Eccellenze Campane, bagno di folla per l'apertura

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Da sinistra: Pasquale Buonocore, Alessandro Barbano, Stefano Caldoro, Paolo Scudieri, Luigi De Magistris, Giorgio Calabrese

di Dora Sorrentino

Battesimo in pompa magna per la neonata sfida di Eccellenze Campane, il polo agroalimentare di Via Brin che riunisce i punti di forza dell'enogastronomia campana. Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, del presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, del patron del gruppo Adler, Paolo Scudieri, e del direttore generale, Pasquale Buonocore. Per Scudieri, Eccellenze Campane assume l'arduo compito di valorizzare non solo i prodotti del territorio campano, ma anche quello di recuperare un'identità perduta anni addietro dell'area est della città a pochi metri dal porto, abbandonata al totale degrado.

Eccellenze Campane, ingresso

«In questo polo raccontiamo arti, storie e mestieri appartenenti ad intere generazioni – ha spiegato il patron durante la conferenza stampa – per ripartire dalla terra del buono, dalla terra dei sapori». I duemila metri quadri dedicati alle eccellenze campane sono stati letteralmente presi d'assalto da giornalisti, produttori e consumatori, tutti impegnati a farsi strada per cercare di accalappiare qualche assaggio, mission impossible. “Da esogeni ad endogeni”, questo il passaggio fondamentale da mettere in atto secondo Pasquale Buonocore.

La pizzeria di Vuolo

«Stiamo vivendo un attacco mediatico massiccio su una piccola parte di territorio che va indubbiamente sanata, ma tutto il resto non può essere trascurato e giudicato negativamente, il buono della nostra terra deve emergere». Anche il dottor Giorgio Calabrese, uno dei più grandi esperti di salute e di nutrizione in Italia, è d'accordo. «Le eccellenze campane vanno diffuse nel mondo perché fanno bene alla nostra salute».

I rustici del panificio

E noi ci crediamo, così come crediamo nella riconquista e nel recupero di un'area fondamentale, che fa da cerniera tra la provincia e la città.

3 commenti

  • serafino nicola

    (18 gennaio 2014 - 12:52)

    Auguri per l’eccellente iniziativa e per l’ambizioso progetto territoriale in cui tanti di noi credono e lavorano quotidianamente nelle periferie e nelle trincee della ruralità. Spero e mi auguro che anche i nostri prodotti riescano a trovare spazio e visibilità in questa eccellente vetrina. Pomodorini di collina di Montecalvo Irpino- Olio di oliva exstra vergine delle colline irpine varieta’ Ravece- Pane di Montecalvo Irpino ecc.

  • Leonardo Capannoli

    (19 gennaio 2014 - 03:38)

    Sono stato ieri pomeriggio con un carissimo amico napoletano e sua figlia.
    Buona l’idea, un applauso agli architetti per la struttura, la grafica, i loghi. Sicuramente però ci sono aspetti da rivedere: non è possibile avere ad esempio la cassa dei taralli a 10 metri dal forno, fare la fila insieme magari ad una comitiva che deve ordinare il pranzo (e deve memorizzare tutti i piatti) per un biscotto. Tra l’altro ogni cassa è abilitata a soli due-tre punti vendita, ragion per cui noi – e molte altre persone – abbiamo avuto seri problemi a pagare.
    Assurdo poi trovare a tre giorni dall’inaugurazione, il primo sabato di apertura (con i corridoi pieni di gente, complice anche l’effetto novità), gli scaffali pieni di prodotti (pardon: eccellenze), con i loro cartellini-prezzi, e sopra tristi cartelli stampati in A4 recanti la scritta “Attenzione: vetrina in allestimento. Prodotti non destinati alla vendita”. Se la teoria dei “seven seconds” fosse vera (ed io ritengo che lo sia) si sta perdendo una bella occasione

  • michele

    (19 gennaio 2014 - 09:53)

    non si sovrappone a gran gusto?

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