Intossicati 63 clienti. Al Noma primo ristorante al mondo, non in un locale di banchetti

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Ingresso del Ristorante Noma di Copenaghen

Dopo le dimissioni del Papa pensavamo di aver visto davvero tutto. In fondo l’ultimo cronista di una cosa del genere era stato un certo Dante.

Ma noi possiamo testimoniare di una cosa ancora più clamorosa: il crollo del mito del Noma, ritenuto dalla Best50 il miglior ristorante del mondo, quello che ha aperto la strada al vento del Nord nella gastronomia mondiale.

Ebbene, cosa è successo? Un incidente classico dei ristoranti da banchetto negli anni ’80 che facevano la gioia di noi giovani cronisti a cui seguiva puntuale la lettera di precisazione dell’avvocato: una sessantina di persone sono state male dopo aver mangiato nel locale del bel René.

I funzionari del Dipartimento dell’Alimentazione danese, il Fødevarestyrelsen, hanno ispezionato nei giorni scorsi il ristorante stellato dopo che almeno 63 clienti, che avevano pranzato a metà febbraio, sono stati colpiti da un norovirus conosciuto anche come virus di Norwalk.

L’agenzia sanitaria avrebbe inoltre riscontrato dei «problemi d’igiene».

Rene Redzepi

«Si è ammalato anche parte del personale venuto in contatto col cibo», scrive l’agenzia nel suo rapporto molto critico. Il Fødevarestyrelsen imputa al Noma di non aver disinfettato per tempo le cucine così da evitare un’ulteriore diffusione del contagio. Di più: i funzionari hanno poi scoperto che non c’era acqua calda nei rubinetti utilizzati dal personale per lavarsi le mani.

Insomma, per la legge del contrappasso, ad essere colpiti da virus e batteri sono proprio quei posti dove questa ossessione sponsorizzata dalle multinazionali ha dettato leggi e proibizioni (ricordiamo quella paradossale che voleva chiudere i forni a legna per pane e pizza in Italia).

Un incidente nulla toglie alla grandezza del Noma e al movimento culturale, sia chiaro.

Ma qualcosa di simile non mi sembra sia mai successa da Ferran Adria. E’ questa la differenza tra movimento e rivoluzione di cui ci ha parlato?

14 commenti

  • Fabrizio Scarpato

    (8 marzo 2013 - 16:52)

    Significa che anche Grillo e qualcuno dei suoi “grilletti” (in tutti i sensi) potrebbe avere un mal di pancia nei prossimi giorni?

  • tizi

    (8 marzo 2013 - 17:01)

    la vostra è proprio un’ossessione nei confronti di Grillo…siete patetici!!!!

    • Luciano Pignataro

      (8 marzo 2013 - 17:07)

      La vostra di chi?
      Io sono ossessionato da Berlusconi e Bersani:-)

    • Fabrizio Scarpato

      (8 marzo 2013 - 17:34)

      No, Tizi, non è un’ossessione, ma solo una battuta, con sottotraccia una constatazione ( e non merita ben quattro punti esclamativi). Comunque se caso è solo mia. Quanto al patetico, ebbene sì, lo sono, con le mie preoccupazioni, con una certa apertura mentale verso il nuovo, coi riferimenti che una formazione culturale, secondo lei sorpassata, mi porta a considerare. Verrò spazzato via dall’onda barbarica incompresa, ma coi capipopolo, coi capibastone sul cucuzzolo della montagna, gli stessi barbari (in senso dei portatori del nuovo) non potranno disfare nulla, perché troveranno solo macerie.

      • Max Lazzaroni

        (9 marzo 2013 - 19:59)

        Meglio un salto nel vuoto con Grillo che continuare ad affondare nella merda con questi vecchi politici che ci hanno dissanguato negli ultimi 40 anni …

        • Fabrizio Scarpato

          (9 marzo 2013 - 23:50)

          “Salto nel vuoto” e “politici”: le parole pesano e nel primo caso indica non assumersi responsabilità, lasciar fare, sperare alla bell’e meglio, nel secondo dimostra come nel tempo anche le parole più nobili, per quanto disattese, finiscano col perdere significato, utilizzate a vanvera, ognuno pro domo propria. In ogni caso, lasciar fare e svilire, sono parole che poco hanno a che fare con la democrazia, alla quale non voglio rinunciare. Democrazia è prendere una pala e spalare quella merda di cui lei parla, cambiare la classe politica perché la politica è una cosa bella, di fatto, citando Gramellini, sporcandosi le mani, partecipando. Tutto il contrario di un salto nel vuoto: quello lo fanno i topi stregati dal pifferaio di Hamelin.

  • oreste montano

    (8 marzo 2013 - 17:05)

    non mi meraviglio. ci sono stato un paio di anni fa e già l’ho fatto presente sul tuo blog!
    di fatto mangiai cose che assomigliavano a piccoli pastrocchietti senza sapore! dicevano però che era l’alta cucina della tundra! ma quello che mi è rimasto impresso, oltre al conto, per il quale vista la fam(e!)a, già ero pronto al relativo salasso, la cosa con la quale volevano fare colpo era una ciotolina in ceramica, sollevando il cui coperchio scoprimmo due uova di quaglia , posate delicatamente sopra un letto di fieno!
    sono sempre per fare una gara anche presso di loro, portandoci l’architetto con il suo spaghetto al san marzano!

