Indagine Ais, l’immagine dei vini italiani nel mondo

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Antonello Maietta

Un’indagine dell’Associazione Italiana Sommelier, condotta attraverso le delegazioni della WSA (Worldwide Sommelier Association) fotografa per la prima volta lo “status” del vino italiano fuori dai nostri confini. I vini più in voga  all’Estero  sono Amarone, Chianti e Brunello insieme all’inimitabile Prosecco. Nelle scelte di acquisito gli stranieri privilegiano il rapporto qualità/prezzo: per una bottiglia di vino in enoteca spendono al massimo 20 euro (tra i 20 e i 45 al ristorante).  E aumentano ad ogni latitudine le iscrizioni ai corsi da sommelier.

 

Il vino italiano fa sempre più tendenza all’Estero. Dal Nord America all’Asia, dall’Oceania all’Europa, questo prodotto bandiera del made in Italy agroalimentare si sta togliendo grandi soddisfazioni sia sul fronte dei numeri – l’export continua a crescere con indicatori a due cifre – sia per quanto riguarda l’immagine e il prestigio. E’ questo il quadro confortante dipinto dai risultati di un’indagine realizzata dall’AIS – Associazione Italiana Sommelier  che ha coinvolto le delegazioni della WSA l’Associazione Mondiale dei Sommelier attiva con le sue antenne in oltre 20 Paesi nel Mondo – per scoprire qual è l’immagine percepita all’estero, in termini di vissuto e di visibilità, di uno dei simboli dell’ alimentare italiano.

Con questa ricerca, afferma Antonello Maietta Presidente dell’AIS, inauguriamo una nuova fase di grande attenzione dell’associazione su tutto ciò che ruota attorno al vino italiano nel mondo. Dall’estero, infatti, riceviamo inviti sempre più pressanti ad accompagnare questo prodotto con formazione e cultura. Desideriamo pertanto intensificare la nostra attività didattica per diventare i portabandiera del vino di qualità”.

 

“Oggi c’è molto interesse in tema di cultura del vino: numerosi appassionati giungono in Italia da tutto il mondo per seguire i corsi da sommelier ed esportare questo modello didattico nei loro Paesi d’origine”, sono le parole di  Franco M. Ricci, Presidente della WSA. “Significa che la pattuglia di ambasciatori della cultura del vino crescerà nei prossimi anni e che la scuola dell’AIS potrà diventare sempre più il punto di riferimento della cultura enologica”.

I PUNTI DI FORZA DEL VINO ITALIANO NEL MONDO

I sommelier nel mondo, ambasciatori del nostro vino di qualità all’estero, ci aiutano a capire pregi e difetti percepiti da chi cerca e acquista questo prodotto fuori dai nostri confini. Il nostro vino piace perché risulta, prima di tutto, “originale”, capace cioè di esprimere vitigni propri, autoctoni e legati al territorio. E poi perché è in grado di sposarsi a meraviglia con i piatti e le tradizioni gastronomiche delle popolazioni straniere. Questi due indicatori vengono votati con un 8 in una scala che va da 1 a 10. Si supera di poco la sufficienza, invece, quando si parla di “prezzo”, con il nostro vino che sconta un leggero gap rispetto alle tradizioni vitivinicole emergenti.

L’IMMAGINE DEL VINO ITALIANO E’ IN FORTE ASCESA TRA I CONSUMATORI STRANIERI

Per il vino italiano all’estero sembra essere iniziata una nuova era. I dati dell’indagine promossa dall’AIS non lasciano adito a dubbi: in 8 nazioni su 10, nel mondo, la qualità del vino italiano è considerata oggi ottima ed è molto migliorata negli ultimi 2-3 anni.

La percezione positiva sul nostro vino è confermata da un altro dato: dal punto di vista della presenza e della visibilità, il vino italiano sta tallonando quello francese in quasi tutti i mercati che contano. Infatti i giudizi dei sommelier nel mondo si ripartiscono perfettamente a metà tra chi considera più forte il primo e chi vede ancora in vantaggio il secondo.

