La Matta 2011 Spumante integrale

Letture: 147
La Matta di Betty e Pasquale Mitrano

Chi ricorda i vini contadini di un tempo che rifermentavano in bottiglia e che quando si aprivano la metà volava per la stanza? No, tiemp’ belle ’ na vota no. Non siamo nostalgici di quell’epoca, ma di una sua genuina coerenza si.

Ecco perché quando ci troviamo di fronte ad alcuni prodotti che li richiamano abbiamo la presunzione di accendere i fari. Come questa bottiglia cilentana voluta da Betty, Pasquale e dall’enologo Fortunato Sebastiano: uno spumante integrale, ma la realtà è molto più semplice di questa dichiarazione di propositi di Casebianche, la piccola cantina di Torchiara alle porte del Cilento. Il vino base è ottenuto da fiano raccolto ad agosto, dunque con un elevato tenore di acidità e un grado zuccherino non molto alto. Nella bottiglia si aggiuge, come liqueur de tirage, solo il mosto dello stesso vino base. Niente altro: né zuccheri, né lieviti selezionati e niente metabisolfito.

Ha un colore torbido, buon segno. Ricordatelo sempre quando siete di fronte a queste impressioni visive ormai fuori tempo e fuori moda. Vuole dire che non è stata fatta alcuna chiarifica. Nel 2010 mille bottiglie quasi per scherzo, in attesa della rifermentazione avvenuta con il primo caldo. Il risultato è una beva freschissima, semplice, dai toni agrumati, piena e dissetante. Di gran lunga superiore a tante bollicine autoctone spumantizzate con metodo charmat a mille chilometri di distanza solo perché adesso è quello che tira sul mercato.

L’assenza di solfiti vi eviterà il cerchio alla testa se siete sensibili al punto dallo stare lontano da spumanti e chanpagne. Lo berrete direttamente dalla bottiglia mentre correte in mezzo alle vigne come Paul Giamatti in Sideways.

Oppure in una bella festa tra amici. Un esempio di come la semplciità sia a volte la ricetta migliore per proporre qualcosa di autentico e originale sul mercato, anche là dove tutti sembrano aver già detto tutto. L’abbinamento ideale? Sì, a un altro bicchiere di La Matta.

Sede a Torchiara (Sa) Via Case Bianche, 8 Tel.0974.843244 www.casebianche.eu Ettari: 5,5 di proprietà Bottiglie prodotte: 25.000 Vitigni: aglianico, fiano Prezzo orientativo in enoteca: 12 euro

 

5 commenti

  • Marco Contursi

    (27 agosto 2012 - 09:17)

    Piacevolissimo vino di una gran bella azienda.L Iscadoro è uno dei due bianchi che ho sempre in frigo tutto l anno.I rossi stupiscono per intensità a chi si avvicina per la prima volta e la Matta è come l estate: finisce troppo presto.

  • zanotto col fondo

    (27 agosto 2012 - 09:58)

    Vino molto piacevole e dalla grande beva. Ottimi profumi, un po veloce in bocca, comunque un vino da bere.
    La cosa bella è averlo bevuto a San Francisco

  • Francesco Mondelli

    (27 agosto 2012 - 22:39)

    Per questa tipologia rimane per me un punto di riferimento il Puro di Movia.Per quanto riguarda invece il metodo charmat realizzato al nord credo che il motivo sia molto semplice e cioe’ che una piccola azienda non possa permettersi i costi delle attrezzature necessarie .Se poi tutto ciò contribuisca a pareggiare i bilanci aziendali ben venga :rimane un prodotto semplice e di facile beva che pero’ può accompagnare egregiamente ad esempio una frittata di cipolle novelle .

  • enrico malgi

    (28 agosto 2012 - 09:31)

    Pasquale e Betty sono due persone squisite, capaci ed intelligenti, che si sono ritagliati uno spazio importante all’interno della viticoltura cilentana. Stanno mietendo copiosi successi con i loro vini anche fuori dal confine regionale. Basti pensare, in proposito, ai meritati riconoscimenti ricevuti recentemente a Radici del Sud.
    Avanti così!

  • Michele Della Morte

    (2 settembre 2012 - 09:26)

    Riduttivo qualificare la Matta di facile beva. E’uno spumante assai intrigante, fantastico su ogni fritto e anche come accompagnamento a zuppe strutturate. Esempio della intelligente politica di case bianche. Ora aspettiamo il cumale’. Auguri e figli maschi.

I commenti sono chiusi.