La dolce Capri. Viaggio goloso nella pasticceria dell’isola azzurra: dai gelati ai mitici babà

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Capri. I mini babà del ristorante Il Riccio

Ecco un itinerario ideale, per i più golosi, tra Capri e Anacapri, per scoprire l’enorme ricchezza di sapori e profumi che offre la pasticceria partenopea nella sua declinazione isolana. Per cominciare, arrivati a Capri, prima di farsi rapire dal fascino di una sosta in Piazzetta o dalle tentazioni dello shopping compulsivo, si può scegliere una fetta di torta caprese o una delizia al limone dallo storico bar – pasticceria da Alberto (www.pasticcerialberto.com), a via Roma dal 1946, alla terza generazione.

Capri, i tavolini della pasticceria Da Alberto

Alberto Federico, il titolare dell'omonima pasticceria a due passi dalla Piazzetta

La pasticceria di riferimento per molti capresi e anacapresi che vengono da Alberto Federico (stesso nome del nonno fondatore) per i dolci della domenica e delle feste in famiglia. Oltre alla pasticceria classica napoletana e ad una svariata scelta di semifreddi, qui sono molto buone le tortine di ricotta e pere o di ricotta e limone, da godersi ai tavolini all’aperto insieme ad un buon tè o caffè. In estate si sfornano per i giovani della dolce vita caprese bombe e brioche 24 ore su 24.

 

Capri, pasticceria da Alberto: i dolcetti al limone

Dopo la Piazzetta basta seguire l’invitante profumo di cialda che si sente lungo tutta via Vittorio Emanuele.  Proviene dalla pasticceria Buonocore, conosciuta soprattutto per i suoi ottimi gelati. Al banco la signora Ersilia ne prepara di tutti i gusti e tiene testa con grande abilità e simpatia alla fila che si forma davanti all’ingresso.

Capri, pasticceria Buonocore, la signora Ersilia ai gelati

L’affianca una collaboratrice che con l’apposita macchina prepara al momento con la pastella delle ottime cialde che fanno da cono. In vetrina, oltre a pastiere, sfogliate, babà, biscotti e torte rustiche anche interi vassoi di Caprilù, la specilità della casa: morbidi dolcetti di pasta di mandorle e limone inventati proprio da loro. E ancora, tortine al limone, preparate con la ricotta, la caprese al limone, croccantini di nocciole.

 

Capri, pasticceria Buonocore: i Caprilu'

 

Capri, pasticceria Buonocore: le tortine al limone

Qui, ovviamente, il limone non manca mai, è il vero simbolo dell’isola e lo si ritrova in molte preparazioni e ricette dolci. Tra i ristoranti di Capri c’è chi, proprio sotto la storica limonaia ha creato una dei più suggestivi dehors a pochi metri dal mare: da Paolino (www.paolinocapri.com). Sotto gli alberi di limoni, accanto a fusti e tronchi intrecciati tra loro per sempre, il figlio di Paolino che oggi gestisce l’attività tra i tavoli illuminati da lampade in maiolica e candele artigianali, ha creato quello che è uno dei buffet dolci più conosciuti dell’isola. Al centro tavola un enorme recipiente di panna fresca per accompagnare la frutta di stagione. Tutt’intorno pasticcini secchi al limone e alle mandorle, capresi, babà con e senza crema, delizie al limone, profiteroles ricoperti di cacao, crostatine di frutta, dolci al cucchiaio.

Sempre in tema di tradizione, da Gemma (www.dagemma.it) c’è il pizzaiolo Silvio Martorano che da 25 anni oltre alle pizze prepara la torta caprese ma, soprattutto, è famoso per il suo babà, enorme, a forma di ciambellone con piccole decorazioni di crema pasticcera e amarene, con una lievitazione magistrale.

 

Capri. Il mitico babà del ristorante Da Gemma

 

Capri, da Gemma: il pizzaiolo Silvio Martorano con il suo babà

Al babà e alle altre tre specialità simbolo della pasticceria classica napoletana: pastiera, caprese e sfogliatella, si ispirano Mia D’Alessio e suo marito Franco Aversa, chef del ristorante Aurora (www.auroracapri.com) per i dessert del loro menu.

