La leggenda del Kurni: verticale 2006-1997 da Vigna del Mar

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Luciano Lombardi con Casolanetti

di Luciano Lombardi alias Vigna del Mar

Vengo definito in molti modi, non tutti lusinghieri, alcuni non corrispondenti a verità.
Una delle definizioni indiscutibilmente corrette è questa: “Sacerdote del Kurni”……peccato per il sacerdote….ma andiamo avanti.

Di quale vino stiamo parlando ?
Parliamo di un vino marchigiano prodotto con sole uve montepulciano coltivate con metodi ultra rispettosi dell’ambiente aventi una fittezza d’impianto mostruosa, circa 12.000 piante per ettaro.
Da ogni pianta si hanno circa 400 gr di uva raccolta.
Uve che vengono vinificate separatamente a seconda dei vigneti di appartenenza e poi assemblate alla fine dell’invecchiamento in barrique. Nel corpo aziendale vi sono anche vigne molto vecchie e se vi capiterà di bere dalla barrique il Kurni (detto vecchie vigne) prodotto da quelle vigne rimarrete a bocca spalancata, causa di una paresi gustativa cronica !

Le pratiche colturali, l’enorme fittezza d’impianto, le pratiche enologiche utilizzate, danno come frutto un prodotto assolutamente unico nel suo genere. Unico per potenza espressiva, potenza di frutto, polposità, carnosità, sensualità.
Per poter avvicinarvi a questo vino, specialmente nelle annate giovani, dovrete fare un grande sforzo per liberarvi delle vostre personali certezze di bevitori accaniti. Tanta straboccante potenza deve essere domata, moderata, amalgamata. E’ per questo che il vino viene sottoposto ad un doppio passaggio in barrique nuove per circa due anni complessivi. Pratica questa che fa insorgere gli EnoCon e gli EnoTaliban !

I tappi del Kurni

Ne vengono prodotte annualmente 6000 bottiglie che escono dalla cantina ad un prezzo non popolare ma nemmeno costoso come tanti toscani e tanti piemontesi assai più omologati e simili gli uni agli altri.
L’azienda che produce questo mostro si chiama Oasi degli Angeli ed è il frutto del corale impegno di Marco Casolanetti e di sua moglie Eleonora, proprietari e gestori, fra l’altro, di una buonissima Osteria incastonata nei vigneti di proprietà.

Eleonora e Marco. Foto tratta dal sito www.ilcronistadelvino.it

Il 14 dicembre 2008 in Osteria ho organizzato l’allora verticale completa di Kurni. Due bottiglie per annata, dieci annate, ventiquattro assatanati bevitori.
Un aneddoto simpatico: quando mi venne in mente di organizzarla contattai Casolanetti che erroneamente pensò volessi organizzare una verticale con alcune annate che avrebbe dovuto fornire lui. Quando capì che la volevo fare completa mi disse che era impossibile data l’esiguità di bottiglie prodotte nella prima annata ed in quelle immediatamente successive. Non pensava custodissi nella mia cantina ben tre verticali complete !
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Ma veniamo alle note di degustazione che copio pari pari dal mio cartellino di allora:

1997

Ebbene si, con gli anni il Kurni, difficile a dirsi inizia a perdere colore, a non essere scurissimo. Naso inizialmente reticente per poi aprirsi in un eleganza fatta di netti sentori di menta. In bocca è muscoloso ma sorprendentemente elegantissimo. Tannini dolcissimi ed acidità tale da prevedere facilmente ancora una lunga vita, da vino di grande razza, credo di non avergli fatto un torto nell’averlo paragonato ad un grande barolo.

1998
L’annata spumante metodo classico, presunta rifermentata, etc etc etc. Non ve ne era traccia. Se questa è un’annata discussa e criticata, ben vengano le annate discusse e criticate. Bocca piena , potente, colore ancora vivo e scuro, naso non esuberante ma molto elegante

1999
A molti quest’annata è piaciuta da matti, io le prediligo la precedente perchè molto più potente. In ogni caso anche qui una grande integrità e potenza di frutto, eleganza da vendere, bocca suadente.

2000
Da quest’annata incomincio a “riconoscere” il Kurni muscoloso e potente cui si è abituati quando lo si beve giovane. Colore scurissimo, bocca piena, tannini buoni ben presenti ed un’acidità e bevibilità molto molto alta. Naso tipico di amarene.

