KRUG CLOS DU MESNIL 1998, un mito senza tempo

10/11/2016 1.4 MILA

 

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di Albert Sapere 

KRUG CLOS DU MESNIL 1998, vinificato in 5 annate negli anni ’90 ((1990, 1992, 1995, 1996, 1998)
Mesnil-sur-Oger, piccolo, anzi piccolissimo comune di 1.236 abitanti nel dipartimento della Marna. Per gli appassionati di vino è come La Mecca per i mussulmani, un posto in cui bisogna andare almeno una volta nella vita.

Ci sono pochi casi in cui, io che parlo molto, resto senza parole, comincio a farfugliare, mi emoziono. Krug Clos du Mesnil non è solo un vino, ma un vero e proprio mito dell’enologia mondiale. Il vigneto di quasi due ettari è protetto da un muro eretto nel 1698, a sottolinearne la “grandeur”. Il naso è minerale, gessoso, in un crescendo verticale fulminante. Poi la frutta candita, cedro, limone e pompelmo rosa, passando per nuance che ricordano la piccola pasticceria di crema e di vaniglia, fino ad arrivare a note di erbe aromatiche e di spezie dolci.

Lo ammetto il primo sorso è stato anestetizzante, potrei aver bevuto qualsiasi cosa, troppa l’emozione. I successivi fatti con più concentrazione, regalavano l’equilibrio e l’eleganza aulica che solo i grandi fuoriclasse riescono a regalare. Un sorso vellutato, che diventava improvvisamente pungente, quando le bollicine si schiacciavano sotto il palato, come tante punture di spillo, migliaia di spilli che solleticavano senza sosta il palato.

Un finale che continuava a ritornare nelle sensazioni gusto olfattive, lunghissimo ed elegantissimo. Da bere ascoltando la Marcia di Radetzky, magari con l’orchestra diretta da Herbert Von Karajan in un crescendo di emozioni che solo la grande musica classica sa regalare e perche no proprio a Mesnil-sur-Oger, affacciati dal davanzale della chiesa che domina il vigneto.

Strauss – Radetzky March – Karajan

 

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KRUG CLOS DU MESNIL 1998

 

Un commento

    Francesco Mondelli

    (10 novembre 2016 - 08:18)

    Cernilli ama ripetere che il vino italiano,nelle parti alte della classifica,è attestato saldamente alla qualità :per l’eccellenza bisogna guardare oltre.Questo ,senza paura di smentite,è uno dei casi.PS.Da cattolico aggiunto che dopo il pellegrinaggio conviene confessarsi(ogni volta che abbiamo gridato al miracolo )e poi ,se ci viene concessa l’opportunità, comunicarsi ovvero entrare in comunione con i veri grandi frutti della terra.FM

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