La mozzarella di Botero. Sogni e miraggi: la principessa e la luna

Letture: 44
mozzarella di bufala

di Fabrizio Scarpato

E la luna bussò, alle porte del buio…..

Non proprio il buio, ma una certa penombra ammanta il lungo tavolo nella sala d’ingresso dell’Enoteca Marcucci a Pietrasanta, in Versilia: un gruppo di gastrovittime si è ritrovato per rendere omaggio alla Principessa, la dolcissima mozzarella di bufala, Treccia di Rivabianca di Paestum.
Tra pareti gravide di bottiglie, sotto lo sguardo protettivo di qualche decina di Mazinga, Jeeg Robot e Trasformers che pendono gelidi dal soffitto, la principessa fa mostra di sé e della sua morbidezza, in un rarefatto, affascinante riflesso lunare: lucida, tremula nuvola bianca.


Pallida luna, dolce di latte, elegante e semplice, non si lascia sfiorare da un filo d’olio, seppur gentile, né da spezie, tantomeno da fine e dorata bottarga: si lascia sedurre soltanto dalla sapida effervescenza di bollicine di Champagne, così come Marilyn, nelle notti californiane, vestiva la sua pelle di luna di due sole gocce di Chanel N. 5. Profumi di donna.
Uno spot illumina l’occhio truce di un Goldrake da guardia e d’improvviso sembra farsi largo, uscendo dall’oscurità, una dea bionda e sinuosa, di eterea e sensuale morbidezza: Nausicaa dalle bianche braccia ? O Merilyn stessa, luminosa, nei riflessi di una luna, ora rossa di pappa al pomodoro e barbaresco.
E la luna bussò, alle porte del buio…”Fammi entrare”, lui rispose di no…

Sogni, miraggi e lampi di flash: immacolato miele d’acacia accompagna una struggente ricotta verso l’oscurità. Ora è notte: al chiaro di luna la porta si apre e Mazinga, insieme a un paio di Goldrake provati dall’età, oscilla nell’aria, scosso da un sospirato refolo di aria fresca.
In fondo alla strada grigio metallizzato, la piazza del Duomo è abbacinante, ghiaccia di bianco marmo di Carrara.
Una donna di Botero, candida e vibrante nelle generose forme opime, languidamente mi saluta: una treccia di mozzarella da abbracciare, certi di esser ricambiati con purissima e calda dolcezza.
Sorrido, il capo chino, le mani in tasca: buonanotte principessa.

E allora giù, fra stracci e amore…. per potersi addormentare, c’è bisogno della luna…
E allora giù…

7 commenti

  • giancarlo maffi

    (5 agosto 2010 - 15:19)

    effettivamente le pieghe cicciose di una treccia bufalina molto assomigliano alla botero,

    e non solo quelle :-)

    un incanto bruciante , fabrizio. e forse piu’ adatto ad essere letto in un pomeriggio estivo, ancorchè oggi qui da noi pare piu’ il mese dei ripensamenti gucciniano…

    e quindi è valsa la pena aspettare tanto tempo . tutto il male non vien per nuocere, cavolo.

    chiedero’ a gennaro d’alessio e socie se ti possono insignire di una qualche onorificenza, forse unico sistema per obbligarti, sant’uomo, ad un viaggio fino a paestum , che anche culturamente dovrebbe intrigarti.

  • Giuseppe Grammauta

    (5 agosto 2010 - 15:27)

    Caro Fabrizio, i mesi passano, le visite all’Enoteca si susseguono, anche a tarda ora, ma l’argomento che muove i tuoi pensieri è sempre lo stesso…continua così!

  • tommaso esposito

    (5 agosto 2010 - 17:30)

    “Tu che di sì gran luce altiera vai,
    quando in braccio al pastor nuda scendesti,
    Luna, io non so s’avevi tanti rai;
    rimémbrati il piacer ch’allor avesti
    d’abbracciar il tuo amante, ed altro tanto
    conosci che mi turbi e mi molesti.”
    L. Ariosto, Rime, MADRIGALI IX

    “Sì come a la notte di maggio
    La luna da i nuvoli fuora
    Diffonde il suo candido raggio
    Su ‘l mondo che vegeta e odora,
    Tal quella serena bellezza
    Apparve al rapito amatore,
    Un’altra divina dolcezza
    Stillando al morente nel cuore.”
    G. Carducci, Rime e ritmi, Jaufré Rudel

    Sìj na muzzarella. Si grande Fabrì

  • tumbiolo

    (5 agosto 2010 - 20:23)

    “…..candida e vibrante nelle generose forme opime……”.
    Ho la netta sensazione che la moglie di Scarpato sia in vacanza ed egli si abbandoni a oniriche fantasie.

    • Giuseppe Grammauta

      (5 agosto 2010 - 20:37)

      Mi sa anche a me…

  • leo

    (5 agosto 2010 - 23:08)

    Di quella piacevole serata ricordo una grande mozzarella, un commensale in forma smagliante (con cui divisi del baccalà) e un Maffi attorniato da… uomini !! l’accostamento Rivabianca-Botero è degno del miglior Scarpato.

    Ritornassi negli anni “80 lo eleggerei mio Cyrano privato: la sua prosa incanterebbe qualsiasi fanciulla :-)

    • fabrizio scarpato

      (6 agosto 2010 - 09:48)

      Leo, Giuseppe e Antonello: mavaffanbagno tutti e tre ! :-)))
      Tommaso: quelle che tu citi sono, in termini di qualità e profondità, l’altra faccia della luna, è il caso di dire. Di fatto, per me, sconosciuta e irraggiungibile, “andrebbe senza dire” (cit.)
      Maffi: troppo lontano, troppo.

I commenti sono chiusi.