La Classifica delle Classifiche del Foodtutter. “Definitiva”-)

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di Marco Lungo

Sento che finalmente è arrivato il momento di divulgare la Classifica delle Classifiche, cari amici. Quella Definitiva, assoluta. E’ ora, i tempi sono maturi, qualcuno doveva farlo e, quindi, me ne prendo l’onere e l’onore.

Classifica delle Classifiche. De che?

No, parlando seriamente, il senso della chiacchierata di oggi è ovviamente un altro. L’argomento sono le “classifiche” che ogni giorno appaiono qui e là, senza che nessuno le abbia richieste, senza che nessuno le possa mai valutare come attendibilità generale, né del contenuto, né di chi le ha stilate, però è un continuo. Oh, non che questo blog ne sia esente, intendiamoci, però ritengo che est modus in rebus, innanzitutto, a partire da chi fa la classifica, a come la fa, all’oggetto della classifica, a come questa è posta, e via discorrendo.

Ora, anni fa, questo problema tutto sommato non si poneva. C’erano due o tre Guide di riferimento o poco più, gli si attribuiva una attendibilità più o meno alta, si andava, si provava il locale che si sceglieva come “consigliato” lì sopra e poi si era più o meno d’accordo. In genere, si era più d’accordo che altro. Andava così, per chi si rivolgeva ad esse.

Poi, con l’aprirsi di spazi internet variamente declinati, a partire dai forum, ci si è anche potuti confrontare direttamente e dare, in alcune occasioni, pure un mezzo di diffusione alternativo al cosiddetto “passaparola” che, prima, avveniva per via di conoscenza diretta tra le persone nei vari ambienti di frequentazione. Con questi forum, cito su tutti quello del Gambero Rosso di dieci e passa anni fa, molte attività e nomi hanno trovato la popolarità di cui godono spesso anche oggi, perché alcuni talenti non erano certo in posti rinomati e, solo grazie allo scoutismo di qualche intrepido e “considerato” utente del forum, portava altri a mangiare lì e a divulgarne le qualità. Di esempi ne ho tantissimi, non è il caso di fare nomi, anzi. Di quel periodo, posso giusto dire personalmente che il gruppo di utenti che si formò era ed è ancora attendibilissimo nelle scelte che fa e che propone, i miei amici di allora, rimasti fino ad oggi, sono il mio riferimento primo per provare un nuovo posto, così come lo posso essere anche io.

Alla base di tutto questo, c’era comunque una base di autentici conoscitori della materia, appassionati, in grado di valutare complessivamente un posto e non dimenticarsi troppo spesso che in un posto si va per mangiare, non per guardare le tende. Non a caso, infatti, in molti di quel gruppo divenimmo o inviati delle Guide o docenti o, comunque, persone con il loro peso in materia enogastronomica, così come è tutt’ora.

Dopo, le cose sono lentamente cambiate e, per mia personale opinione, in peggio. Molto in peggio. Sì, perché mentre allora anche solo il fatto di poter parlare direttamente sul forum del Gambero Rosso con personaggi come Beck o Corelli portava senz’altro molta più cultura ed apertura mentale sull’argomento, e gran parte di questi Grandi Interpreti non erano (e, guarda caso, i migliori non lo sono diventati neanche oggi, almeno nel rapporto diretto) delle star dello spettacolo, oggi stiamo proprio in una situazione che definirei assolutamente confusa ma, soprattutto, priva di contenuti didattici per chiunque.

Su questo, quindi, è cresciuta una nuova generazione di foodtutter, in grande maggioranza senza un background specifico coltivato seriamente ed approfondito magari anche con studi (per fare un esempio, quanti dell’AIS sentivamo parlare di vino ieri, rispetto a tutti quelli che ne parlano oggi?), che però impazzano addirittura con Classifiche plurigiornaliere di tutti i tipi, di cui alcune, su certi argomenti, ripetute fino alla nausea.

A questi foodtutter, poi, sono stati dati spazi enogastronomici più votati alla ricerca dell’accesso e del consenso, piuttosto che alla qualità dell’informazione data, per cui è un bel po’ di tempo che non facciamo altro che assistere a proclami del tipo: “Le migliori 10 vongolerie di Bulgarograsso!”, piuttosto che, ad esempio e seriamente, “La classifica delle migliori 10 pizzerie di…”.

Ora, amici miei, io mi interrogo su questo: innanzitutto, l’attendibilità di queste classifiche, per affrontare subito il merito della questione. Provate a leggerle bene, con attenzione. Nella maggioranza dei casi, già in classifica si trovano, ben che vada, sempre i soliti noti per comodità e/o piaggeria di chi stila la classifica, alimentando quindi questo maledetto sistema auto referenziante che impedisce, di fatto, a nuovi e validi nomi di farsi conoscere ed affermare, tanto per dire il problema più grave che io vedo. Poi, ovvio, ne ho già accennato, la preparazione di chi le scrive. Non tanto perché non sia capace, no, di questo ne possiamo discutere ma come la penso lo si capisce da quanto ho scritto più sopra, quanto il fatto che si è persa del tutto la soggettività della valutazione.

