Ipercoop e la promozione sulla pizza e la mozzarella che fa venire i brividi

2/4/2017 4.7 MILA
La promozione di Ipercoop
La promozione di Ipercoop

Un bella margherita surgelata a 2,19 euro? Beh, basta mettere un altro euro e 81 centesimi per mangiare un bel capolavoro artigianale in una qualsiasi pizzeria di Napoli.
Ecco come la grande distribuzione uccide il made in Italy. Sapete perché? Sarà anche buonissima, ma ad un certo punto spunterà qualcuno in Cina che arriva sul mercato a 2,18.
Mentre nessuno potrà mai sostituire un artigiano.
Lo scontro del cibo è tutto qui. Sarebbe poi da fare un altra domanda: la mozzarella buona non può costare meno di 8 euro al chilo. Quindi a dire poco qui ce ne dovrebbe essere un euro calcolando le proporzioni. Calcola poi il costo di pomodoro, olio, processo di surgelazione, manodopera…
Come fa ad essere mozzarella di bufala campana?
Il Consorzio che ha poteri ispettivi perché non verifica subito se il nome è usato non in termini di legge?
E nel caso sia usato non a norma, non promuove una azione di risarcimento?

6 commenti

    Antonio Ferraioli

    (2 aprile 2017 - 18:49)

    Condivido pienamente, il Consorzio ha il dovere di verificare!!!

    Luciano

    (2 aprile 2017 - 20:41)

    Ma come, dopo questa sanissima provocazione, nessun campano si sente di commentare?
    Eppure loro per primi dovrebbero chiedersi se la provocazione è fondata oppure no!

    Se ben comprendo il messaggio del breve articolo, la qualità sta andando a farsi benedire, almeno per il tramite della grande distribuzione, rimarremo vittime dei sapori uniformati? Dei sapori “insapori” che la grande industria ci propone, spacciandoli per genuini ed autentici?

    Ma ci sta bene così?

    E se invece vi proponessi di fare la pizza in casa spendendo davvero qualche centesimo in più, invece di comprare un prodotto che nemmeno lontanamente avrà il gusto di quello casalingo?

    Bastano come provocazioni?

    friariello

    (3 aprile 2017 - 10:31)

    Il problema è eminentemente culturale in senso gastronomico.Ai frequentatori dei blog gasronomici può sembrare che l’attenzione per il buon cibo sia preminente da parte della maggioranza della popolazione,nulla di più falso.Basta entrare in un supermercato ed osservare i carrelli.D’altra parte quante persone saprebbero riconoscere una buona pizza da un prodotto scadente,ma soprattutto a quanti interessi veramente mangiare un buon prodotto?Se consideriamo che il leader Europeo della pizza surgelataè inglese,quello italiano è Mantovano,la catena di pizzerie è americana……..Agli artigiani pizzaioli non rimane che uno spicchio(come la pizza)di mercato.E’ comunque bene rimarcare le differenze ma è una battaglia un pò persa in partenza.

      Biancorosso

      (3 aprile 2017 - 22:50)

      Quoto in pieno..i palati sono stati abituati male..anche se la causa di tutto questo è che ci sono sempre più persone che riducono il proprio potere d acquisto e non si possono permettere di mangiare una buona pizza, che i locali oramai ti fanno pagare caro. Ti assicuro che se a una persona in difficoltà economica dai 100 euro in più, corre a spenderli nel miglior ristorante o pizzeria. Il problema è si culturale ma anche di grande sofferenza economica

    Antonio Prinzo

    (3 aprile 2017 - 16:41)

    Vero, verissimo…la grande distribuzione spesso, troppo spesso approfitta del Made in Italy per politiche commerciali suicide. Il problema è che dicono, dicevano la coop sei tu, no per favore non sono io e non siete voi che lo dovete decidere. Comprate uno yougurt a marchio coop, leggete gli ingredienti, peggio di una medicina….e menomale che anche loro erano il sol dell’avvenire…….

    Biancorosso

    (3 aprile 2017 - 22:44)

    Da cliente abituale dei coop, vi posso assicurare che la coop vende sopratutto al nord quelle pizze (perché non hanno una tradizione radicata in fatto di pizza) ad un clientela sensibile al risparmio perché con basso potere d acquisto. Le persone con un potere d acquisto più alto cercano e mangiano in pizzerie di classe. Quindi non mi preoccuperei più di tanto delle pizze surgelate in termini di concorrenza alle pizzerie. Il pericolo semmai è al contrario, cioè quelle pizzerie gourmet che alzando i prezzi stanno facendo diventare la pizza un cibo per ricchi tradendo così le origini popolari e da quelle pizzerie che usano materie prime scadenti o che spesso vendono focaccia per pizza proponendo osceni impasti ai 50 cereali, al kamut, al farro e altre diavolerie, dove gli ingredienti non riescono ad amalgamarsi tra di loro e quindi vengono messi sopra a crudi, a mo di schiacciata Toscana farcita.

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