La mozzarella blu stavolta è firmata Granarolo. Ma, in fondo, non è strano che una industria possa firmare anche quella bianca che assomiglia alla vera?

Letture: 550

L'evoluzione della mozzarella

Lo scandalo Mozzarella blu aveva riguardato latticini venduti in Italia ma prodotti in Germania dall’azienda bavarese Milchwerk Jaeger: la novità è che stavolta c’è la firma italiana, quella dell’azienda Granarolo, sui due prodotti acquistati in un supermercato del torinese che hanno assunto la colorazione blu una volta aperti.

Secondo quanto appreso, dovrebbero confermare la presenza dello pseudomonas fluorescens, il batterio che colora di azzurro il latticino e che non è patogeno per l’uomo ma indica comunque la presenza di carenze igieniche.


Della vicenda si occupa la procura di Torino che sulle mozzarelle blu conduce da tempo un’inchiesta.
Granarolo si difende con fermezza osservando che «La mozzarella Granarolo viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura solo latte fresco italiano significa che la materia prima è esclusivamente italiana».

La società emiliana precisa tra l’altro di non aver mai acquistato «latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata fornitrice dell’azienda, ma esclusivamente di provole dolci)».
Il nuovo allarme sulla sicurezza alimentare che riguarda il formaggio più comprato dagli italiani (170 milioni di kg all’anno) e anche il più imitato all’estero fa naturalmente insorgere le associazioni dei consumatori che chiedono per l’ennesima volta regole certe sull’etichettatura degli alimenti.
Noi però pensiamo anche che la vera anomalia è che una grande industria possa tirare fuori un prodotto che si chiama mozzarella.
Ma su questo torneremo

6 commenti

  • Lello Tornatore

    (23 luglio 2010 - 20:52)

    La grande anomalia sta nel fatto che tutti noi siamo una massa di merli e che non ci rendiamo conto che basso prezzo corrisponde a bassa qualità, haivoglia di fare campagne mediatiche con effetti speciali tipo “latte della lola” e quant’altro…

    • umberto trevisan

      (23 luglio 2010 - 23:32)

      Caro Lello, credo che il problema sorto porti a 2 considerazioni: la prima è che in nome della globalizzazione e dei presunti benefici ( si accettano volentieri suggerimenti in merito ) si è letteralmente messa in ginocchio l’intera industria agroalimentare… Maledetta europa unita, che è servita solo ai politici ( io vedo solo politicanti!!). Basta vedere con le quote latte, con quello che sta succedendo al parmiggiano, il cui prezzo è fatto da 2 o 3 catene di distribuzione. Hanno svendutp un paese, in nome di interessi personali.. La seconda considerazione è su di noi, noi meridionali “napoletani” troppo spesso incapaci di fare fronte comune in nome di un interesse di tutta collettività, impegnati a guardare sempre e solo nel nostro giardino. LO SCANDALO è CHE NON SIAMO STATI CAPACI DI IMPEDIRE CHE TALI SCHIFEZZE SI CHIAMASSERO MOZZARELLA…

  • Il Guardiano del Faro

    (24 luglio 2010 - 10:30)

    Tutto ciò mette potrebbe mettere in difficoltà l’igiene nelle cucine dei ristoranti anche per motivi diversi.
    Il blu è infatti il colore meno comune tra le migliaia di alimenti che vengono manipolati in cucina ed è quindi stato adottato storicamente per la colorazione dei cerotti. Se ti sei tagliuzzato un dito e ti sei medicato con un cerotto blu puoi continuare a lavorare in cucina con una discreta tranquillità perchè se ti si stacca e va a finire in una zuppa o in una salsa lo vedi abbastanza bene e riesci a recuperarlo velocemente, ma se adesso andranno di moda le “capresi azzurre” biseognerà adottare cerotti di colore diverso per evitare di ritrovarselo tra due fette di mozzarella :-))

  • gp

    (24 luglio 2010 - 11:50)

    masssì,
    mille bolle Blu.
    anche picasso amò il Blu.
    il Blu dona eleganza.
    quest’estate inventiamo ricette Blu, false mozzzarelle Blu.
    BBBbbbbbbbbBBBBlu.

  • Vittorio Zambrini

    (30 luglio 2010 - 17:36)

    In merito alle notizie riportate da alcuni organi di informazione, relative alle “mozzarelle blu” ai rapporti tra la nostra azienda e la ditta tedesca Jaeger, le assicuriamo che:
    – Granarolo non ha mai acquistato latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata fornitrice esclusivamente di provole dolci (un prodotto già confezionato, denominato “Sfiziosino”);
    – la mozzarella Granarolo in busta in liquido di gorverno viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura “solo latte fresco italiano” significa che la materia prima è esclusivamente italiana;
    -gli esiti degli accertamenti dei Nas nel nostro stabilimento e sul lotto di produzione delle due presunte “mozzarelle blu” segnalate in Piemonte non hanno evidenziato alcuna anomalia, confermando l’assoluta regolarità dei processi produttivi e dei prodotti della nostra azienda.

    Purtroppo chi ha alimentato al riguardo tante suggestioni prive di fondamento, che hanno finito col produrre un danno rilevantissimo alla nostra azienda, non ci porgerà spontaneamente le sue scuse.
    Ma chi lo farà, avrà tutto il nostro apprezzamento

    Cordialmente

    Vittorio Zambrini
    Direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente

  • ricette

    (19 agosto 2010 - 00:54)

    proprio blu

I commenti sono chiusi.