Eh sì, carissimi, perché trovatemi una “classifica” di quelle che escono giornalmente, redatta dal foodtutter di turno, che non usi nelle sue valutazioni termini assolutistici con presunzione oggettiva, quando l’usare un più corretto intercalare di “Secondo me…”, “A mio avviso…”, “Per il mio gusto…”, conferirebbe anche un pochino più di voglia di dargli retta. Sì, perché il passaparola di cui parlavo all’inizio dell’articolo, relativamente al gruppo del Gambero Rosso, è poi stato così: ci si fidava e/o si sceglieva di seguire il consiglio degli amici che sapevi avessero un gusto simile al tuo. Adesso no. I termini di queste classifiche, sono tutti inattaccabili, ferrei, statuari, quando poi è assolutamente certo che, chi ha fatto quella statua, di certo non è uno scultore.

Su queste “classifiche”, oggi, praticamente hanno visibilità e un relativo successo dei fenomeni come testate e blog che potranno avere una vita più o meno lunga, su queste basi, e che sfruttano la situazione del momento. Sparano titoloni, newsletter con “La Classifica Mondiale” o, tra poco “Intergalattica” del non so più cosa, fanno gonfiare il petto a tanti foodtutter assolutistici e, alla fine, trovano comunque riscontri in termini di lettori.

Ed è qui che volevo arrivare.

Sì, perché il senso dell’articolo e quella che è la mia opinione, è che la responsabilità di tutto questo, è anche e soprattutto,nostra. Questo mare di “Classifiche” dilaganti, dipende anche da una massa di persone che non è più in grado, a mio avviso, di farsi una opinione diretta, ricerca ancora di svangare la promozione con il Bignami invece che con i pesanti tomi da studiare o, nella peggiore delle ipotesi ma non così rara, delega continuamente ad altri il proprio senso critico ed il proprio decidere. Si è perso il confronto, si è persa la voglia di applicarsi, almeno per una propria passione che sia genuina e piacevole nelle soddisfazioni personali, si è persa la capacità di critica di quello che ci viene proposto in questo bombardamento quotidiano di elenchi di nomi, recensioni e dettagli riportati da foodtutter allo sbaraglio, che però, badate bene, reputo perfettamente legittimati da questa situazione ad esserlo, perché tanto nessuno richiede niente di più, per cui la valanga delle “Classifiche”, di chi ci fa “audience” sul proprio ritaglio informativo internettiano, e di chi si sente improvvisamente assurto al ruolo di Grande Critico e si arrabbia perché la Michelin non lo chiami tra i suoi ispettori, è decisamente destinato ad aumentare con pieno diritto.

Così, ragionando su ciò, stavo pensando che è ora di fare la “Classifica delle Classifiche”. Sì. Come la “Guida delle Guide”. Un bel Bignami assoluto che indichi al popolo esigente quale Classifica è attendibile o meno, quale Guida è attendibile o meno, tutto ovviamente scritto in termini stentorei, assolutistici, definitivi. Mettiamoci anche una “Classifica dei Foodtutter”, che così sappiamo anche quelli che sono più attendibili o meno, sempre nei termini di cui sopra, perché altrimenti, il caro passaparola degli amici fidati non sapremmo con che sostituirlo.

Non so, a me personalmente manca proprio quello spirito di scambio che, in qualche modo, c’era prima, almeno fino a dieci anni fa. Certo, so che se devo cercare un posto da qualche parte, chiamo Antonio piuttosto che Anna piuttosto che Daniela o altri amici storici, però non posso non adirarmi nel vedere scrivere cose allucinanti, scritte male, da persone visibilmente impreparate, su spazi che hanno la loro cassa di risonanza e, per questo, potenzialmente anche in grado di fare danni alle attività, così come quello di non far emergere nuovi talenti perché tanto, per andare sul sicuro, metti Caio, Tizio e Sempronio ai primi tre posti della classifica di quell’argomento e, sicuramente, non sbagli mai ed il tuo “editor” è contento.

Così, alla fine, mi tocca prendere ancora più atto che anche oggi uscirà una nuova “classifica” da qualche parte, mi arriverà una newsletter che la lancerà come “assoluta” ed io cancellerò la mail dalla mia posta in arrivo.

No, non sto dicendo la verità.

Se esce la “Classifica delle Migliori Dieci Lasagne”, me la vado a leggere anche io…

 

4 commenti

  • daniela @senzapanna

    (10 marzo 2014 - 15:39)

    Non a caso anche ieri sera un’amica mi ha chiesto un parere proprio perchè si stava perdendo tra troppe guide… e stamattina mi ha ringraziata.

    “Secondo me, penso e per come la vedo io…”

    ;-)

  • leo

    (10 marzo 2014 - 16:16)

    “Se esce la “Classifica delle Migliori Dieci Lasagne”, me la vado a leggere anche io…”

    Pazzo !!! :-) domani sarai subissato di mille classifiche lasagnocentriche..

    P.S. in verità c’è chi l’ha già fatta ma per rispetto al titolare del blog non scriverò qui il nome incriminato.

  • laura rangoni

    (10 marzo 2014 - 18:37)

    la migliore lasagna è la mia, senza se e senza ma :-D. Scherzi a parte, hai perfettamente ragione. Trovo geniale la tua affermazione “in un posto si va per mangiare, non per guardare le tende”, poichè molti tuttologi sono in grado di fare solo quello appunto, guardate le tende.

  • giancarlo maffi

    (13 marzo 2014 - 06:35)

    Belle riflessioni . Comunque una volta si guardavano anche i cessi e visto lo stato di molti di essi, bisognerebbe riprendere a parlarne.

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