Kerres 2006 Piedirosso Beneventano igt

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I PENTRI
Uve: piedirosso
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Corona Vini Buoni d’Italia Touring 2009
Esistono a volte nel mondo del vino magiche combinazioni fra l’enologo e i proprietari dell’azienda. In genere questo avviene quando si instaura un rapporto di collaborazione profondo, non c’è l’ansia del realizzo immediato bensì quello di lunga durata, e soprattutto quando il consulente non è visto tanto come dispensatore di formule magiche, quanto piuttosto come un capitano di vascello da seguire pedissequamente. I Pentri di Dionisio Meola e Lia Falato è un esempio in questa direzione, qui Angelo Valentino ha realizzato, e realizza con costanza ogni anno, due colpi a sorpresa particolamente significativi, la Falanghina Flora e il Piedirosso Kerres. Questo è sin dalla sua apparizione un vino apripista, ossia da considerare un esempio di come in realtà anche questo rosso così difficile abbia molte possibilità, non di durare nel tempo ma intendo di esprimersi ad alti livelli di piacevolezza. Nel Beneventano sicuramente il terreno consente una espressione più compiuta della frutta di quanto non possa accadere nei Campi Flegrei dove invece regna sovrana una tagliente mineralità che determina il varietale rendendolo al tempo stesso di non immediata comprensione ai palati non abituati, soprattutto se il vino non viene abbinato al cibo di territorio. Fatto sta che nel recente concorso organizzato da EnoHobby sul rapporto qualità/prezzo, c’è stata una bella batteria di Piedirosso del tutto inaspettata e molto gradevole nonché importante: non dobbiamo infatti dimenticare che questo vitigno nei primi due anni è sempre più pronto dell’Aglianico ed è questo, in sostanza il rosso che dovrebbe fare da base in un ipotetica piramide del gusto vitivinicolo campano all’Aglianico del Taburno e al Taurasi, non certo l’Aglianico di annata, magari passato solo in acciaio. Tra le piacevoli sorprese, il Kerres di Dionisio, la bella proprietà condivisa con la moglie è fra Guardia e Castelvenere: un millesimo ricco di frutta al naso, intenso e persistente anche in bocca, addirittura con toni balsamici e cioccolatosi regalati dal legno con il quale alla fine dell’elevamento in bottiglia trova comunque un ottimo equilibrio, tanta freschezza al palato per una beva rinfrancante e sempre rinnovata sino alla fine della bottiglia. Un rosso di beva immediata, da abbinamento a tanti cibi della tradizione, anche robusti e strutturati, per esempio un sartù di riso in stile monzù con cuore di carne e piselli. Un vino bandiera dell’enologia Sannita, che con l’amico Pasquale Carlo abbiamo deciso di segnalare non solo con le cinque stelle, ma anche con il cuore nella guida dei vini del Sannio di prossima uscita.

Sede a Castelvenere, via Sannitica Km 72
Tel. e fax 0824.940644
Enologo: Angelo Valentino
Bottiglie 25.000
Ettari: 9 di proprietà
Vitigni: piedirosso, sciascinoso, aglianico, cabernet sauvignon, falanghina, fiano e malvasia