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La mozzarella di bufala è invincibile: nonostante la diossina e le cazzate della Granarolo quella vera vola nel primo semestre:+15%

1 ottobre 2010

La mozzarella di bufala campana Dop batte la crisi. Direi che è più forte della munnezza, della diossina e della mozzarella blu  prodotta dalla grande industria molto incauta e ingorda negli acquisti. In forte controtendenza nel settore agroalimentare, nel primo semestre del 2010 la produzione è salita dell’11,53%, con oltre 2milioni di kg in più, passando dai 16milioni di kg del 2009 agli oltre 18 milioni dell’anno in corso.


Un balzo ancora più evidente nel valore, che ha fatto registrare un incremento del 15,38%, passando dai 130 milioni di euro dei primi sei mesi del 2009 ai 150 milioni attuali. A rilevarlo è il Consorzio per la Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, l’organismo riconosciuto dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per la tutela, vigilanza, valorizzazione e promozione della Dop Mozzarella di Bufala Campana.
Nel primo semestre del 2010, i 2 milioni di kg in più prodotti sono un chiaro segnale in controtendenza nel settore agroalimentare, che (secondo i dati Cia) chiuderà l’anno in negativo, con un calo della produzione del 2% e che, nel primo semestre 2010, ha fatto registrare solo un +1,1% nei consumi.
«La mozzarella di bufala dop si conferma uno dei prodotti anticrisi, amato dagli italiani e conosciuto in tutto il mondo.
Sin dalla sua creazione il Consorzio ha puntato sulla qualità e la Mozzarella di Bufala Campana, l’unica ad avere ottenuto il riconoscimento Dop dall’Unione Europea, è tra i formaggi italiani maggiormente sottoposti a controllo. Questa scelta sta dando ora i suoi frutti. In un periodo di crisi e di contrazione dei consumi, grazie alla qualità del prodotto stiamo addirittura crescendo, sia nel volume che nel valore» dichiara
Luigi Chianese, presidente del Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana.
Ogni anno vengono prodotti in media 30 milioni di kg di mozzarelle di Bufala Campana e nell’ultimo ventennio la produzione è stata in costante crescita triplicando i volumi.


Gran parte della produzione è commercializzata e consumata per lo più in Italia, ma un significativo 20% è esportato. In particolare, il 70% dei volumi destinati all’estero sono acquistati da Francia (21,3%), Usa (19,7%), Germania (16,9%) e Regno Unito (16,4%).
Tra i canali di vendita, grazie all’artigianalità del prodotto, sono ancora forti il dettaglio tradizionale (26%) e la vendita diretta (13%), in crescita il settore alberghiero (+8%)  e stabile la grande distribuzione con il 47%. Sono 300 mila i capi bufalini allevati in circa 2mila aziende agricole alla base della produzione casearia che ogni anno genera un fatturato di circa 300 milioni di euro alla produzione e 500 milioni al consumo.
Di recente anche la
ricotta di bufala ha ottenuto il riconoscimento dop.

7 Commenti a “La mozzarella di bufala è invincibile: nonostante la diossina e le cazzate della Granarolo quella vera vola nel primo semestre:+15%”

  1. giulia scrive:

    fantastico, per me mozzarella di bufala è uguale a quelli che dipendono dalla nutella, io dipendo dalla mozzarella di bufala, specie quella della piana di paestum:)

  2. Vignadelmar scrive:

    Chissà cosa ne pensa il bravissimo ed intelligentissimo Sig. Berti !!!
    .
    Ciao
    .

  3. Non mi sorprende. Tutti prodotti e le cose meravigliose che abbiamo sopravvivono e volano alto sebbene si contribuisca solo a buttarle giu’. La mozzarella è una di queste. Siamo incredibilmente bravi a tirarci la zappa sui piedi, ma nonostante questo la forza dei nostri prodotti è tale che viaggiano da soli. Come dire: “meglio il pilota automatico che un cattivo autista alla guida!”. Non di meno ci piange il cuore: immaginiamo cosa potremmo fare se ci mettessimo solo un poco più di impegno. Siamo fin troppo frtunati: abbiamo dei prodotti unici e, per ora, difficilmente replicabili. Ma nella nostra inerzia, prima o poi, chi invece si rompe la testa per imitarci e portare a casa i risultati, anche a quello rimedieranno.

  4. VITO scrive:

    Distribuisco in puglia un modesto quantitativo settimanale di mozzarella di bufala, prodotta nella piana di Paestum . Gli spacci annessi ai migliori caseifici della zona vendono al dettaglio 12 euro al kilo . Con
    le notizie sui prezzi su indicati non offrite certamente un buon servizio a chi vi legge , perchè lo stesso prodotto nel dettaglio tradizionale in tutta italia non potrà essere venduto meno di 15/16 euro al kilo

    • marco contursi scrive:

      in effetti ha ragione………Vannulo,Rivabianca,Barlotti,Salati tutti a 12 al kg.la vende a 10 Polito ad Agropoli per me uno dei migliori anche se poco conosciuto e nel casertano quasi tutti.A 7 euro nemmeno di contrabbando….. :-)

  5. Però è la carne che fa diventare più intelligenti! http://www.scemochileggequestoblog.com

    Giovanni

  6. marco contursi scrive:

    Ho letto sul Mattino di oggi alcuni pareri di chef e degustatori sulle differenze tra la mozzarella di bufala casertana e quella della piana del Sele.Mi ha lasciato basito quello di Maria Sarnataro e di Raspelli che parlano di assenza di differenze attuali (boh?!!la differenza di sapidità è palese,ho detto sapidità non bontà,c’è una soggettività del gusto) e del fatto che dipenda dal casaro .Niente di più inesatto.Quelli che si sono avvicinati di più sono Iaccarino ed Esposito,soprattutto quest’ultimo che parla di sale anche nella cagliata ed è vero..Ma è importante sottolineare che da uno studio condotto dal professor Matassino(uno de massimi studiosi di biodiversità animale e con cui ho avuto più volte il privilegio di dialogare) è emerso che le differenze di terreni ,erbe e clima tra Caserta e la piana del Sele e finanche tra i terreni posti a destra e sinistra dello stesso Sele comportano delle differenze chimiche e organolettiche nel latte degli animali.In pratica dipende da dove pascolano le Bufale,e il latte cambia e quindi anche la mozzarella.Un pò quello che succede con i cru nei vini,dove variano le condizioni pedoclimatiche e cambia il risultato finale anche da uve di terreni poco distanti).Che poi come sostengono alcuni quella del casertano è più sapida per l’inquinamento dei suoli è una cosa che meriterebbe approfondimento.Io preferisco quest’ultima poichè mi piace una maggiore sapidità anzi sarei grato se qualcuno ha ottimi caseifici di Caserta e provincia da segnalarmi.grazie :-D