Capri, ristorante Aurora. Mia D'Alessio con il marito Franco Aversa

Presentati in versione mignon, molto moderna, con l’abbinamento alla piccola pasticceria di chiusura pasto, magari con qualche tozzetto alla nocciola o crostatina con fragoline di bosco. A pochi passi dalla Piazzetta, tra i vivaci vicoli del centro, Aurora è 130 da anni un punto fermo della ristorazione caprese. I tavoli hanno visto passare celebrità di tre generazioni.

Capri, ristorante Aurora: la classica pasticceria napoletana in versione mignon

Ci si ferma per una cena a base di pesce o per la famosa “pizza all’acqua”, versione alleggerita di quella classica, inventata dal padre di Mia, Gennaro, per i clienti che non volevano privarsi del piacere di una pizza senza dover rinunciare alle altre prelibatezze della cucina.

Tra i punti di riferimento più recenti per i golosi, invece, c’è la nuova gestione del ristorante il Riccio (www.ristoranteilriccio.com) – da tre anni fa parte infatti del gruppo del Capri Palace – in una splendida location accanto alla Grotta Azzurra, scanzonato ma elegante al tempo stesso, con i tavoli a strapiombo sul mare. Qui ai dolci hanno addirittura dedicato una sala: «la stanza delle tentazioni».

Capri, ristorante Il Riccio: la stanza delle tentazioni

Arredata con i toni del turchese e dell’azzurro con delle splendide maioliche vietresi, raccoglie tutto il meglio della pasticceria classica napoletana con un pizzico di innovazione nella presentazione. Sull’enorme tavolone centrale troverete vassoi di cupolette capresi e anacapresi, sfogliatine con crema e amarena, dette anche “code di aragosta”, profiteroles al limone e al cioccolato, babà, delizie al limone, crostatine di fragole e una coreografica scelta di dolci al cucchiaio. Il tutto in veste molto moderna e alleggerita.

 

Capri, ristorante Il Riccio: i bignè con la glassa al limone

Persino un posto esclusivo come il Quisi dell’hotel Quisisana  non rinuncia alla classicità e, soprattutto, agli ingredienti di territorio re-interpretati anche in pasticceria. Ecco, allora nel suo menu dei dessert il babà napoletano con panna e fragoline, il cannolo alla Siciliana, proposto in versione Quisi, un cremoso allo yogurt di bufala con zuppetta di more e agrumi; il tiramisù leggero all’amaretto, una  crema leggera al melone, anguria e sorbetto al basilico;  il soufflé “liquido” al cioccolato e limone  salsa alla vaniglia.  Anche qui preparazioni semplici ma molto coreografiche in uno dei posti più chic dell’isola.

Ad Anacapri, invece,  lungo la strada che porta alla chiesa barocca di San Michele Arcangelo con la sua pregiata pavimentazione di maioliche settecentesche trovate la più antica pasticceria della zona, della famiglia Ferraro, qui dal 1926.

Anacapri, il bancone della Pasticceria Ferraro dal 1926

Oggi al banco c’è la signora Franca, in laboratorio il maestro pasticciere Agostino Fulgente, cultore della tradizione, a partire dalla torta caprese sulla quale, ci spiega, non devono mai mancare i Faraglioni di zucchero a velo.

Anacapri, pasticceria Ferraro: Agostino Fulgente e la sua Caprese

Ottimi i cornetti, le brioches e tutti i dolci da prima colazione, durante le feste si preparano panettoni e colombe artigianali. Molto coreografiche le meringhe giganti che si affacciano dalla vetrina.

E prima di ripartire, accanto alle barche sulla darsena di Marina Grande in una piccola pasticceria, La Vela, troverete in tanti simpatici cestini di paglia riposti in una bella credenza una ricca scelta di pasticceria secca e biscotteria da tè oltre a decine e decine di torte capresi pronte, proprio come voi, ad imbarcarsi.

 

Marina Grande, pasticceria La Vela: Gennaro Ferminiello

 

Capri, Marina Grande. Pasticceria La Vela


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