate nella lava, con il Golfo ai piedi ha però un’altro sapore.

Il Mattino, 30 luglio 2008