Salvatore Molettieri, la verticale per festeggiare gli anniversari

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Costantino Capone, Marco Sabellico, Salvatore Molettieri, Luciano Pignataro e il sindaco di Montemarano

di Teresa Mincione

Non un evento ufficiale, solo un momento pensato per la famiglia e per gli amici. Queste le semplici e dirette parole, calorose quanto mai delicate, di Maddalena Venuso (ufficio stampa Sema). Un insolito benvenuto, ma in pieno stile Molettieri. Un anniversario, un’occasione speciale da ricordare: 30 anni di attività e di vendemmia di Aglianico, 25 anni di vendemmia per l’imbottigliamento Taurasi Riserva Doc, 20 anni di vendemmia Taurasi DOCG. Una pietra miliare nella vita e carriera di Salvatore Molettieri, che in terra di Montemarano ha scolpito, con la sua vita ed il suo sacrificio, i lineamenti non solo di un’area, ma anche di un territorio e di un vino.

Un incontro senza luci e lustrini, “solo” gli amici di sempre che hanno accompagnato l’azienda nel suo percorso d’eccellenza e che non hanno chiesto mai niente se non il piacere di condividere questi rossi straordinari che hanno fatto epoca. E’ così che il dominus di casa sceglie di registrare nella storia e memoria della sua famiglia quei 30, 25 e 20 anni di incondizionato Amore con l’Aglianico ed il Taurasi. Nel prendere la parola l’emozione si fa forte, e con le lacrime agli occhi, puntualizza di non esser un vigneron, ma soltanto un agricoltore. Un vignaiolo alla tradizionale maniera, ribadisce, di chi con la terra ci ha scandito gli attimi del tempo e i momenti più belli della propria esistenza. Il mio vino, è il mio sangue, spiega, e nel farlo asciuga le lacrime che silenziosamente continuano ad inumidirgli il volto.

Gabriella Ferrara, Salvatore Molettieri e Antonio Caggiano

Emozioni allo stato puro! L’anniversario come giornata di ringraziamento: proprio come era consuetudine nel passato, dopo la vendemmia ed il raccolto, prima che iniziasse l’inverno ed arrivasse la neve. Un nome, il suo, un marchio, una firma, uno stile, un’emozione che si riflette ad ogni sughero stappato, ma che in alcun modo, dopo premi e classifiche, tradisce la genuinità del suo territorio. Lo stile Molettieri porta sulla scena un Taurasi di potenza, muscoloso e sempre scattante che ruba forza dalle vendemmie sempre tirate sino a Novembre. Del volere è potere Salvatore ne ha fatto tesoro e la storia della sua azienda ne testimonia quanto.  Il sodalizio d’amore con l’Aglianico ha radici lontane, che getta memoria al tempo dei nonni. Vigne ereditate e coccolate come pochi hanno arte di fare eppure, c’è stato momento in cui, privo dei mezzi per poter imbottigliare in proprio, ha ceduto le sue uve ad altre aziende. Il tutto sino al 1983, anno in cui inizia finalmente a produrre da sé. Erano anni di crisi delle uve, spiega, non c’era mercato, non si vendevano barbatelle, anzi, le vigne si abbandonavano. In un simile scenario il patron Molettieri, sceglie di andare avanti. Tacciato di follia da molti, prosegue il cammino con grinta e passione verso quel traguardo che era la sua azienda. Un esempio per tutti e per quanti, a distanza di anni, hanno seguito il suo fare. Generazione contadina, la sua, che ha prodotto Aglianico da sempre in quelli di Montemarano.

Ha coniugatoo l’ esperienza dei padri con il sapere moderno e specializzato del figlio Giovanni, oggi enologo dell’azienda. E’ così che la qualità della produzione  non ha mai smesso di volare alto. Anche l’uso del legno ha seguito il corso del tempo: se prima la preferenza era per le botti grandi, oggi la barrique ha fatto ingresso in cantina.

I cinque vini della verticale

Il Taurasi Molettieri nasce da una zona racchiusa a scrigno tra il fiume Calore e i monti Picentini, in vigne incastonate sui pendii collinari a circa 550-600 metri, dove terreni diversi scandiscono lo sguardo a seconda di come ci si orienta. Argilloso e compatto nella parte più alta, padre della tipologia riserva; argilloso e poco calcareo per la parte esposta a sud est; terreno ricchissimo di elementi calcarei per la parte esposta a nord ovest. Fuor dubbio, che se oggi può parlarsi con fierezza di tal sottozona, il merito va ricondotto, anche e senza esitazione, a Salvatore Molettieri e al suo memorabile cru. Arriva il momento tanto atteso, la degustazione delle anelate annate. Dopo un veloce passaggio in cantina si prende posto. In combinato disposto, conducono a doppia voce Luciano Pignataro e Marco Sabellico (Direttore guida Gambero Rosso). Presenti al tavolo dei grandi Costantino Capone ( v. Pres. Nazionale unioncamere), Salvatore Molettieri, Gerardo Antelmo (giornalista rai) e il sindaco di Montemarano Beniamino Palmieri. L’emozione si fa spazio anche tra i veterani e con il piacere di ritrovarsi dopo dieci anni esatti,   la parola passa al Taurasi.