2001
Il campione quasi assoluto. Una vera bomba di potenza, frutto, eleganza, naso, acidità. Da berne e riberne, sempre, senza smettere mai.

2002
E’ il frutto della classica annata sfigata e piovosissima. Un vino che probabilmente non avrebbero neanche dovuto imbottigliare….così si dice di gran parte dei pari annata italiani. Ne avevo bevuta una bottiglia anche l’altro ieri e ne sono rimasto stupito…o meglio, è il solito Kurni, forse leggermente meno potente del fratello 2001, ma vorrei vedere riuscire a stargli dietro !!!

2003
E’piaciutissimo, inutile girargli attorno. Succoso, polposo, quasi masticabile eppure di una bevibilità estrema. Naso molto potente, per una grande versione.

2004
ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, finalmente incominciamo ad arrivare all’apice della esuberante potenza espressiva del Kurni giovane. Da questa annata e fino alla 2006 gli aggettivi relativi a potenza, persistenza e libidinosità usati fino ad ora vanno riparamentrati. Che dire, fra le ultime tre annate è la meno rotonda e morbida, relativamente più rarefatta anche se dirlo potrebbe sembrare un controsenso.

2005
ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, finalmente un buon vino da dolce !!!! Eh si, come spiegare se non così queste dolcezze, queste muscolose morbidezze ??? In bocca entra potente ed ammaliante. Alla fine chiude dopo circa 15 minuti…..lunghissimo………….quasi austero con queste sue note polpose e carnose. Frutto integrissimo e polposissimo. Chi si ricorda i vecchi Kurni com’erano anni fa ? Molto simili eppure se bevuti oggi sembrano quasi irriconoscibili tanto sono cambiati e maturati. Dai ragazzi, grande annata con un luminoso futuro.

2006
La bomba atomica !!!!!!!!! Una 2005 all’ennesima potenza. Lo avevo già bevuto varie volte. Ogni volta lo trovo più buono. Boh, veramente fatico a trovare aggettivi che possano definire un simile mostro di potenza sotto qualsiasi aspetto. Ma badate bene, potenza bevibilissima, godibilissima e per niente disturbante. Da tenerne in cantina e vedere fra molti anni come sarà diventato….1997 docet.

Nel frattempo è uscita la 2007, che naturalmente è andata ad allungare l’unica verticale completa che ancora possiedo. Ecco, secondo me la 2007 rivaleggia con la 2001 per bontà. Certo è ancora giovanissima ma ha già tutte le caratteristiche per essere un’annata mitica, assoluta, definitiva. Fonti ben informate mi dicono che anche la 2008 non sia proprio malaccio ma non avendola assaggiata non mi fido……… ;-)

Naturalmente alla degustazione parteciparono anche Marco ed Eleonora. Marco, fu subissato di domande, i partecipanti avevano si bevuto qualche Kurni, ma non tutti e mai tutti assieme. Le sollecitazioni furono veramente tante, il pomeriggio lunghissimo, piacevolmente interminabile.

Come posso concludere questo racconto se non con l’invito a berlo. Cercatelo, provatelo, lasciatevi trasportare dalla prorompente e scalpitante vitalità delle annate giovani (dalla 2004 in poi) oppure se amate i vini relativamente più austeri cercatevi una bottiglia anteriore alla 2004.
Però quando lo avrete provato non scordatevi di mandarmi un ringraziamento per avervelo consigliato.

8 commenti

  • giancarlo maffi

    (1 agosto 2010 - 06:50)

    si, questo lo conosco. lo bevvi ( bevetti mi piaceva di piu’ ma non si puo’ ) un paio d’anni fa in una enoteca con pappa a bergamo e me ne portai a casa due bottiglie, credo fosse 2004 0 2005.

    ma vorrei parlare della fotografia .

    colori : rosso acceso del vigna. non possiamo sentire la musica di sottofondo, sicuramente l’internazionale ,che per quelli troppo giovani NON è l’inno di una squadra di milano. blu, mi pare, quello del tipo tragicamente in stile marchionne ( gli assomiglia pure se togliete barba e baffi ).

    enorme la differenza muscolare -facciale nell’esibizione del pugno ( leniniano ? ).

