La melanzana rossa di Rotonda

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di Federico Valicenti

La melanzana rossa di Rotonda fa parte dei quattro presidi in Basilicata della Fondazione Slow Food

La melanzana rossa di Rotonda, incuriosisce appena la vedi, da’ l’impressione che sia più un pomodoro, un frutto che solanacea. Rispetto ai sapori della melanzana comune, la melanzana di rotonda ha un gusto più acre, piccante, deciso, intenso, decisamente diverso dalla melanzana nera, bianca o violacea che comunemente si trova bei mercati ortofrutticoli.

La melanzana rossa di Rotonda è coltivata in una valle a ridosso del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di Potenza, nella  valle del  Mercure e  Slow Food ha messo in “ presidio”  la regi¬na del paniere dei prodotti tipici dell’area del Pollino. E’ inserita nell’atlante dei sapori dei Parchi nazionali e si fregia del marchio “Pollino”, ma soprattutto è coltivata da sempre in tutti gli orti del paese di Rotonda, unico luogo dove cresce in Italia.. La melanzana rossa di Rotonda ha un profumo particolare, non si ossida dopo il taglio, come succede alle altre melanzane.

La forma è tondeggiante e le dimensioni sono contenute (può pesare 70/80 gram¬mi), tanto da sembrare un invitante pomodoro. Chi la coltiva, grazie anche al suo colore arancio-rosso, la chiama la «melingiana a pummadora». Il suo ecotipo (Solarium Aethiopicum) è di provenienza etiopica e si racconta sia stato importato a Rotonda da alcuni soldati di ritorno dalla guerra d’Eritrea alla fine dell’Ottocento È piccola e tondeggiante come una mela, di colore arancio intenso con sfumature verdognole e rossastre: più che una melanzana potrebbe essere scambiato quasi per un caco, una forma, oserei dire,  esotica delle comuni melanzane.

La melanzana Rossa di Rotonda (Solanum Aethiopicum) non ha nulla da spartire con la comune melanzana (Solanum Melongena) giunta in Europa forse dall’India e provvista di bacche di un bel viola intenso. Le piantine sono poste a dimora in maggio e il primo raccolto avviene nel mese di agosto per continuare fino ai primi freddi. Anche le modalità di conservazione sono caratteristiche: le piccole melanzane sono “ nzertate” cioè legate a grappoli, a serte,  come si fa per peperoni e pomodorini, e quindi messe ad asciugare sotto delle tettoie. È consumata sott’olio e sott’aceto, quasi mai appena colta, e sono apprezzate anche le foglie, tenere, molto diverse da quelle della comune melanzana, per forma e dimensioni. La polpa è carnosa, non annerisce nemmeno dopo parecchie ore dal taglio; il profumo è intenso, fruttato, ricorda addirittura il fico d’India,  al palato è piccante con un gradevole finale amarognolo.

Il Presidio
La rossa melanzana “africana” è solo una delle verdure che fanno di Rotonda, 4000 abitanti, altitudine circa 600 metri, a una cinquantina di chilometri dal mare di Maratea,  una piccola capitale dell’orticoltura di tradizione, inserita in un contesto ambientale unico: il Parco Nazionale del Pollino, l’area protetta più estesa del nostro Paese. Il Presidio è nato per farla conoscere al di fuori del mercato locale e per trovare un adeguato sbocco commerciale che permetta agli orticoltori, riuniti in una associazione, di spuntare prezzi più remunerativi.
Oggi i coltivatori dell’area hanno anche richiesto e ottenuto la Denominazione di Origine Protetta su questa varietà.

Area di produzione:
Valle Mercure (provincia di Potenza )

Stagionalità

La raccolta delle melanzane a Rotonda inizia a luglio e si protrae, a seconda dell’andamento climatico, fino a ottobre-novembre.