  1. Renonno  2009
    Fantastica introduzione al mondo del Taurasi e allo stile Molettieri in particolare. Il colore, seppur leggermente meno concentrato rispetto alla tradizione, affascina chi guarda. Precise e pulite le sfumature di frutta. Ciliegia, marasca e prugna rappresentano le corde principali su cui l’armonia del Taurasi realizza la sua melodia. Una nota leggermente agrumata d’ arancia e una vena di leggera speziatura completano lo spettro olfattivo. In bocca è secco, persistente e gustoso. Ciò che colpisce è l’enorme freschezza. Tannini delicati concedono alla bocca di restar pulita per un secondo assaggio. Pronto, tonico e rampante. Una particolarità a suo vantaggio: dopo la sapidità ed il tono amaro riecheggia un ritorno di dolcezza da frutta, di certo mai stucchevole, che lo rende dialogante con chi è neofita.
  2. Vigna Cinque Querce 2006
    Si aprono le danze. Colore tipico. Sentori di frutta matura che rispetto al vino precedente diventa più densa e profonda. Humus, sottobosco e pepe i sentori più forti, sino ad arrivare alle note speziate. Le sfumature di qualche anno trascorso prendono voce durante l’assaggio. Un naso di grande carattere e fascino che al gusto trova pienamente riscontro. Intenso, persistente, pieno, energico. Un vino figlio di una grande vendemmia, di una grande vigna e di una mirabile mano. Tannini carezzevoli che incontrano un’adeguata struttura. Enorme spirito e vitalità.
  3. Vigna Cinque Querce 2001
    Meravigliosa bottiglia, di grande fascino ed eleganza. Al naso si presenta complesso e fine.  Sentori di frutta, sottobosco, funghi, quasi a chiuder gli occhi ed immaginarsi in una passeggiata tra i boschi irpini. La nota di cenere ne allunga l’olfatto e contribuisce ad arricchirne l’essenza, ma non mancano sentori di cacao, tabacco e note affumicate. In bocca è onirico, di assoluta freschezza che amabilmente incanta sorso dopo sorso. Un uomo fascinoso che non smette mai di piacere!  Il premiato grande rosso italiano che ha rappresentato l’enologia italiana nel mondo, 12 anni dopo si riconferma un grande vino!
  4. Vigna Cinque Querce 1999
    Tempus fugit, è vero, ma mai come in questo caso mirabilmente! Seppur nascente da una vendemmia leggermente più calda che regala qualche delicata vena di dolcezza, si rivela ugualmente un vino dallo straordinario equilibrio e dall’enorme freschezza. Al naso chiari e puliti i sentori di ciliegia, sottobosco, prugna, cuoio, spezie. Straordinaria l’acidità, struttura, godibilità e mineralità. Un’armonicità a tutto tondo. Al gusto è un Taurasi old style, ove marcata è l’anima della freschezza. Un vino di struttura e in piena maturità che nonostante gli anni si incammina verso una lunga evoluzione. Percorre il suo cammino ed è in perfetta forma. Nessuna nota ossidativa al cospetto del tempo. Tonico e dinamico, ma al tempo stesso da meditazione. Chissà dove porterà la sua corsa..Insomma, questi i risultati a cui un’azienda deve arrivare.
  5. Vigna Cinque Querce 1992
    Si arriva all’eccellenza signori! Si corona lo stile Molettieri: complessità, struttura, ricchezza, opulenza, freschezza, longevità! Vino di enorme personalità che magnificamente ha retto lo scorrere del tempo. Un grande prodotto che dona la misura  di una grande mano in vigna e cantina. Con un color granato da far invidia per la vividezza,  offre un ventaglio olfattivo complesso ed emozionante. Di rara ampiezza espressiva, propone lentamente  note di caffè, frutta matura, pepe, goudron, note balsamiche e minerali. Incredibile la freschezza e dinamicità. Al gusto la progressione olfattiva diventa estasi. Tannini eleganti rendono il tutto incantevole. Chapeau!
Con Salvatore e Salvatore Molettieri

Riflessioni di coda seguono le emozioni nate in ciascun calice e custodite nella memoria di chi ha avuto l’onore d’esser presente. La storia della vitivinicoltura italiana è fatta di capacità imprenditoriali, coraggio e felici intuizioni. Queste qualità spesso si sono evidenziate in contesti familiari radicati sul territorio e, proprio per questo, in grado di comprenderlo in ogni suo aspetto e di rappresentarlo con vini dall’enorme fascino ed indimenticabili.

La famiglia Molettieri incarna esattamente tutto questo. L’azienda di Salvatore e dei suoi figli, è diventata uno straordinario punto di riferimento dell’enologia italiana, per merito e per capacità. Le sue bottiglie affollano le tavole più blasonate, eppure la semplicità non ha mai abbandonato quel fil rouge che caratterizza l’azienda da sempre. In ogni goccia degustata oggi si è ripercorsa la storia di questo irresistibile Aglianico capace di affascinare in modi diversi a secondo di ciascuna annata. Corre verso il tempo il Taurasi di Salvatore Molettieri, e che la corsa non si arresti mai!