    il tuo ,tosto e gaudente, con bella esibizione della spinta della spalla verso un sempre piu’ improbabile , purtroppo, sol dell’avvenir.

    quello del casolanetti col pugnetto piu’ timido e le dita persino non chiuse benissimo non si capisce se per forma di timidezza oppure una minore convinzione di un ribaltone mondiale. gli occhi, poi : stupore prendiperifondelli oppure che me tocca fa’, come a dire : il vino è sicuramente rosso, come direbbe antonio albanese, il mio animo forse vira verso altri colori ?

    speriamo, dico io, almeno non verso l’azzurro delle mozzarelle di questi tempi :-)

    • Vignadelmar

      (1 agosto 2010 - 11:04)

      L’intelligente espressione che io e Casolanetti abbiamo assunto è il tipico effetto da sovradosaggio da Kurni…….20 bottiglie in 24 persone…..mica pizza e fichi !!!

  • monica

    (1 agosto 2010 - 09:16)

    Un vino che non si può dimenticare, che piaccia o meno. Io ho trovato strepitosa la 2006. Una delle poche volte che ho aperto una bottiglia dicendo a mio marito “un eccellente vino” e l’ho lasciato di sasso. Ha carattere, potenza. Un bel calice (ne basta uno) appaga per 1 settimana. Un bel modo per bere meno. I recettori del piacere dicono “va bene cosi’!” e ci si ferma. L’etichetta, poi, la trovo particolarmente bella, tra le mie preferite.

  • luigi Grimaldi

    (1 agosto 2010 - 10:51)

    A me il Kurni, che ho bevuto solo due volte, piace davvero tanto. Forse oggi è un po’ fuorimoda per certa critica, ma resta comunque uno dei migliori prodotti italiani
    Bravo Vigna!

    • Vignadelmar

      (1 agosto 2010 - 11:13)

      Gli EnoCon e gli EnoTaliban, che spesso vanno a braccetto, vedono nel Kurni il diavolo enologico. Io che lo amo fino alla perdizione e che ne ho bevuto negli anni qualche bottiglia l’ho più volte definito “vino patrimonio dell’Umanità”. Ma si sa, noi Osti di provincia non capiamo un ca@@o di vino.

      @ Monica: beata te che riesci a fermarti ad un bicchiere !!!
      Io nell’ultima visita in Azienda sono stato costretto a provare molte barrique, poi con Casolanetti abbiamo fatto merenda con prosciutto, ciauscolo ed un’intera bottiglia di Kurni dell’ultimo imbottigliamento……una vera vita da cani.

      Ciao

      .

  • Beniamino D'Agostino

    (1 agosto 2010 - 12:22)

    Appena ricomincia a far freddo prepara una bottiglia che vengo a sverginarmi da te.

  • Rinaldo

    (2 agosto 2010 - 10:17)

    Ancora me la ricordo la versione ’03, degustata al Lingotto di Torino in occasione dei Tre Bicchieri 2006.
    L’unico che per ricchezza e profondità, riuscì secondo me, a tener testa a tre formidabili Barolo ’01: Vigneto Arborina di Altare, Cannubi di Sandrone, Vigna del Gris di Conterno Fantino (..i modernisti).
    Sull’annata ’04 le mie considerazioni all’interno di questo post: http://avvinatorebloggato.blogspot.com/2010/05/i-terroir-del-montepulciano.html

  • roberto

    (1 settembre 2010 - 14:33)

    Che spettacolo il Kurni! Il 14 agosto ho cenato all’Oasi e bevuto il 2008. Una meraviglia unica, incredibile. Servito freddo, con grande ed ironica irriverenza da parte di Marco (“così puoi bertene un secchio” è stata la sua risposta al mio “perchè freddo Marco?”), siamo rimasti tutti colpiti dalla potenzialità di questa annata. Non ho bevuto il 97 e il 98 e nemmeno il 2000 ma il 2008 mi sembra unico sopratutto per il suo equilibrio e la sua morbidezza. Fantastico! Poi abbiamo proseguito con un 2006 e una bellissima visita alla barricaia. E qualche parola sul cibo la vogliamo spendere? Merito di Eleonora ai fornelli, una cena perfetta, semplice ma al tempo stesso memorabile. Non vedo l’ora di tornare a trovarli. Saluti da Bologna.

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