Curiosità
3

Intravino in sciopero contro Bernardi, lotta di classe e stracci che potrebbero volare

17 novembre 2012

Antonio Tomacelli e Massimo Bernardi

Leggete un po’ cosa scriveva il Morichettti appena sette mesi fa

Una fucilata. Solo pochi giorni dopo le fiere e siamo ai titoli di coda. Il team non regge più gli urti come un tempo e scelte affrettate hanno logorato prepotentemente gli animi. A nulla è servito ricucire e discutere: sono volati stracci e parolone, ben oltre il limite sopportabile tra persone mature. Quasi 3 anni dopo (era il 22 giugno 2009, PORCALAMISERIA!), possiamo raccontare un’esperienza magnifica ed entusiasmante, nuova per tutti noi e dirompente. Linguaggio e prospettiva fuori dagli schemi sono stati la fortuna di Intravino e lo sanno anche i detrattori. Gli amici, i lettori assidui, i commentatori che hanno reso questo posto unico, porteranno sempre con sé il ricordo di una community speciale, che mancherà a me come a Fiorenzo, Antonio, Andrea, Francesca, Massimo e tutti gli altri del team. Scrivere queste righe mi mortifica perché il seguito auspicato era ben altro. Purtroppo questa esperienza non si regge più in piedi e dobbiamo prenderne amaramente atto. Continuerà, magari, ma temo non qui e non ora. Cari lettori, vi abbiamo voluto bene. E ad ogni “L’ha detto Intravino”, pure voi.
Aggiornamento del 2 aprile: Era un pesce d’aprile :-) .

Con il consueto stile pop a tric trac, brillante e divertente però poi noioso perché fa solo petting mentale senza arrivare mai al quid, Moriché  annuncia la chiusura. Era uno scherzo, il pesce d’aprile, ovviamente. Idea neanche tanto originale, ma così autocelebrativa da starci abbastanza bene con un faccino che annuncia il lieto fine il giorno dopo.
Beh? Lo direste voi che le cose stanno esattamente così? Dall’8 novembre il sito non si rinnova, forse si vuol battere il record di Spigoloso, in coma dall’8 marzo 2011, il blog delle donne per le donne che ha chiuso con la festa delle donne.

Rumors giravano da tempo, la soluzione Pagano da noi annunciata non era ben vista da molti, ma la novità è il braccio di ferro tra Bernardi e Tomacelli, la fantastica coppia cinica che dopo aver seminato lacrime e sangue nel settore ora si affronta sul ciglio del burrone a colpi di Mac: il primo vede Intravino come mera appendice di Dissapore, non a caso i soldi guadagnati sono stati utilizzati solo per il restyling del food. Il secondo punta i piedi ma non ha altra arma se non lo sciopero visto che il dominio è controllato da Bernardi.

Il gruppo vinoso fermenta rabbia, si spera ancora in un accordo, ma tra i denti già escono parole pesanti che non riferiamo per dovere di anonimato, una volta ci avvantaggiamo noi di questa regola che ha fatto la fortuna del network.
Del resto si lavora con piacere gratis in cambio di visibilità se tutto resta un gioco, un dopo lavoro. Ma quando dal gioco si passa agli incassi veri? Forse vanno riviste abitudine e consuetudini.
E, come nel cartaceo, può il vino essere considerato solo mucca da mungere? 

L’idea dell’agorà alla base del blog ci è molto piaciuta all’inizio, poi ci siamo accorti che qualcosa non andava. Soprattutto l’estrema leggerezza con cui sono stati trattati argomenti pesanti e complessi come nel caso di Francesco Guccione, il pestaggio a cui è stato sottoposto Franco Ziliani senza un minimo di tutela editoriale. Non sono bastati i reportage tecnici per cancellare in noi l’amarezza di una occasione persa. Non ci è piaciuta soprattutto l’idea di un sapere che si forma attraverso la chiacchiera urlata, anonima, senza un filtro specialistico come ha esplicitato e teorizzato Fiorenzo Sartore, uno dei padri fondatori di Intraring,  in più di una occasione: forse non si è reso conto che nell’agorà dove tutti parlano c’è spesso solo uno a incassare le fatture. Perché le chiacchiere anonime possono irritare o divertire, mentre i numeri sono l’unica opinione che alla fine conta. Come al solito, opposti estremismi: il primo a dare ragione al compagno Fiorenzo sarebbe un certo Berlusconi.

La conseguenza di questo atteggiamento è che nessuno sente l’esigenza di spiegare ai propri lettori quel che sta succedendo. Come quando da bambini si litigava al calcio e il proprietario del pallone se lo portava a casa. Ecco, in un giornale questo non sarebbe possibile: il rispetto per i lettori è anzitutto rispetto per se stessi. Se non si danno spiegazioni di quel che accade ci sono solo due deviazioni, l’infantilismo o l’autoritarismo. Ossia l’Ego senza freni, nel caso come nell’altro.


3 Commenti a “Intravino in sciopero contro Bernardi, lotta di classe e stracci che potrebbero volare”

  1. Angelo scrive:

    Come previsto, stavano a fancularsi. Che peccato! :-)

  2. Annoto che pescare ad arte 3 post sui 2.500 pubblicati è un articolato esercizio di analisi critico-giornalistica ma effettivamente i pezzi citati possono far gioco per avvalorare una tesi indubbiamente raffinata ed originale. Per carità, non mi sarei aspettato altro ma almeno è stato un buon gancio per passare di qui una volta l’anno ;-).
    Il problema è che l’idea alla base del blog ci piace ancora, e molto, quindi è solo questione di tempo. Grazie comunque dell’interessamento, sappiamo di avere nell’autore del post un lettore che ci seguirebbe ovunque e questo ci gratifica.

    • Luciano Pignataro scrive:

      Forse, Ale, spiegare quel che è successo è chiedere troppo?
      Certo che vi leggerò ovunque, sono l’unico vecchietto che vi fa mangiare polvere. Perché privarmi di questo spasso?:-)