  • Franco Ziliani

    (10 marzo 2013 - 09:55)

    essere guardinghi e sospettose e un filo preoccupati di fronte agli eccessi verbali e alla sempre più chiara demagogica inconsistenza e improponibilità di Grillo e dei suoi grillini é un dovere di ogni persona libera, intelligente, dotata di senso critico. Senza l’anello al naso e indisponibile a versare il cervello all’ammasso

    • max max

      (21 marzo 2013 - 10:36)

      quindi lei che mi magnificava uno che poi si è rivelato un bel bugiardo adesso mi propone di dare il mio voto al nano o alla banda del monte pacchi siena?

  • Oreste

    (10 marzo 2013 - 20:47)

    Scusate ma pure quando aliamo di qualcosa di piacevole ( veramente non e’ questo il caso) dobbiamo finire a: chi sei tu e chi sono io? E basta….

  • giuseppe tassone

    (11 marzo 2013 - 07:40)

    Peccato,avrei voluto assaggiare i famosi licheni alla parmigiana.

  • antonio fumarola

    (11 marzo 2013 - 11:39)

    una volta i bimbi bevevano l’ovetto fresco direttamente dal buchetto praticato sul guscio,ignorando da dove provenisse l’uovo. poi però si moriva di dissenteria, cosa che oggi grazie a dio nn succede quasi piu, e non a caso.
    senza dettare nei dettagli della microbiologia [materia sulla quale ho versato sangue], dico: possibile che l’uomo del terzo millennio per creare cose nuove debba regredire? da che mondo è mondo lo scopo primario della cottura è quello di trattare termicamente cibi in modo da renderli sicuri da un punto di vista igienico. Responsabile dell’intossicazione al Noma è un piccolo calicivirus, il Virus di Norwalk [o Norovirus], responsabile di gastroenteriti,altamente contagioso per via interumana ed inattivabile, guarda caso, a temperature superiori ai 60°C. il cibo crudo è quantomai problematico, occorre prestare attenzione massima nel suo servizio e capire che NON TUTTI I CIBI si possono prestare al consumo senza cottura.sperimentazione e nuove tendenze mi stanno bene,: ma se nel piatto mi metti il lichene raccolto dal tuo orticello o nella tundra [sul quale dubito che a cadenza periodica ci va un controllo sanitario], oppure mi metti animali vivi non eviscerati [quindi con ancora intestini e micromateriale fecale annesso] è evidente che qualcosa di fondo non va. libertè, fraternitè, cruditè!

    • Lello Tornatore

      (11 marzo 2013 - 12:32)

      Caro Antonio, mi pare che i problemi del Noma siano di tutt’altra natura rispetto all’ovetto fresco cuccato direttamente nel pollaio, come tu evochi e come io faccio ancora(naturalmente dal mio pollaio)…ricondurre il problema alla cottura dei cibi, mi pare un tantinello azzardato e poi a quei tempi si moriva di dissenteria o di appendicite(un fratello di mia madre morì ad otto anni di appendicite, i medici non avevano diagnosticato per tempo il problema) perchè la scienza era ancora molto indietro. Una volta i formaggi venivano tutti da latte crudo, con un’igiene nella caseificazione, pressocchè approssimativa, non mi pare ci siano state epidemie fatali. Che si debba prestare un’attenzione maggiore ai cibi crudi, come tu giustamente sottolinei, è pacifico, ma di qui a ingenerare una fobìa verso tale consumo, mi pare un’esagerazione. Ti saluto caramente…

      • antonio fumarola

        (11 marzo 2013 - 17:16)

        no per carità, nessuna fobia la mia! sono un azzardatissimo consumatore di crudità, ivi compresi i gamberoni viola del mio paese,i quali da crudi danno il meglio di se. io ho sottolineato un altro aspetto: quando si fa il crudo lo si deve fare bene e con norme ben precise. delle formiche vive sono sicure? il lichene raccolto sulla roccia di non so dove è controllato?sta di fatto il problema del noma è stato un virus che con una normalissima pastorizzazione a bassa temperatura sarebbe stato ucciso, quindi anche con la piu fugace delle cotture. [le epidemie son ben altra cosa, prevedono varianti altamente patogene diffuse per mezzo di vettori, solitamente animali. per i formaggi crudi si moriva eccome, così come con qualsiasi altro cibo contaminato. solo che non se ne aveva consapevolezza!]. non è detto che il cibo debba per forza essere scadente, la contaminazione può essere disgraziatamente accidentale [specie per i virus]. è evidente però che se qualcuno ha mangiato e s’è beccato n’infezione da virus che a 60 gradi muore, qualcosa non è andato nei processi di igienizzazione. e su questo non ci piove.un saluto anche a te!

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