 

TRADIZIONI VITIVINICOLE A CONFRONTO: E’ TESTA A TESTA TRA ITALIA E FRANCIA

Nell’ambito dell’indagine, le delegazioni della WSA hanno stilato una curiosa classifica ordinando le più grandi tradizioni vitivinicole internazionali in base alla qualità dei propri vini, così come viene percepita in quei Paesi.

Al primo posto di questa graduatoria troviamo la Francia, con 86 punti, incalzata però dall’Italia, con 77 punti, rendendo a portata di mano nell’immediato futuro un nuovo clamoroso sorpasso sui “cugini” francesi, questa volta all’insegna della qualità e del prestigio.

Medaglia di bronzo – un po’ a sorpresa – per la Spagna (60), mentre più indietro si piazzano California (34), Germania (30), Australia (14), Cile (8), Argentina (5), Canada (5).

Dalla ricerca è emerso che i Paesi baluardo del vino italiano nel mondo sono Stati Uniti, Canada, Brasile, Germania e Danimarca: in queste nazioni il vino italiano è gia considerato “più buono” rispetto a quello francese.

C’è ancora invece da lavorare per migliorare l’immagine del vino italiano in alcune realtà internazionali come Messico, Colombia, Inghilterra, Olanda e Spagna, dove la qualità del nostro vino è percepita in maniera inferiore rispetto a quella di altri Paesi produttori.

 

E’ L’AMARONE IL VINO ITALIANO PIU DI “TENDENZA” ALL’ESTERO

Accendendo i riflettori sui vini italiani più in voga all’estero, troviamo in cima alle preferenze dei consumatori i grandi rossi della tradizione enologica italiana che vengono preferiti a quelli bianchi. Tra le bollicine si registra un vero e proprio boom per il Prosecco con cui si brinda “all’italiana” in tutti i Continenti, mentre vini rosati e da dessert sono ancora poco conosciuti e citati.

Nella “hit parade” dei 10 vini italiani più amati all’estero al primo posto si classifica l’Amarone seguito, a pari merito, dal Brunello di Montalcino e dal Chianti.  Subito dopo sfilano Prosecco, Barolo, Pinot Grigio, Sassicaia, Moscato d’Asti, Barbaresco e Sangiovese.  

PAROLA D’ORDINE, RISPARMIO: IN ENOTECA SI SPENDONO MENO DI 20 EURO A BOTTIGLIA…

La ricerca dell’AIS ha preso in considerazione anche le fasce di prezzo più richieste dai clienti che acquistano vini all’estero. In enoteca vanno per la maggiore i vini compresi nel range che va dai 7 euro ai 20 euro: un giusto compromesso tra qualità e attenzione al portafoglio, anche se in questo modo si penalizzano alcune grandi eccellenze.

Al ristorante, invece, si pagano in media tra i 20 e i 45 euro. Più di rado per una bottiglia di vino si spendono oltre i 50 euro…

 

L’INTERESSE PER IL VINO ALL’ESTERO? DONNE E UOMINI APPASSIONATI ALLO STESSO MODO

Se in Italia la passione per la cultura del  vino attrae sempre di più il “gentil sesso” – negli ultimi dieci anni il numero delle donne iscritte ai corsi da sommelier è quasi raddoppiato – l’indagine rivela che questo trend riguarda anche il contesto internazionale. Oggi, fuori dai nostri confini le donne (48%) si interessano al mondo del vino, acquistandolo in enoteca e ordinandolo al ristorante, esattamente quanto gli uomini (52%).

Addirittura ci sono nazioni – come Giappone, Colombia e Inghilterra – dove sono le donne ad ergersi a paladine della cultura vitivinicola del proprio Paese, sorpassando in interesse e curiosità l’altro sesso. Una vera e propria rivoluzione culturale per un ambito, come quello del vino, da sempre tradizionalmente maschile…

 

 

Ufficio stampa AIS Associazione Italiana Sommelier

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